Ebla. Un impero ritrovato

Paolo Matthiae

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1995
Formato: Tascabile
Pagine: XXIX-369 p., ill.
  • EAN: 9788806138271
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MATTHIAE, PAOLO, Ebla. Un impero ritrovato, Einaudi, 1995
MATTHIAE, PAOLO, Ebla. La città rivelata, Electa, 1995
AA.VV., Ebla, Electa, 1995
scheda di Castellani, V.A., L'Indice 1995, n. 7

In occasione della prima mostra in Italia dedicata ai lavori della missione archeologica italiana dell'Università La Sapienza di Roma, che da trent'anni scava il sito di Ebla, sono in libreria, oltre al catalogo dell'esposizione, una monografia e una ristampa dedicate all'antica città siriana. Ricordiamo che la scoperta di Ebla, citata dalle fonti (tra cui le iscrizioni del grande tempio di Karnak in Egitto) ma invano cercata, è avvenuta nel 1968 a opera di Paolo Matthiae, che la identificò con il sito di Tell Mardikh (in cui gli scavi erano iniziati quattro anni prima) grazie a un'iscrizione votiva sul torso di una statua ivi rinvenuta. L'indagine sistematica del sito, ancora in corso, ha permesso di portare alla luce i resti di quella che fu una civiltà fiorente e autonoma, sviluppatasi in due grandi fasi, tra il 2400 e il 2000 a.C. (fase protosiriana), e tra il 2000 e il 1600 a.C. (fase paleosiriana) con numerosi edifici monumentali e una cultura materiale ricca e raffinata.
La scoperta più importante, che suscitò grande scalpore in tutta la comunità scientifica, avvenne però nel 1977: il ritrovamento dell'archivio reale della città, con più di 17.000 tavolette scritte in caratteri cuneiformi, fonti preziosissime sull'organizzazione amministrativa, politica e religiosa della città e sui suoi rapporti con i centri vicini. Tra le tavolette, la cui interpretazione è oggetto di molte polemiche, vi sono i primi testi lessicali bilingui della storia dell'umanità (dal sumero alla lingua eblaita), e quello che è stato definito il più antico trattato politico, che stabilisce i rapporti tra i due centri di Ebla e Abarsal.
La ristampa aggiornata in edizione economica dell'approfondito testo di Paolo Matthiae, uscito nel 1977, traccia la storia del sito e degli scavi, delineando le caratteristiche della civiltà artistica, architettonica, religiosa di Ebla, e il suo significato nell'ambito delle culture del Vicino Oriente.
Di più agile lettura è il volumetto della biblioteca Electa/Gallimard, che come gli altri di questa collana, offre un approccio piacevole, dal taglio veloce e incisivo, ma scientificamente valido, corredato da accattivanti immagini a colori. Il catalogo contiene, oltre alle schede dei pezzi esposti (alcuni di notevole pregio estetico come i gioielli dei corredi delle tombe principesche della necropoli interna alla città) alcuni saggi di carattere più generale, dedicati alla storia e allo sviluppo dell'archeologia in Siria, all'attività delle missioni archeologiche in questo paese e alla cultura di Ebla.
Di questa viene fornita una cronologia storica, viene analizzata la produzione artistica, l'impostazione urbanistica, le condizioni materiali della produzione agricola, l'organizzazione economica e commerciale. Sono anche approfonditi i rapporti con le altre civiltà storiche dell'antico Oriente, tra cui in particola l'Egitto (Ebla è l'unico centro siriano oltre alla fenicia Biblo in cui sia stato trovato un recipiente con nome del faraone Pepi I inviato direttamente dalla corte egizia). Un'attenzione particolare è rivolta alla scrittura cuneiforme, alla sua origine e diffusione, alla lingua diEbla e al suo confronto con le lingue semitiche.