Dove porta la neve

Matteo Righetto

Editore: TEA
Collana: Narrativa Tea
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 gennaio 2017
Pagine: 148 p., Rilegato
  • EAN: 9788850241644
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Recensioni dei clienti

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    Claudio

    18/04/2018 12:52:04

    Carlo è down. Il padre, insegnante universitario, è morto da dieci anni. La mamma, maestra, originaria ladina vicino ad Arabba, ha ormai più di ottant'anni ed è da tempo ricoverata senza speranze all'ospedale di Padova. Qui la va a visitare ogni giorni Carlo e, ogni tanto, una ragazza venticinquenne, volontaria poresso le persone bisognose di assistenza. Nicola è vicino ormai agli ottant'anni; vive solo e si arrabatta con qualche lavoretto. Ultimamente, siamo ai giorni precedenti il Natale, impersona Babbo Natale davanti ad un supermercato tedesco, proprio di fronte alla casa di Carlo. Nicola perde il lavoro e Carlo vuol finalmente fare una sorpresa alla mamma. Partono sulla macchina di Nicola, una vecchia 124, per andare in "Lapponia". In realtà vicino a Monselice. Non ci arriveranno perché la neve scende troppo copiosa ma segnerà il grande rapporto tra iu due, come nel 1951 segnò la grande avventura della mamma di Carlo che doveva essere a Belluno alla prova del concorso da maestra.

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    susy

    04/12/2017 20:59:02

    Un bel libro, mi è proprio piaciuto. L'ho proposto a mia figlia di 14 ed è piaciuto anche a lei. Complimenti Matteo continua così

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    susy

    22/10/2017 19:16:38

    Proprio un bel libro. L'ho letto in una serata e mi ha lasciato una piacevole sensazione di serenità

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    luca

    25/04/2017 07:58:33

    Matteo Righetto sbalordisce per la capacità di raccontare favole incrociandole con racconti, squarci di realtà intrecciate a fantasia. Breve ma intenso, bello come la neve

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    Graziano Bettin

    20/01/2017 15:07:54

    Semplicemente meraviglioso

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Le prime frasi del romanzo

Alle due in punto Carlo era già lì ad aspettare Nicola. Era stato tutta la mattina da sua madre, e le aveva anche detto della gita a sorpresa che nel pomeriggio sarebbe andato a fare con lui.
Faceva molto freddo e il cielo era coperto da un manto uniforme di nuvole bianche. Carlo era vestito come i giorni precedenti, col suo montone grande, il colbacco in pelo di volpe, la tuta e le scarpe da ginnastica. Aveva portato con sé il Ventolin, un paio di barrette di cioccolato e una banana, che sbucava appena da una tasca del giubbotto.
Stava seduto su una panchina di legno sul ciglio della strada, davanti al grande centro commerciale, tra un’infinità di palazzi tutti uguali fra loro. Aspettando che i minuti passassero, guardava a destra, a sinistra, in alto. Vide un primo, piccolo fiocco di neve scendere dal cielo e posarsi proprio ai suoi piedi. Poi ne vide un altro e un altro ancora. Piccole palline bianche che sembravano inviate da chissà dove per esplorare un mondo nuovo.
Carlo sorrise e osservò quei fiocchi incantato. Sentì una macchina fermarsi proprio davanti a lui. Abbassò lo sguardo e notò l’automobile più vecchia che avesse mai visto in tutta la sua vita.
Dall’auto uscì di colpo Nicola, vestito da Babbo Natale. «Allora, sei pronto?» gli disse quest’ultimo.
Carlo lo guardò, poi guardò la macchina incredulo, infine tornò a guardare Nicola.
«Ma questa macchina fa schifo!»
Nicola rise.
«Schifo? La mia Fiat 124 è un vero bolide, altro che schifo. Avanti salta su!»
Carlo si avvicinò titubante, e salendo in auto disse: «Adesso me lo puoi dire dove andiamo?»
Nicola chiuse la portiera e inserì la prima.
«In Lapponia!»
E mentre si misero in strada la neve iniziò a scendere più forte.