Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27/12/2012
Pagine: 172 p., Brossura
  • EAN: 9788807880728

24° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Classica (prima del 1945)

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Recensioni dei clienti

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    landonio sandro

    10/08/2015 10:44:49

    Ho letto la prefazione solo alla fine della lettura del libro e mi sono ritrovato con le stesse impressioni della Mazzocchi: anche per me la prima metà di "Una donna" é andata avanti stancamente ( circa sei mesi per novanta pagine), causa la prosa ottocentesca dell'autrice;viceversa la seconda metà l'ho letta in un solo giorno, quando i concetti espressi hanno vinto le mie ritrosie a fronte dei piagnistei alla Pascoli dell'autrice. La descrizione della situazione delle donne vista dall'interno, vista da un animo femminile in formazione é assimilabile ad una prigionia per consuetudine e per dogma: nell'affresco dell'Aleramo, del sesso maschile non si salva nessuno (padri, mariti amanti, amici), ma non vi é demonizzazione, semplicemente si capisce che sono i carcerieri del sistema e le donne non hanno scelta o subire o ribellarsi, ma in questo caso trovandosi di fronte a delle scelte dolorose. Oggi tutto ciò si é modificato ? In Italia, a giudicare dalla sequenza di femminicidi degli ultimi anni, non nella mentalità di molti uomini. Istruttivo: "in realtà la donna é qualcosa che esiste solo nella fantasia degli uomini: ci sono delle donne, ecco tutto".

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    Carla

    28/02/2014 12:59:53

    Scrittura sapiente e lacerante. Il dramma della figlia, della sposa, della madre, della donna. Un grido contro l'ottusità, l'ignoranza, la crudeltà, le leggi insensate. Un libro dove la necessità dell'amore nella vita è in ogni pagina fremente e vibrante. Un libro che indigna, che scuote, che fa pensare.

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    faffa

    20/11/2013 10:56:44

    "Una donna"è un romanzo autobiografico,ma soprattutto è una lunga lettera di amore nei confronti del figlio,costretta ad abbandonare per sfuggire ad una vita fatta di abusi,di prepotenza da parte del marito e del piccolo paesotto del sud dove,in gioventù,il padre aveva trasferito tutta la sua famiglia per dirigere una nuova e promettente industria.Il padre per Sibilla è un modello da seguire perché dotato di intelligenza,carattere,volontà,ma proprio quando Sibilla si accorge che il padre è un uomo fragile,volubile ed incapace di sapere e volere ascoltare l'altrettanto fragile moglie,vede crollare le sue certezze.E ad approfittare delle sue incertezze dei quindici anni è proprio il collaboratore del padre che con le lusinghe l'avvicina naturalmente a sé,con violenza abusa di lei e poi la sposa con l'intento primario di fare carriera nella ditta.Sibilla scopre presto che l'amore non è quello sognato,quello romantico,quello letto nei romanzi.L'amore per lei diventa una gabbia, ma scoprendo il mondo delle donne (anche collaborando a Roma con la rivista "Mulier") si fa portavoce del movimento femminista.La sua confessione che in alcuni momenti tocca il sublime è per dar voce al suo io più profondo,per costruire un mondo più giusto verso le donne e per far capire al figlio il suo forte(e non folle)gesto di avere avuto la forza di abbandonarlo al padre.Non è vigliaccheria la scelta di Sibilla,è il modo per rivelare al figlio l'uomo che dovrebbe diventare."Tra le due fasi della vita femminile, tra la vergine e la madre,sta un essere mostruoso,contro natura,creato da un bestiale egoismo maschile:e si vendica,inconsapevolmente.Qui è la crisi della lotta di sesso.La vergine ignara e sognante trova nello sposo un cuore triste e dei sensi inariditi;fatta donna ed esperta comprende come il suo amore sia stato prevenuto da una brutale iniziazione.Fra i due torna spesso l'intrusa,e il solo ricordo avvilisce ogni loro bacio.Mio figlio!Chi gli avrebbe fatto la sacra rivelazione?"

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    chiara

    14/01/2013 01:34:39

    incantata dalla figura di Sibilla innamorata del folle Dino Campana nel film "Un viaggio chiamato amore",ho voluto sapere di più su di lei.questa autobiografia rivela la sua natura anticonformista e passionale. sicuramente erano in poche a quei tempi a saper rivendicare con tanta determinazione la propria indipendenza,anche a costo di perdite devastanti

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