Curatore: G. Dierna
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 9 luglio 2002
Pagine: 216 p.
  • EAN: 9788806139148
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Descrizione

Raccolta di chiara ispirazione surrealista, il volume è una fastosa sequela di fantasiose variazioni sul tema della donna: la donna vista appunto "al plurale", con similitudini, metafore ardite, divertiti giochi d'immagini. La raccolta poetica è uscita a Praga nel 1936 e l'atmosfera che si respira fra i versi è quella magica e passionale dei testi degli amici e sodali parigini Breton ed Eluard, o dei romanzi-collage di Max Ernst.

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    Cristiano Cant

    13/02/2018 07:44:13

    Vasta come una foce che disseta inquietando, complessa come un quadro che nasconde più enigmi, meravigliosa e aspra nei suoi umori cangianti, ecco appena una tremolante varietà di accenni su ciò che assembla e nutre questa raccolta di versi: la Donna. Spirito e danza, libertà e nervosismo, curiosità e attrazione. Chi vorrà cercare e leggere questo volume potrà trovare in una sola poesia - un capolavoro intitolato Cantico dei cantici - tutto lo sfavillante ondeggiare di questi profili: "I tuoi occhi due spari alla cieca,/ che non hanno mancato il bersaglio,/ due spari alla cieca dietro l'angolo della strada in cui passavo/ come un carcerato che cerca la fine del cortile". Ma le metafore non si fermano, è un lungo componimento uguale a un idillio festoso, una dedica senza freni e controllo ricca di ubriachezze virili, innocenza e splendore, centinaia di semi lanciati nel bosco dell'amore come a far fiorire l'unico stelo che scioglie gli annodati steli dell' incontro: la gratitudine. C'è un uomo che non teme di tuffarsi nel mare della propria fantasia, fra cavalloni di assenza e mareggiate di lutto, fra rari attracchi distesi e nuove prese del largo ancora più invitanti. Ma il faro resta quello, la parola e lo sguardo di una donna, l'insensata sensatezza del sogno, aperto e franco su alcuni versi magnifici: "..Tu che sei donna e bambina,/ donna e qualsiasi altra cosa appartenga alla realtà,/ donna e somma di tutte le vetrine e le meraviglie della natura". Una corsa inarrestabile anche verso l'errore, verso nuvole strane e sinistre a sfidare con la parola l'infedeltà delle cose nella fedeltà a se stessi, un credo bislacco ma candido, anche grondante di un surrealismo impetuoso, ma come perso in una cascata di colori. Le tante facce nell'unico animo, un desiderio mai consegnato ai colpi a salve del normale, ma duraturo e sofferto come una giostra che sprigiona sorprese. Perché un poeta che definisce la donna "l'abbeveratoio della luna" ha compreso davvero tutto.

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