Traduttore: P. Merla
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 29 maggio 2008
Pagine: 302 p., Brossura
  • EAN: 9788850216406
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Recensioni dei clienti

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    ales

    09/10/2014 11:32:11

    O'Brian è sempre O'Brian, pecca un po' per il finale forse affrettato ma non delude mai.

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    Guglielmo

    22/03/2010 22:20:30

    Per certi versi uno dei romanzi migliori di O'Brian, per certi altri uno dei più deludenti. Strano ma vero per un romanzo del genere storico-marinaresco, in questo libro le avventure che si sviluppano sulla terraferma sono migliori di quelle marine. Estremamente avvincenti le peripezie di Stephen sia familiari che non, con lo scatenarsi dell'offensiva dei suoi nascosti avversari politici tanto attesa dai precedenti episodi; apprezzatissimo il consueto riuscito spaccato storico e l'introspezione psicologica dei personaggi. Banalissima però la campagna contro i trafficanti di schiavi, ridotta a banalissimi scontri e ad altrettanto banali riflessioni accessorie sulla schiavitù, create quasi per necessità e un pò stentate e poco spontanee soprattutto in Aubrey. L'esito del combattimento al largo della baia di Bantry è, come al solito, già chiaro prima di essere letto: possibile che gli inglesi debbano inevitabilmente vincere sempre, quasi rientrasse nell'ordine naturale delle cose? Dopo molte tribolazioni anche i Francesi meriterebbero una piccola soddisfazione! Ed è mai possibile che i tanto schivizzati Irlandesi debbano essere sempre mandati a cuccia da un demagogo Maturin, con la solita storia pretestuosa dell'Unione e del male minore? Non dico di modificare il corso della Storia, certo, ma il guaio dei romanzi storici di questo tipo è che, per quanto riusciti possano essere, sono sempre scritti da autori anglosassoni. Anche la risoluzione eccessivamente improvvisa dei problemi di Stephen suona un pò da Deus ex machina. Un romanzo comunque dei migliori, per essere uno degli ultimi.

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    fabio belafatti

    03/10/2008 19:09:27

    molto buono quasi tutto il romanzo, ma ci si aspettava forse un po' più di "maturazione" del personaggio Jack Aubrey, che come ricorderete spesso si era dichiarato favorevole alla schiavitù e in questa missione viene mandato proprio a combattere la tratta: forse si poteva dedicare un po' di spazio ai sicuri dubbi che avrà affrontato! peraltro, si ha l'impressione che dopo aver liberato la prima nave di schiavi, Jack sia giustamente sconvolto dalle condizioni dei neri, e che sia molto soddisfatto delle liberazioni successive, come se avesse cambiato idea. forse si poteva aprofondire la questione! purtroppo, la parte finale è enormemente deludente: Jack insegue una flotta francese per mezzo atlantico, ci si aspetta una battaglia navale leggendaria, toni epici e momenti di eroismo, ma...tutto si risolve in poche pagine!! comunque, nel complesso è un buon romanzo, sebbene sia un libro "di passaggio" tra lo splendido "fuoco sotto il mare" e l'ottimo "burrasca nella manica"

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    orlando

    10/03/2008 17:03:52

    litrvo scorrevoli nella lettura con buone descrizioni non troppo lunghe ma precise sono avventure belle da leggere sto facendo la raccolta e vorrei sapere quanto manca alla fine. pero devono piacere le avventure e seguirle con la mete e vederle con la mente. IL film e stato qusi fedele nella ricostruzione.

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    Luigi

    27/11/2007 22:59:46

    Sempre grandissimo.Magari il libro non raggiunge proprio le vette di altri romanzi di Patrick ma trasmette sempre delle emozioni.Inoltre,quello che lo caratterizza è che O'Brian riesce a fare invecchiare i suoi personaggi in modo naturale (insieme con i lettori,purtroppo).Tremo al pensiero che presto giungeremo alla fine della collana ma anch'io la rileggerò come fosse la prima volta.

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    Danilo Costoli

    26/09/2007 21:51:04

    Ormai Steven , Jack , Killik , sono miei amici, alcune volte ho immaginato di fare un salto indietro nel tempo ed essere con loro durante un burrasca a darmi da fare sulla Surprise. O'Brian ha caratterizzato così tanto i personaggi che mi sembra di conoscerli. In effetti mi spiace un pò che questo sia il 17° romanzo e tra soltanto 4 pubbilcazioni l'avventura finirà, chissa come poi? Forse sono d'accordo con il lettore che dice che l'ultimo romanzo non lo leggerà mai. Cosi anch'io come altri lettori ricomincerò a leggerli da capo. Per quanto riguarda questo libro nello specifico , obiettivamente è un pò sottotono , ma le emozioni che mi trasmette O'Brian sono quelle di sempre. Grande Patrick , grazie per avermi fatto sognare.

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    massimiliano

    11/09/2007 22:59:37

    Un 5/5 di stima e di affetto...ho comprato il libro e l'ho messo sul mio comodino...ogni tanto lo guardo e pregusto avidamente il momento in cui lo iniziero'...dopo aver riletto per la terza volta i suoi 16 precedenti!! E' un amore grande e appassionato e, come forse direbbe Jack," darei un dannato braccio per essere sul cassero della Surprise stasera". P.s. ho deciso che non leggerò mai "l'ultimo viaggio di jack Aubrey" il romanzo incompiuto....piangerei su ogni pagina. P.P.S. Cerco altri innamorati della Surprise come me!!

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    Andrea

    28/08/2007 13:20:10

    Non all'altezza dei precedenti. Deludente per molti versi, ma a O'Brian si può perdonare una défaillance. Aspetto con ansia i prossimi romanzi unendomi al coro dei delusi per la lentezza con cui vengono pubblicati in italiano.

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    Federica

    11/07/2007 16:55:51

    Leggo ormai da tre anni i romanzi di O'Brian e devo dire che nessuno mi ha finora delusa..Doppia missione può essere un romanzo di "transizione", che non dice molto in sè, non descrive in più pagine le battaglie ma si limita ad accennarle...ma forse è quello che ho apprezzato maggiormente. L'ho trovato molto intimista..finora abbiamo visto uno Stephen padre che però non conosceva ancora sua figlia..ora lo ritroviamo genitore preoccupato, con tutti i dubbi e le gioie che derivano da questo suo nuovo ruolo. Jack forse è meno approfondito questa volta, anche se è diventato commodoro e ci si aspetterebbe una maggiore introspezione. Ma va bene lo stesso. Aspettiamo ora il proseguimento delle avventure di questi grandi ed inseparabili amici del mare!!

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    fulvia

    07/06/2007 13:46:19

    Amo immensamente i romanzi di O'Brian e ammetto che non sono rimasta delusa neppure da questo, romanzo forse di transizione, peccato che per scoprirlo dovremo attendere un altro anno, data la pubblicazione con il contagocce della casa editrice! I personaggi si affinano ma le caratteristiche che li hanno fatti amare sono sempre presenti ed è difficile non lasciarsi coinvolgere dalle vicende di questo nuovo romanzo: trovo toccante e splendido il rapporto di Maturin con sua figlia, detesto cordialmente Diana Villiers (ma questo da sempre...) e amo profondamente tutto ciò che riguarda Aubrey, anche solo di sfuggita e Bonden. Non delude secondo me chi ama davvero questo mondo creato dalla bravura di O'Brian. Da leggere, in attesa del prossimo.

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    ildome

    24/03/2007 07:53:26

    Leggo sempre con piacere i libri di O'Brian. Devo dire che quest'ultimo, però, mi ha deluso parecchio. Nelle 300 pagine del romanzo succede ben poco. I combattimenti sono narrati in poche righe. La descrizione e i dialoghi vanno avanti per frasi fatte. Ovvero sembra che l'autore imiti sempre più se stesso e faccia fatica a trovare nuovi spunti narrativi, dilatando quei pochi più che può. Interessante, invece, la descrizione della tratta degli schiavi sulle coste africane. In tutta sincerità spero che nel prossimo romanzo ci sia qualcosa di più.

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    Francesco Porru

    25/02/2007 20:04:53

    Assolutamente meraviglioso, come d'altronde quasi ogni libro della serie Aubrey-Maturin.

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    Marco

    25/01/2007 12:53:23

    Bel romanzo. Ma quanto ci tocca aspettare ancora affinchè sia pubblicato il seguito? E che dire dei pianti degli editori sulla crisi del settore; certo è che se le pubblicazioni degli autori più richiesti avviene con questi ritmi ( uno all'anno nel nostro caso).....lascio ai lettori di O' Brian la risposta!

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    Pierluigi Bardini

    18/01/2007 16:43:42

    Non si può imitare,FANTASTICO

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    Federico

    17/01/2007 17:32:35

    Che dire, è sempre POB: è sempre un piacere leggerlo, dopo quel duro anno di attesa inflittoci come sempre dalla crudele Longanesi. Il titolo inglese, «Commodore», è piú corretto di quello italiano, perché in realtà l'intero libro è centrato sulla prima esperienza di Jack come commodoro a tutti gli effetti, sui dubbi del comando, sull'impossibilità di sopperire alle carenze dei propri sottoposti ecc. ecc. Per il resto non succede praticamente nulla: le azioni di guerra sono volutamente messe in secondo o terzo piano (sono brevissime o solo riferite dai personaggi), e l'unico altro filo narrativo (molto trascurato) è quello del nemico di Stephen, il duca di Habachtsthal (della cui fine Stephen non si occupa, né l'autore ce ne dice nulla, rimandandoci all'episodio successivo); qualche dramma familiare per le due coppie nelle prime pagine e alla fine, ma anche questi per niente approfondito (maggiori dettagli sempre nel prossimo libro, suppongo, almeno per Diana). Insomma, un libro di transizione, non particolarmente avvincente, ma è sempre un piacere leggere le avventure dei nostri cari vecchi amici.

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    D'arcy

    11/01/2007 17:25:00

    ...Non solo Omero, ma un "Jane Austen" sul mare ..

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