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Jorge Amado

Traduttore: E. Grechi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2003
Pagine: 524 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811682042
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Recensioni dei clienti

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    manuela

    05/06/2016 06.37.08

    L'ho preso convinta di respirare l'aria di Bahia che ho adorato. Amado è molto capillare nelle descrizioni dei luoghi, sentimenti e persino dei cibi baiani ma ripetitivo in maniera esasperante. Avrebbe potuto risparmiare 200 pagine se non avesse ripetuto sempre le stesse cose. L'ho letto fino in fondo perchè non mi piace lasciare i libri a metà ma ho fatto una fatica enorme!!!

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    Irene

    16/09/2015 08.34.31

    Adoro Jorge Amado perchè è completamente diverso da tutti gli altri autori sudamericani che invece, molto spesso, mi hanno lasciata perplessa con le loro acclamatissime opere. E' un narratore per intelletti raffinati, la cui grande maestria sta, innanzitutto, nella straordinaria capacità di descrivere l'universo femminile meglio di quanto una donna potrebbe mai fare e, secondariamente, nel riuscire a far divertire il lettore strappandogli moltissimi sorrisi imprevisti. Non ci sono emozioni ossessive e grottesche, ma tutto, anche i momenti più tragici della vita, viene raccontato in maniera tale da non lasciare angoscia, ma un ben più istruttivo sorriso amaro. Un grandissimo romanzo corale dal sapore di mare, di samba, di sole, di deliziose pietanze appena cucinate. Lasciate perdere i voti bassi ( del tutto incomprensibili ) e partite immediatamente per Bahia! ;)

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    Massimo65

    18/04/2014 16.03.00

    La vera blasfemia è affermare che Jorge Amado e il libro "Dona Flor e i suoi due mariti" siano noiosi e prolissi. Signori, non voglio essere filo brasiliano a tutti i costi, la letteratura di Jorge Amado va contestualizzata al periodo e al luogo nei quali venegono raccontati i personaggi. Ma qui l'autore ci prende per mano e ci conduce nelle viscere di Bahia. E' un divertimento, un'orgia di odori, suoni, sensazioni, sapori, colori, è l'ironia della vita e della morte, il finale è geniale. E scusate se è poco!

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    Laura

    13/06/2013 12.51.38

    Consigliatomi come un libro assolutamente da leggere, sono arrivata in fondo solo per caparbietà. L'ho trovato pesante, ripetitivo, senza quella magia e quel senso del magico presente in molti autori sud americani. Noioso

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    Elisa

    20/02/2013 10.45.03

    Per chi ama il Brasile e la sua cultura, soprattutto la sua anima africana, è una pietra miliare. E' pieno di rimandi alla religione afrobasiliana, ai costumi e alla musica dell'epoca, alla cucina bahiana. Per me è stato il primo romanzo di Amado, da lì ho approfondito fino ad esaurire quasi tutta la sua bibliografia. In questo romanzo non c'è l'Amado politico che si trova in altri libri, ma ci sono i colori, i suoni, i profumi della terra bahiana e l'allegria dei suoi abitanti.

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    taty

    30/10/2012 09.21.09

    soporifero e noioso... abbandonato dopo una cinquantina di pagine!

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    Diana

    22/09/2012 09.02.07

    Decisamente al di sotto delle aspettative. Amado spende la totalità degli sforzi per esaltare il deificato Vadinho, che nella parte finale diventa scocciante ai limiti dell'insopportabilità, mentre gli altri personaggi non sono che macchiette. Dona Flor è scialba ed insipida (ma molto ninfomane), senza carattere, niente di paragonabile ad altre eroine come Teresa Batista. Il tutto ruota intorno alla fame primordiale di sesso dei personaggi, ma non essendoci trama, diventa piuttosto noioso. Per fortuna Amado ha scritto ben altri capolavori.

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    elena

    18/07/2012 14.57.44

    un capolavoro assoluto. stile fluido e variopinto, capacità di catturare il lettore in atmosfere oniriche e dense di magia e passione, ma al tempo stesso analisi profonda dei moti del cuore umano, così come dei misteri della vita e della morte. l'ambientazione è affascinante, i personaggi irresistibili, tutta la vicenda - per se drammatica - è condita da un'ironia che diverte e coinvolge. mai come in questo caso, "eros kai thanatos".

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    moneypenny

    26/12/2011 23.38.20

    Comincia diventente; diventa ripetitivo e di una noia mortale descrivendo puttanieri e puttane di ogni genere, colore, razza, tipo; i sapori di bahia che ormai ho imparato a conoscere si riducono alla sciosciotta/topina/pelatina (vedi alla voce f..a, sopratutto se assagiate il caviale la prima volta ehe ehe); Dona Flor è una povera deficiente che rimpiange un biscazziere/puttaniere che tutte le donne normali si augererebbero di veder sparire al più presto; la bestemmia a pagina 463 del libro (che la traduttrice Elena Grechi si premura di precisare di essere in italiano nel testo), non per fare i moralisti MA SI POTEVA OMETTERE!

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    Mary

    26/02/2011 13.01.09

    E' uno dei più bei libri che abbia mai letto. Devo riconoscere che, come riportato da altri commenti, a volte è un pò prolisso, però vale assolutamente la pena superare quelle pagine perchè il finale è fantastico, ma non solo il finale...la seconda metà del libro è secondo me più avvincente della prima e addirittura mi ha fatto venire voglia di andare a visitare la città di Bahia! Non vi arenate, nè scoraggiate nei punti un pò più descrittivi e meno movimentati: il finale vi ripagherà!

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    unalettrice

    06/02/2010 12.54.24

    l' ho cominciato, ma non riesco ad andare avanti: è di una noia mortale!

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    lapo

    10/01/2010 18.51.55

    Dona Flor è calore, musica e carnalità. È riso e pianto, inciuci, chiacchiere e rivelazioni. È magia e genialità. Dona Flor è sole e vita. È un romanzo strepitoso che avvolge nella sua sensualità e non annoia mai.

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    arianna

    14/10/2009 12.55.45

    parlare bene di amado è obbligatorio... parlarne male è politicamente scorretto...ma che noia questa dona flor: libro verboso... tagliare, tagliare...

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    Antonio

    10/10/2009 23.21.25

    Jorge Amado inizia come un fiume in piena che nel suo percorso si suddivide in mille rivoli e ogni rivolo è una storia, non una storia qualsiasi, ma una storia brasiliana. Perchè tutta la vicenda, diciamo la verità, se fosse successa a Cinisello Balsamo avrebbe avuto un altro sapore, non certo il sapore della cucina esotica di Donna Flor. Il romanzo è per questo molto godibile anche se la trama in sè è molto semplice. Peccato che verso la fine, quando scade nell'esoterico, si avverta chiaramente una caduta di ritmo. Comunque grande Amado!

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    Daniela

    21/04/2009 15.14.50

    Ho letto Donna Flor tanti e tanti anni fa e ancora lo ricordo con un affetto tutto particolare. È senz'altro uno dei libri più belli che abbia mai letto e che mi ha fatto scoprire uno scrittore, George Amado, che poi non sono riuscita più ad abbandonare. Grazie ai suoi libri ho scoperto una terra, quella brasiliana, coi suoi profumi e la sua magia che sogno un giorno di poter percorrere sulla scia delle sue pagine e delle sue ricette.

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    francesco

    12/02/2009 19.16.18

    Non avevo mai letto Amado. Questo romanzo è stato una piacevolissima sorpresa.

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    VERU

    01/02/2009 17.30.28

    Mamma quanto la fa lunga! Faticosissimo da finire perchè molto molto ripetitivo! Peccato!

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    Filippo

    14/03/2008 08.11.10

    Scrittura classica sudamericana, molto sciolta e scorrevole che risalta i sapori brasiliani. Però 200 pagine potevano bastare, Amado si dilunga un pò troppo descrivendo ripetutamente i soliti dettagli

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    agata

    20/01/2008 11.06.56

    Il linguaggio è classico della letteratura sudamericana, ricco di dettagli, a volte eccessivamente prolisso, non sempre scorrevolissimo ma, sempre e comunque, accattivante. Lo dimostrano le oltre 500 pagine che si leggono piacevolmente seppur la storia non abbia troppi risvolti. I personaggi più divertenti: dona Rozilda e il suo essere suocera nel senso più “colorato” e spigoloso del termine, e Teodoro con la sua metodicità sistematica: mercoledì e sabato, con bis assicurato il sabato, facoltativo il mercoledì!!

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    francesca

    15/11/2007 11.37.18

    Lo consiglierei perchè nel mese in cui l'ho letto è come se mi fossi ritrovata a vivere a Bahia in compagnia di Dona Flor, Vadinho, dona Norma e le pettegole del quartiere, ma devo ammettere che la lettura a tratti mi è risultata noiosa. Comunque assolutamente da leggere, non fosse altro per l'esuberanza del primo marito.

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