Dura, la vita dello scrittore

David Lodge

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 7 luglio 2004
Pagine: 502 p., Brossura
  • EAN: 9788845212079
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Descrizione
Nel 1915, mentre la guerra infuria in Europa, Henry James è sul letto di morte e riflette sulla propria vita, attorniato dalla scrittrice Edith Wharton, dal giovane Burgess, dalla segretaria, dalla cameriera e dalla cognata Alice. Lo sguardo del narratore compie quindi un balzo indietro fino al 1880, quando James ha già scritto i primi capolavori, ma non riesce a conquistare le simpatie del grande pubblico, sedotto dagli scrittori mediocri che lo circondano. Qualche anno dopo James tenta la carta teatrale ma, dopo i primi successi, la sua fama viene offuscata dall'immenso successo di Oscar Wilde. È a questo punto che Lodge intraprende con Henry James un dialogo sul conflitto tra valore letterario e successo di pubblico.

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Recensioni dei clienti

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    Fancesco

    23/11/2005 13:24:09

    un libro appassionante, anche se a tratti un po' prolisso, adatto a tutti quelli che amano le storie di scrittori. ai suddetti consiglio inoltre il bellissimo "Il primo " di Gaetano Cappelli dove però si attribuisce la famosa massima "l'importante non è avere successo ma che il tuo rivale fallisca" al tronfio e sopravvalutato Gore Vidal, quando in realtà è dell'insuperabile Oscar Wilde.

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    Libetta

    17/07/2004 12:36:16

    Lodge ben conosce l'ambiente universitario inglese per avervi appartenuto molti anni e, di frequente, nei suoi libri riporta con caustico umorismo strorie e fatti, quanto fedeli non e' dato sapere ma, tutto sommato, ne' interessa ne' riveste particolare importanza in certo tipo di lettura. Spostatosi, diversamente, in luogo con il quale non ha a che fare, l'ambiente letterario ai massimi livelli e oltretutto postumo, intristisce per la pochezza e la morbosita' nel riferire e, piu' che di invidia non si puo' parlare, la sua nei confronti del piu' grande romanziere di tutti i tempi. Un compendio di dati, pettegolezzi e squallidi dialoghi inventati "supplendo con l'immaginazione ai vuoti lasciati dall'epistolario", il tutto preceduto da una pretestusosa dichiararazione di autenticita' per circostanziare, in anche troppe pagine, quello che pare risentimento di uno scrittore che, potra' pure vendere assai di piu' di HJ alla prima uscita dei suoi libri, ma mai raggiungera' un millesimo della qualita', meraviglia, profondita' e fama imperitura di James.

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    lettorecomune

    16/07/2004 17:40:09

    Con "Dura la vita dello scrittore" Lodge si rende colpevole di un doppio tradimento: se stesso e la propria vena ironica ed Henry James, lo scrittore del titolo. Il libro non prova nemmeno a ricostruire la personalità tormentata di James o i suoi rapporti con la famiglia o, forse quello che più di tutto avremmo voluto, le motivazioni psicologiche e i percorsi mentali che trasformavano un aneddoto, pazientemente annotato nel taccuino, in un’opera d’arte. Il libro è la storia dell’invidia di James per un autore-amico, George Du Maurier, baciato da uno straordinario successo di pubblico. La scelta non è casuale e si giustifica solo in parte per la sopravvivenza delle sue lettere indirizzate a James. In realtà è questo l’elemento centrale del libro, del resto dichiarato dal titolo, il suo nucleo ispiratore: non James ma la fortuna,o la sfortuna,commerciale di un autore, anzi, per essere più precisi, la distanza che spesso separa la qualità letteraria dal successo delle vendite. Dal momento poi che a Lodge quest’ultimo non è mai mancato, sembra che il libro nasca da una volontà di prenderne lui stesso le distanze, di farne ammenda. Certo "Dura la vita dello scrittore" merita di essere letto per la sincera commozione che anima le pagine finali, una commozione e un’umanissima simpatia nei confronti di James che può aver contribuito a spingere Lodge ad abbandonare per una volta il suo tono più consueto. L’unico peccato è che piuttosto che stimolare la lettura di uno dei capolavori di James, il libro suscita la curiosità per l’opera più commerciale, e per noi sconosciuta, di George du Maurier, "Trilby". Per chi voglia avvicinarsi a James, piuttosto che leggere le 500 pagine di David Lodge, potrebbe iniziare dalle 6 dedicategli dal non meno commosso Javier Marias in "Vite scritte", o da quanto ha scritto lo stesso James sulle possibilità di conoscere l'elemento centrale dell'opera letteraria di un autore, la sua "Cifra nel tappeto", in un bellissimo racconto.

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