Dopo il petrolio. Sull'orlo di un mondo pericoloso

Paul Roberts

Traduttore: D. Cavallini
Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 2005
Pagine: XXVIII-385 p., Brossura
  • EAN: 9788806173357
Usato su Libraccio.it - € 9,18

Recensioni dei clienti

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    Francesca B.

    22/04/2005 16:12:41

    Un libro molto interessante, tipico prodotto di quel giornalismo scientifico di grande professionalità e serietà che rappresenta una costante del mondo anglosassone. Il suo maggiore merito è di riportare senza pregiudizi tutte le voci, contribuendo così a rendere la complessità dei problemi in gioco e l'impossibilità di negarli, o, al contrario, di risolverli per slogan. Il futuro fa paura, ma resta aperto a molte soluzioni. Un po' prolisso in diverse parti.

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    Mario Sirna

    18/04/2005 17:06:36

    L'ho trovato abbastanza interessante, anche se alcuni concetti sono ripetuti fino alla nausea. Credo che almeno un centinaio di pagine si sarebbero potute risparmiare, senza intaccare i contenuti. Il libro offre una buona panoramica sulla situazione odierna, sul come ci siamo arrivati, sul perchè la nostra società è ingessata sull'uso del petrolio, e su possibili scenari futuri. Il libro offre inoltre una panoramiche sul futuro delle energie alternative/rinnovabili. Ad ogni modo l'autore ignora completamente l'esistenza della creazione del primo reattore a Fusione Nucleare (ITER) finanziato dall'unione Europea e Stati Uniti,Russia e Cina, Giappone e Sud Korea. Il reattore dovrà verificare a affinare la tecnologia, ma dal 2040-2050 sarà commercialmente disponibile... giusto in tempo per risolvere la crisi del petrolio. Un timing perfetto. Una piccola nota : le scorie di questo tipo di reattore decadono entro 5 anni... e il funzionamente e completamente diverso da quelli a Fissione. Non esiste il rischio di meltdown alla Chernobyl. Il reattore necessita di composti ricavabili dall'acqua di mare (trizio, deuterio? Non ricordo).

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    lorenzo Procopio

    21/03/2005 16:55:39

    Quasi 400 pagine che ripetono concetti ultra dibattuti in questi ultimi anni, senza aggiungere nulla di nuovo al dibattito sulla crisi energetica e sui disastri ambientali. Come quasi tutti gli studiosi americani del settore non riesce a cogliere nelle contraddizioni del capitalismo i limiti di uno sviluppo finalizzato esclusivamente alla realizzazione del massimo profitto. Salvaguardia dell'ambiente e sistema capitalistico sono in permanente contraddizione tra di loro, non si può difendere l'ambiente se non si mette in discussione il capitalismo. Roberts vorrebbe invece risolvere la crisi energetica, salvaguardare l'ambiente e nello stesso tempo difendere il capitalismo. Un vero non sense.

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