Dove la storia finisce

Alessandro Piperno

Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 novembre 2017
Pagine: 280 p., Brossura
  • EAN: 9788804682233
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Descrizione

Matteo Zevi è sul volo di linea che da Los Angeles lo sta riportando in patria. È dovuto scappare molti anni prima, per debiti, abbandonando dall'oggi al domani i membri della sua famiglia. Su di loro, adesso, il suo ritorno incombe come una calamità persino peggiore di quelle seguite all'improvvisa fuga. Durante l'assenza di Matteo, infatti, ciascuno ha avuto modo di costruirsi un equilibrio apparentemente solido. Giorgio primogenito settario, ambizioso e intraprendente ha aperto l'Orient Express, un locale panasiatico che va per la maggiore, ed è in riluttante attesa di un figlio; Martina, che alla partenza del padre aveva solo nove anni, sconta un precoce matrimonio borghese con turbamenti affettivi e sessuali a dir poco sconvenienti; solo Federica, la seconda moglie che non ha mai smesso di attenderlo, sogna una nuova armonia familiare per la quale è disposta a tutto, mentre Matteo, attratto dalle suggestioni del patriarcato, ritrova vecchi amici e piaceri dimenticati in una Roma deturpata e bellissima. Sono tutti talmente presi da se stessi che quando la Storia irrompe brutalmente nella loro vita li coglie vulnerabili e impreparati. Ognuno è chiamato a fare i conti con il passato e con le incognite di un mondo che appare sempre più sinistro e imponderabile. Ecco allora che la storia finisce dove la Storia incomincia.

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    candy

    21/09/2018 13:22:23

    Il libro è sicuranemte ben scritto: la lettura è piacevole e lo stile è curato e scorrevole ma ho avuto l'impressione che l'autore non sia riuscito a delineare al meglio tutti i personaggi. Le storie di vita raccontate sono tante, forse troppe per un libro di poco più di 200 pagine. Questo comporta l'approfondimento di alcune parti a discapito di altre, rendendo così alcuni passaggi un po' confusionari con salti spazio-temporali a volte troppo netti. Alcuni personaggi, più di altri, non vengono descritti in modo approfondito, lasciando in sospeso parti della personalità, a mio avviso, fondamentali per aiutare il lettore a capire meglio l'evolversi delle scene. Nel libro vengono trattati temi attuali e importanti come la condizione di sottomissione della donna che sovente la costringe ad annullarsi e il tabù dell'omosessualità. La trama è ricca di spunti di riflessione e punti di partenza per nuove svolte ma il tutto è decisamente troppo riassuntivo e schematico per dare all'opera il valore che meriterebbe.

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    rosa

    19/09/2018 12:53:21

    Ogni inizio può essere considerato una fine ed ogni fine segna inevitabilmente un altro inizio. Questa la sensazione che lascia il romanzo, una mescolanza tra passato e presente con un futuro da decifrare. Le pagine scivolano via fluenti nel raccontare le vite dei protagonisti del racconto, scavando nelle loro storie, nei reconditi pensieri assolutamente umani e familiari ad ognuno di noi. Tutto ruota attorno al ritorno a Roma di Matteo, un quasi sessantenne che sedici anni fa è scappato dall'Italia perchè rincorso da debiti, errori e problemi di ogni genere. Le vite della moglie, dei figli e degli amici di Matteo sono ovviamente uscite drammaticamente trasformate da questo strappo, e l'autore ci racconta in che modo e lo fa nella maniera più profonda possibile. Struggente, in particolare, è il sentimento che lega due delle protagoniste, raccontato nella maniera più delicata ed affascinante possibile. L'amore, al centro di tutta la vicenda, in tutte le sue forme, accompagna le paure, le insicurezze, i traumi e le scelte dei protagonisti, fino allo sconvolgente finale, anch'esso, in realtà, stratagemma narrativo per spezzare le vicende raccontate.

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    Raffaele

    10/05/2017 19:26:35

    Piperno dovrebbe scrivere più spesso romanzi, anche questo è bellissimo. La storia come sempre interessante, viene in pratica narrata da tutti i suoi personaggi con i quali si entra facilmente in empatia tanto sono così perfettamente descritti nelle loro molteplici identità. Certamente tra i migliori scrittori italiani.

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    Loris

    05/04/2017 07:35:09

    Fino al penultimo capitolo, l’impressione è stata di aver a che fare con il consueto romanzo psicologico legato ad uno specifico scenario sociale, la Roma divisa tra la decadenza attuale e le vestigia di una passata bellezza. I protagonisti attraversano tutti un momento di crisi, hanno aspettative e desideri che vanno in conflitto con gli altri. Il viaggio del ritorno da LA a Roma di Matteo si accompagna alla rievocazione degli eventi del passato che hanno creato e spezzato legami. Il sarcasmo verso vezzi e ipocrisie del ceto ‘alto’ si unisce all’ironia su mode e tic contemporanei. Piperno però mantiene uno sguardo empatico sui personaggi, ne evidenzia i difetti senza metterli alla berlina. L’ultimo capitolo riporta in scena la Storia, che evidentemente si ribella alla propria fine, prematuramente decretata al termine della guerra fredda. I conflitti e la violenza permangono, investono la storia dei singoli e ne ridefiniscono priorità e aspettative. Tutti i discorsi trasversali sulla paternità (desiderata, trascurata o rifiutata) paiono convergere nella ricerca di un nucleo stabile cui ancorarsi, famiglia o patria che sia. Il cerchio così si chiude con un nuovo viaggio, un ritorno a casa in senso lato che termina questa felice prova letteraria.

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    Ciro D'Onofrio

    25/01/2017 22:37:31

    Con questo libro Piperno si conferma tra i più raffinati ed eleganti scrittori dei nostri giorni.Originale, tenero e da far rabbia il personaggio di questo patriarca, eterno "enfant terrible", controverso, che si odia ma che poi inevitabilmente ci si ritrova ad amare.Una storia di rapporti contradditori e complicati, di famiglie ristrette ed allargate con una bellissima Roma da sfondo destinata ineluttabilmente al suo decadimento.Intenso ed imprevedibile il finale che con una colpo di frusta riasetta fatti e personaggi

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    Andrea Fava

    23/01/2017 07:29:39

    Una capacità fuori dall'ordinario di rendere straordinaria una delle storie più ordinarie del mondo. Ma credo che almeno in parte stia proprio in questo il talento di ogni grande scrittore...

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    Francesca

    30/12/2016 14:36:19

    Ritratto verosimile di una categoria sociale tanto agiata quanto frustrata, sullo sfondo di una città sempre bellissima. Buona la costruzione narrativa, ottima la prosa. La migliore cosa che mi è capitato di leggere nell'ultimo anno.

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    Stefano

    16/12/2016 10:05:29

    Per quanto riguarda la scrittura nulla da eccepire: fantastica come sempre, ma in questo caso per me è l'unico motivo che rimane per leggere questo romanzo. Non ho capito proprio cosa voleva comunicarci l'autore. Non ho capito il motivo per cui è stato scritto. Non ho capito perché non ha approfondito le storie e le personalità dei vari personaggi per rendere più interessante una trama che in sé è proprio grama. Peccato.

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    ellegi

    25/11/2016 15:36:22

    Forse un po' al di sotto dei libri precedenti, ma pur sempre di ottimo livello. Si legge in due giorni

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    mara regonaschi

    25/11/2016 07:56:49

    Bello questo libro che affronta il dramma della lunga e improvvisa assenza e poi del ritorno di un componente della famiglia, con la conseguente rottura degli equilibri raggiunti con tanta fatica e quindi ancor più difficili da rinunciare. Ma le personali sofferenze e il dramma del logorio delle relazioni vengono superate quando la Storia, quella collettiva, impone il superamento del sé e un riaggiustamento del sentire, quasi a sancire l'ineluttabilità del destino che può distruggere qualsiasi progettualità di vita. Splendidi i ritratti dei vari personaggi: dall'ammaliatore carismatico e infantile Matteo (il padre che torna dopo 16 anni di "esilio" per scappare ai creditori), all'eroina romantica Federica (la madre sempre innamorata e in attesa di Matteo), all'incerta figlia Martina e al ruspante ipocondriaco figlio imprenditore Lorenzo. E' la felicità al centro delle vicende, in tutte le sue forme, ma comunque fragile e quindi, sempre, da proteggere.

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    Andrea Paolucci

    10/11/2016 17:14:31

    quando la maestria di Piperno inizia a delineare e caratterizzare i personaggi con la solita maestria, il romanzo termina improvvisamente con una scelta frettolosa, demagogica ed incomprensibile. Ecco dove la storia finisce ma la domanda è "perché?"

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    Francesco

    17/10/2016 12:55:02

    Ennesima prova impeccabile da parte di Piperno, qui anche i detrattori che lo accusavano di eccessiva ampollosità e lentezza narrativa si dovranno ricredere di fronte ad un romanzo che scorre via con facilità e freschezza senza perdere però in profondità e accuratezza linguistica. Personaggi complessi, contraddittori e teneramente disperati in una città sempre più degradata ma non per questo meno bella: questo è "Dove finisce la storia"... chapeau!

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