Traduttore: S. Pezzani
Editore: Fanucci
Collana: Gli aceri
Anno edizione: 2006
Pagine: 406 p., Rilegato
  • EAN: 9788834711606
Disponibile anche in altri formati:

€ 9,45

€ 17,50

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

9 punti Premium

Disponibilità immediata

Garanzia Libraccio
Quantità:

€ 14,88

€ 17,50

Risparmi € 2,62 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Camilletta85

    05/10/2013 09:53:47

    Di fronte a recensioni così negative, mi trovo seriamente a dubitare se sia io ad essere una lettrice troppo facilona o partigiana quando si tratta di recensire le opere di Lansdale, oppure se gli utenti che mi precedono siano stati un poco ingenerosi. Mi butto sulla seconda. Echi perduti parte senza dubbio in sordina e con qualche lieve vizio di ripetitività nel descrivere i disturbi psicofisici del protagonista, ma la storia con il tempo matura, si raffina, e accompagna il lettore verso la scoperta della verità in un crescendo di suspance e violenza. Il romanzo fonde magistralmente i due generi cari a Lansdale, noir e romanzo di formazione giovanile, raccontandoci una storia memorabile di violenza, dipendenza, amicizia e riscatto di anime perdute. La violenza della provincia americana del sud e' cosi frequente che si attacca alle cose, le impregna come una forza oscura impossibile da cancellare, una colpa collettiva difficile da lavare. Echi perduti nel passato ed anime perse nel presente. La frequentazione dell'alcol dei protagonisti non viene mai presentata dall'autore con occhio inquisitore e moralista, perché rifugio ed illusoria consolazione dal dolore della perdita di persone care (Tad), dai disturbi paranormali che invadono la mente (Harry) o dalla alienazione sociale e familiare (Joey). La soluzione del giallo non è forse delle più imprevedibili, ma l'autore mette in piedi (forse inconsapevolmente) un ottimo depistaggio...oppure ci sono caduta solo io.....

  • User Icon

    federica

    06/11/2009 17:48:11

    L'ho acquistato sperando di trovare un bel libro in grado di regalare dei brividi, un pò di suspence...invece zero! La storia è debole e quasi inesistente, non si sa dove vuole andare a parare,i personaggi sono monotoni e stereotipati, sembrano quelli che si vedono nei film, sn privi di personalità. Non fanno che dire parolacce, bevono e solite cose. Primo e ultimo libro che leggo dell'autore: soldi e tempo sprecati.

  • User Icon

    lhl

    15/10/2008 13:58:15

    capolavoro quasi perfetto. pochi personaggi, tutti al posto giusto; coinvolgente; scrittura alla lansdale; clima ed ambientazione altrettanto. Da consigliare a chi vuole avvicinarsi al filone country-noir dell'autore.

  • User Icon

    danilo

    13/11/2007 11:53:36

    Il Grande Lansdale ha centrato nuovamente l'obiettivo: incollare il lettore dalla prima a l'ultima pagina. Cinico e romantico, spavaldo e scurrile. Doti eccezionali che ci riempiono di orgoglio dal momento in cui l'autore ha scelto l'Italia come seconda patria e in cui fare uscire in anteprima i suoi capolavori. Davvero Grazie "Lans".

  • User Icon

    Daniela

    22/09/2007 08:38:31

    Uno dei libri più politici, intimisti e riflessivi di lansdale, senza perdere la carica di humor nero e di politicamente scorretto che caratterizzava gli altri romanzi. Una riflessione sul dolore, la solitudine, l'impotenza ed la speranza. Un ottimo libro, uno dei miei preferiti.

  • User Icon

    Andrea

    06/09/2007 17:01:13

    Ho letto alcune recensioni nelle quali si dice che in questo libro Lansdale non dà il meglio di sè e provvederò quanto prima a leggerne altri. Essendo per me quindi, il primo suo romanzo che leggo devo dire onestamente che mi è piaciuto,in particolar modo la prima parte,L.sa ben mischiare humor,scienza e azione. Sono però d'accordo che il libro diventa un pò prevedibile ma tuttosommato è accettabile.

  • User Icon

    Valentina

    30/05/2007 09:58:04

    Non è certo uno dei migliori libri di Lansdale; da leggere comunque nel bene e nel male anche se è anni luce indietro rispetto a " In fondo alla palude".

  • User Icon

    Roberto

    11/03/2007 08:58:01

    I buoni di Lansdale ormai sono tutti uguali, al limite hanno qualche piccolo difetto (bevono, dicono parolacce) - Tad e' un Hap ricco ma proprio uguale (chi ha letto Lansdale capisce...) - cosi come i cattivi sono sempre gli stessi (sempre il sindaco, il boss della mala, il capo della polizia, il riccone), il finale sempre identico. Questa storia e' stirata e copiata (S.King... altri....), unico pregio rimane che scrive sempre in modo "simpatico". Non credo continuero' a leggerlo (e sono partito dall'inizio...). Voto due per il passato.

  • User Icon

    franca onofri

    14/12/2006 14:08:13

    aspetto sempre i libri di joe lansdale con l'idea che mi regalerà qualche momento di ironia,di divertimento pasticciato,come è tipico suo..."Echi perduti" non è un libro:è un pasticciaccio tra fantascenza,horror...Una bella delusione:Sì è proprio sopravvalutato!

  • User Icon

    Luca

    06/11/2006 13:47:17

    Per me leggere un romanzo di Lansdale è sempre un piacere. Non sarà forse uno dei migliori da lui scritti, ma si lascia leggere anche grazie al suo modo di scrivere sempre scorrevole e piacevole. Mancano un po' le sue esilaranti battute. Spero a breve di poter leggere una nuova avventura di Hap Collins e Leonard Pine, la coppia di personaggi veramente strepitosi.

  • User Icon

    peter

    20/10/2006 08:38:30

    Una specie di noiosa Profezia di celestino per alcolisti (ancora più kitsch di Narciso e Boccadoro)oppure una presa per i fondelli? Lo scrittore americano più sopravvalutato in Italia.

  • User Icon

    Greta

    16/10/2006 17:08:41

    Comincia un po’ in sordina questo libro, mai noioso intendiamoci, la scrittura di Lansdale è impossibilitata a esserlo, ma fino a metà libro gioca molto con la descrizione della vita del protagonista, da bambino a uomo, che sempre cerca di convivere con queste visioni che spiazzano perché sono improvvise e violentissime. Nella sua ricerca di normalità Harry incontra Tad che normale proprio non è. Ecco che ritroviamo i tipici personaggi di Lansdale: il ragazzo povero e con qualche problema esistenziale ma con molti valori, e l’uomo amante delle arti marziali ma dal cuore d’oro, con un umorismo da scaricatore di porto e con metafore non proprio gentili nel linguaggio. Chi l’ha letto sa di cosa parlo e la volgarità di certe parole non infastidiscono mai, perché non sono mai gratuite, messe lì solo per fare ridere al momento e assicurarsi consensi, ma usate come ornamento dei dialoghi. A volte persino i cattivi strappano dei sorrisi non voluti grazie proprio a queste frasi messe lì come fossero dei fiori che abbelliscono il paesaggio. Il finale è molto movimentato, alla Lansdale appunto, ma sicuramente non perfetto. Ci sono molte forzature, molte incoerenze e molto casino. Un esperto di thriller si pagherebbe il biglietto fino in Texas per uccidere l’autore. Ma come ben sappiamo Lansdale non è un giallista. E’ un casinista, un fautore del sentimento puro: che sia l’amore o l’amicizia. In tutti i suoi libri non manca MAI di far valere il sentimento e non manca MAI di denunciare qualche disagio sociale o qualche malessere personale che preclude l’inserimento nella vita di tutti i giorni. Ho sentito una mancanza: Le descrizioni del Texas di Lansdale. Ero abituata bene, arricchivano i suoi libri, li completavano. Qui mancano, forse per fare spazio alla storia che ha già 400 pagine o forse perché ne ha sempre parlato spesso, non so. Io ho sempre cercato di essere obiettiva e posso tranquillamente dire che benché ECHI PERDUTI sia un buon libro, l’autore ne ha scritti di migliori.

  • User Icon

    Stefano

    16/10/2006 00:52:49

    Leggere Lansdale è sempre un piacere, anche se questa volta devo ammettere che si tratta del Lansdale meno Lansdale che abbia mai letto. Anche se a tratti riprende le atmosfere di "In fondo alla palude" e "La sottile linea scura", in questo libro si ricercano atmosfere alla Koontz, senza esserne veramente capaci. Koontz è Koontz, che si ami o si odi, ed è difficile da imitare, ci hanno già provato in tanti con risultati discutibili (vedi James Patterson con "Quando soffia il vento" o Andrew Klavan con "Inseguendo Amanda"). Il libro risulta quindi un ibrido, in bilico tra thriller e paranormale, in cui l'ironia che ha reso famoso l'autore manca quasi totalmente. Simpatico il personaggio di Tad, molto probabilmente autobiografico. Tutto sommato un libro piacevole da leggere, ma facile da dimenticare.

  • User Icon

    standbyme

    15/10/2006 18:10:52

    Dopo essermi entusiasmato con “Tramonto e polvere”, commosso con “In fondo alla palude” trepidato con “La sottile linea scura”, stato in ansia con “Il lato oscuro dell’anima” sono rimasto profondamente deluso dall’ultimo lavoro di Lansdale. Prima parte insulsa senza il minimo di suspence si riscatta appena appena , tanto per non vedersi assegnato il voto più basso, con la seconda. Comunque manca di mordente, poco credibile la poliziotta che accetta, senza ancora sapere chi sono i veri colpevoli, di occultare un cadavere e relative prove. Finale scontato. Scrittura troppo infarcita di luoghi comuni e volgarità gratuite. Peccato l’idea era buona, sicuramente altri scrittori come King o Saul avrebbero potuto ricavarne un’opera eccelsa.

  • User Icon

    silvia

    12/10/2006 14:16:53

    E' orribile: trama banale, "zero brividi". Ho buttato i miei soldi.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Il lato oscuro e morboso dell'animo umano, già protagonista di molti romanzi di Joe R. Lansdale, ritorna prepotentemente alla ribalta in questo nuovo libro dello scrittore texano, una storia noir che si muove fra azione e visione, fra poteri paranormali e arti marziali, fra segreti del passato e ossessioni del presente. L'autore di In fondo alla palude, Freddo a luglio, L'anno dell'uragano e altri apprezzati bestseller, pubblica questa nuova storia in anteprima mondiale italiana, mentre l'uscita in lingua originale negli Usa è prevista per il prossimo febbraio.
Il protagonista della vicenda, sospesa tra thriller e horror, è Harry, un ragazzo dotato di un dono insolito, illuminante ma allo stesso tempo terrificante: è in grado di rivivere con suoni e visioni fatti di violenza e di sangue avvenuti nel passato. Basta che si trovi nel luogo del delitto, che tocchi un oggetto o una superficie con una mano, per rivivere l'incubo di un omicidio e vedere in faccia l'assassino. Questo grande potere sconvolge sin dall'infanzia la vita di Harry e lo spinge alla disperazione e sull'orlo dell'alcolismo. Troverà un provvidenziale aiuto nell'amicizia con Tad, un ex insegnante di arti marziali distrutto dalla morte della moglie e del piccolo figlio. Naturalmente il "dono speciale" coinvolgerà Harry in un'escalation di terrore e delitti che affonda le sue radici nel passato e che non risparmia le persone a lui più vicine come la ragazza di cui si è invaghito, la ricchissima e spregiudicata Talia, e l'amore della sua infanzia, Kayla. Quest'ultima, appena entrata in polizia, gli chiede di ricostruire l'omicidio del padre, a suo tempo camuffato da suicidio. Harry non potrà sottrarsi alla sua richiesta e rischierà la sua stessa vita per scoprire tutta la verità.
Agghiacciante, coinvolgente e pieno di mistero, questo nuovo romanzo di Lansdale cattura il lettore sin dalle prime pagine e lo conduce al sorprende epilogo senza mai diminuire il ritmo e la tensione della trama gialla che sconfina nel pulp.