Le donne del signor Nakano

Hiromi Kawakami

Traduttore: A. Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 14 gennaio 2014
Pagine: 228 p., Rilegato
  • EAN: 9788806198824
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Descrizione
La bottega del signor Nakano è un po' speciale. Innanzitutto, come tiene a specificare il proprietario, "non è un negozio di antiquariato ma di roba vecchia": soprammobili fuorimoda, ciotole usate, manifesti di epoche dimenticate, malinconici reperti di vite sconosciute che potete comprare per pochi spiccioli, oggetti particolari e scompagnati come, in fondo, sono gli uomini e le donne che girano intorno al negozio. A cominciare dal signor Nakano: eccolo li, dietro la cassa, magrissimo, un berretto di lana calato sulla fronte e una certa qual debolezza per il fascino femminile. A dargli una mano ci sono due ragazzi, Takeo, tanto laconico da apparire misterioso, e Hitomi, una ragazza allegra e inquieta. I due giovani si studiano, s'innamorano, nasce un legame toccante e maldestro che sembra destinato a inciampare su ogni incomprensione. Ma anche Nakano e la sua romantica sorella Masayo devono affrontare le impreviste complicazioni che nascono dal desiderio. Sarà proprio Hitomi, e il suo sguardo curioso e sensibile, ad accompagnare il lettore attraverso la girandola di incontri e personaggi che ruotano intorno alla piccola, vivace bottega del signor Nakano. Sono vicende comuni quelle che ci racconta Kawakami Hiromi, con una delicatezza che nulla toglie alla profondità dei sentimenti, all'intensità di relazioni umane che iniziano quasi per caso e si sciupano senza che sia colpa di nessuno.

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    Claudia

    07/12/2018 21:47:03

    Hiromi Kawakami racconta lo spirito giapponese, come nessuno mai. Leggendo i suoi libri hai la sensazione di respirare e di percepire le emozioni del Giappone. Non c'è una trama lineare, gli oggetti che si vendono nel negozio del signor Nakano sono custodi di storie che appartengono alle persone che li hanno posseduti e sono i testimoni della vita che si consuma lì dentro. Un racconto delicato che ci porta nei quartieri di Tokyo, quelli in cui ci sono ancora le casette di legno, dove tutti si conoscono e dove nonostante la modernità si vive una vita tranquilla e pacata. Davvero bello, squisitamente giapponese. L'unica pecca è il titolo, non ho capito da dove l'abbiano preso, il titolo originale tradotto in italiano, suonerebbe un po' come il negozio di robivecchi del signor Nakano. L'editoria italiana tende sempre a cambiare i titoli o prendendo frasi del libro o scegliendo titoli che secondo loro attirano i lettori. Il libro lo consiglio, magari da leggere accompagnato da una bella tazza di tè verde fumante.

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    Rose Congou

    05/08/2016 12:10:39

    A mio parere non regge il confronto con il precedente La Cartella del Professore. Pur avendo sulla carta degli ingredienti che avrei dovuto apprezzare, gli ingredienti sono dosati o amalgamati male e manca completamente il lievito. Quindi nella pratica questo libro mi è risultato noioso. Pagina dopo pagina ho aspettato che decollasse, ma purtroppo....niente. Mi ha dato la sensazione che l'autrice cercasse forzatamente di ricreare la deliziosa leggerezza del precedente, senza riuscirci. E anche i personaggi sono posticci, privi di vita. C'è stato solo un brevissimo pezzo, forse un paio di capitoli, in cui ho letto quasi con piacere (o forse era la speranza che mi faceva illudere). Per il resto, mi dispiace, non vedevo l'ora che finisse. Peccato.

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    Laura

    31/03/2016 18:13:32

    Librino inutile e inconcludente.Preferisco di gran lunga Ogawa Yoko.Si arriva in fondo con la sensazione di avere sprecato tempo.

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    luca bidoli

    07/02/2014 20:42:24

    ora, con tutta la buona volontà, compreso i quasi venti euro/i spesi, che già per di sé stessi dovrebbero, dovrebbero dico, indurmi a una certa benevolenza verso questo libro, complice, non ultimo, una bella copertina( non la stessa cosa dicasi per la carta, da imballaggio, ma ormai l'E-inaudi ci ha abituato a questo),arrivo ad un certo punto e mi addormento. All'incirca verso pagina centoequalcosa, dopo il cane grande ( attenti al cane!) letteralmente, è il caso di dirlo, vinto dalla noia. Noia allo stato puro, totale, ovvio, in un retrocedere infantile e infatuato, verso il nulla, dalle parti, più o meno, dell'ovvio e del ripetitivo. Peccato, mi sono detto, visti i due biglietti da dieci evaporati. Peccato, mi sarei aspettato qualcosa che ancora non so, eppure comprendo, intravedo, in queste pagine: è come se mancasse un grido liberatorio, un accenno ulteriore verso uno spazio/spasimo, che, forse, è una delle ultime possibilità che una mente decisamente occidentale ricerca in quel limbo saturo e vuoto al tempo stesso che è la letteratura dell'estremo, appunto estremo, oriente. In questo, è ovvio, mi sono anche circonscritto e delimitato, del resto chi non lo fa? La porta è sempre aperta, ogni ospite, ben accetto.

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    Monica

    03/02/2014 17:01:52

    Libro dolcissimo, malinconico, scrittura leggera e scorrevole , io l'ho trovato un gran bel libro!

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La bottega di robivecchi Nakano: così recita la traduzione letterale del titolo originale giapponese di questo bel romanzo di Kawakami Hiromi, scrittrice cinquantacinquenne dalla penna leggera ed eccelsa che i lettori italiani hanno già potuto apprezzare, un paio di anni fa, grazie a La cartella del professore. In una zona non ben definita della periferia occidentale di Tōkyō in cui alloggiano molti studenti (forse Musashino, forse Mitaka) c'è un piccolo negozio dove il tempo sembra essersi fermato, uno delle migliaia di recycle shopssorti come funghi in epoca di recessione economica in ogni parte del Giappone e soprattutto nelle sue metropoli. Vi si vendono oggetti usati di tutti i generi, per pochi spiccioli o anche, in certi casi, per diverse decine di migliaia di yen. Oggetti utili o inutili, moderni o antichi, brutti o belli: fermacarte, ciotole, bottiglie da gin, sedie, stufette elettriche, elmi, armature, cartoline, vasi, poster a grandezza naturale di popstar giapponesi degli anni ottanta. Attenzione, però, non si tratta di "un negozio di antiquariato ma di roba vecchia: lo sottolinea a pi riprese il proprietario di questa bottega nata un quarto di secolo fa, il signor Nakano, in giovent impiegato presso unazienda di prodotti alimentari di media grandezza e poi libero e spensierato piccolo imprenditore, figlio della generazione del Flower Powerdi fine anni sessanta (Oh, senti, sono cresciuto ascoltando Janis Joplin, io! rimbecca a un certo punto al suo giovane assistente Takeo). E dentro la bottega del signor Nakano, sessantenne smilzo un po brontolone e donnaiolo (tre mogli e due amanti!ma in fondo tanto simpatico, con quei suoi baffetti rtro il berretto con pompon calcato sulla fronte), ci accompagna per mano la dolce e insicura Hitomi, io narrante del racconto e seconda assistente del negozio. Tra una vendita allasta (anche via web, quando il signor Nakano, per tenersi al passo coi tempi, viene persuaso ad aprire un suo sito Internet) e laltra, tra un ritiro (cos nelle pagine del romanzo sono definite le visite a casa delle persone per recuperare la merce in disuso) oggi e un ritiro domani, tra un cliente cocciuto e un altro buffo, assistiamo come in presa diretta alla vita dei protagonisti della storia, viviamo, gioiamo e soffriamo insieme a loro. E se la bottega Nakano rappresenta il luogo ideale per distrarsi dalle fatiche della quotidianit e riassaporare il gusto delle cose di una volta, riciclando ci che la gente, senza accorgersene, getta via senza farsi troppi scrupoli (sentimenti compresi), le tre coppie al centro della vicenda costituiscono ciascuna uno specchio generazionale in cui identificarsi. Hitomi e Takeo, i due commessi del negozio, ventenni di oggi fragili e spesso incapaci di comunicare; Masayo, sorella cinquantenne del signor Nakano e romantica artigiana di bambole, la quale cerca lamore eterno e non si accorge di averlo gi al suo fianco, nella persona del suo schivo amante Maruyama; il signor Nakano, in fondo inguaribile sognatore, e la sua amante principale, Sakiko, aspirante scrittrice erotica. Sebbene la trama sia (volutamente) meno definita rispetto a La cartella del professore, Kawakami Hiromi ci regala altri magnifici sprazzi di giapponesit, schizzi di romantica vita quotidiana colorati a pastello e inseriti allinterno di una cornice ben diversa da quella dalle troppe e noiose sfumature di grigio della societ dei consumi tardo-capitalistica, perle di sublime leggerezza come fiori del vento () a danzare nellaria. Gianluca Coci