Dov'è la libertà?

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Scontata la pena per un omicidio passionale, un ex barbiere esce di prigione, ma il mondo non è più quello di prima: troppo crudele ed indifferente lo convince che è meglio tornare in prigione.
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    Amedeo

    07/03/2019 16:31:53

    Si tratta di uno dei film più travagliati di Totò, poiché, dopo aver girato alcune scene, Rossellini si disinteressò della pellicola. L'opera fu completata dopo circa un anno principalmente da Mario Monicelli[1] (cosa smentita dal regista a Sebastiano Mondadori), con alcune scene affidate anche a Lucio Fulci; addirittura le inquadrature finali risultano essere state girate da Federico Fellini[1]. Nonostante questo, Rossellini risulta essere l'unico regista accreditato del film

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    Luna

    05/03/2019 20:02:33

    Poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Salvatore Lo Jacono, un modesto barbiere, esce di galera dopo aver scontato una lunga pena per aver ucciso un suo amico che gli insidiava la moglie. Purtroppo l'uomo non sa dove andare ma, dopo qualche vicissitudine e contro ogni sua aspettativa, viene accolto dai parenti della moglie, ormai defunta. Salvatore pian piano viene a scoprire che la famiglia che lo ha accolto si è arricchita con i soldi rubati agli ebrei deportati nei lager dai nazisti, che la sua defunta moglie e chi la "insidiava" erano amanti, e che la ragazza che gli avevano presentato, a servizio della famiglia, è incinta di un altro. Amareggiato e deluso dalla vita, pianificherà il suo ritorno in prigione.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Filmauro, 2008
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 84 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers
  • Roberto Rossellini Cover

    Regista e sceneggiatore italiano. Cinefilo, studi umanistici alle spalle, inizia a lavorare nel mondo del cinema come montatore e documentarista. L’adesione al partito fascista (dettata dall’esclusivo interesse lavorativo e non da simpatia politica) gli consente di realizzare cortometraggi naturalistici per conto dell’Istituto Luce e di girare il suo primo film, commissionato dal tenente F. De Robertis del Ministero della Marina: La nave bianca (1941), sobrio documentario patriottico avulso dagli schemi retorici dell’epoca, che con i successivi Un pilota ritorna (1942) e L’uomo dalla croce (1943) costituisce la cosiddetta «trilogia del fascismo». Già in queste sue prime opere è possibile individuare le caratteristiche che rimarranno costanti in gran parte della sua produzione: l’attento rigore... Approfondisci
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