L' educazione fisica delle fanciulle

The Fine Art of Love: Mine Ha-Ha

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Titolo originale: The Fine Art of Love: Mine Ha-Ha
Regia: John Irvin
Paese: Italia; Gran Bretagna; Repubblica Ceca
Anno: 2005
Supporto: DVD
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In Turingia, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, sei fanciulle sedicenni sono ospiti fin dall'infanzia in un lussuoso collegio dove apprendono danza, musica e buone maniere, sotto la guida di istitutrici intransigenti e severe. Le regole sono rigide, si lavora duramente ed è vietato ogni contatto con l'esterno ma nonostante questo la vita scorre serena e a contatto con la natura. Il premio più ambito è quello di prendere parte al più prestigioso balletto di tutto il Paese e, per la migliore, diventare l'etoile. Dietro l'apparenza si nasconde ben altra realtà, gelosamente custodita dall'ambigua direttrice e solo vagamente intuita da Vera, la meno ingenua delle fanciulle, che pagherà caro il suo desiderio di capire.
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    Daizo

    25/12/2019 21:09:53

    Credo sia un film che creerebbe il seguito che si merita, se uscisse ora al cinema. È una critica evidente a una società che vorrebbe femmine istruite ed educate solo in funzione della loro attraenza nei confronti dei maschi; tuttavia, il film non scade mai nel cattivo gusto, non "addita" nessuno e non si prefissa lo scopo di fare la morale allo spettatore. L'atmosfera è misteriosa e piacevole: è un film con una narrativa semplice ed efficace, che consiglio fortemente a chi si interessa di storie di crescita e sviluppo femminile.

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    Sara

    12/04/2007 11:29:29

    il film di per se prometteva bene! Solo che poi si perde, non si capisce quale sia il mistero per cui Vera venga murata viva, non si capisce il perchè dello stupro e perchè alla fine quando lei scappa si ritrovi di nuovo lì!! Qualcuno me lo sa spiegare questo film?!?!

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    roberto

    20/11/2006 17:34:05

    una boiata senza fine, versione di serie zeta di Magdalene, ingloriosa ultima firma (alla sceneggiatura) di Lattuada (autore a mio avviso sopravvalutatissimo e pruriginoso, pace all'anima sua). E' grave che questo film sciatto e senza senso sia stato presentato addirittura a Venezia, grazie a una produzione che aveva evidentemente gli agganci giusti e a un cast patinato che dà il peggio di sé. Prova evidente che non bisogna fidarsi, né dei festival né, assolutamente, del clamore mediatico attorno ai film.

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    alberto

    15/11/2006 20:51:26

    film penoso!molto brutto!se il regista voleva paragonare il collegio ai campi di concentramento nazisti...beh allora ha sbagliato tutto!....1 film che esalta il concetto di "nulla"

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2006
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 107 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Jacqueline Bisset Cover

    Attrice inglese. A sedici anni è già indossatrice e a diciannove esordisce in Non tutti ce l'hanno (1965) di R. Lester, mentre l'anno dopo figura nel cast di Cul de sac di R. Polanski. Di una bellezza naturalmente fotogenica, non fatica a trovare un ruolo dopo l'altro in Europa e negli Stati Uniti, fino alla consacrazione con F. Truffaut che nel 1973 la immortala protagonista di Effetto notte. Divenuta diva internazionale, sfoggia classe e fascino senza sentire il peso degli anni e passando con disinvoltura da un genere all'altro, dalla commedia amara (Ricche e famose, 1981, di G. Cukor), al dramma esistenziale (Sotto il vulcano, 1983, di J. Huston), al grottesco (Scene di lotta di classe a Beverly Hills, 1989, di P. Bartel ), al noir (Il buio nella mente, 1995, di C. Chabrol). Approfondisci
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