Traduttore: M. Sar
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 8 febbraio 2008
Pagine: 151 p., Brossura
  • EAN: 9788807017469
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Descrizione
Una donna. O novantasette differenti creature? Il libro si direbbe un inno all'eterno femminino nella sua inarrestabile e travolgente ricchezza di caratterizzazioni, in un continuo ondeggiare fra il sublime, il divino, il comico, il grottesco, l'ovvio e il volgare del quotidiano. Ognuna di queste donne è un'anti-Barbie: ora dea arrogante e inavvicinabile, ora amante capricciosa e passionale, ora moglie e madre detestabile, sa di Chanel n. 5 o di cipolle, ma è sempre irresistibile in tutte le sue metamorfosi. Travolto dalla vitalità di lei, il maschio narratore e personaggio di queste storie si tormenta nel desiderio, languendo nella propria inabilità e soggezione di eterno bambino-adolescente. Un balletto irregolare, in questa galleria di figure femminili con le quali i lettori non possono non entrare in un ambiguo rapporto di fascinazione, avvinti da opposte emozioni di repulsione e attrazione.

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"C'è una donna. Mi ama". L'autore cerca subito di fissarne l'immagine, ma non è possibile, l'immagine cambia, si moltiplica, ed ecco le novantasette donne del libro. Strumento del racconto è quello che Péter Esterházy definisce "l'abracadabra del miamamiodia", un breve "catalogo" dei modi di sedurre, farsi amare e sottrarsi delle novantasette protagoniste. Tra "Paganini del bacio", stakanoviste delle diete, sensuali e appassionate Lilith e amanti e mogli affascinanti o ripugnanti come streghe, l'autore/personaggio traccia un ritratto e un inno all'imprendibilità e alla vitalità della donna, in un richiamo continuo al mito e ai fondamentali archetipi del femminile. Il lui protagonista si sente attratto e perso di fronte alle metamorfosi della donna. Lei le gestisce con abilità e cinismo oppure soccombe, piombando in un inferno di emozioni oscure. Ma l'imprevedibilità la rende solo più irresistibile. Il rapporto a due viene vissuto come "un'alta e bassa marea", una danza, in cui le novantasette lei non rappresentano mai solo se stesse, ma l'incarnazione di quell'eterno femminino, da sempre perno dell'universo maschile. Con grazia, capacità di introspezione e ritmo, Esterházy accompagna per novantasette volte il lettore fin dentro al cuore del mistero che regola il gioco del desiderio e dei sentimenti amorosi. Il tutto in una sorta di travolgente vortice pittorico. Laura Fusco