Elegia americana

J. D. Vance

Traduttore: R. Merlini
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 6 aprile 2017
Pagine: 254 p., Rilegato
  • EAN: 9788811673460
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Descrizione

Il libro che ha rivelato al mondo l'anima profonda dell'America

«Ci apre uno squarcio sul dolore e la rabbia del popolo che ha votato Trump.» - Los Angeles Times

«Quest'anno non leggerete un libro più importante sull'America» - The Economist

«La descrizione che Vance fa del mondo in cui è cresciuto è una lettura fondamentale in questo periodo storico.» - The New York Times

«Allo stesso tempo uno splendido racconto autobiografico e un'analisi culturale dei bianchi della classe operaia americana... un libro affascinante.» - The Wall Street Journal

«Un libro intenso, che fa rifletter... Vance è straordinario quando ci accompagna i quell'America che credevamo di conoscere, fino a quando abbiamo capito quanto poco di essa davvero comprendiamo» - Huffington Post

«Sincero, concreto, straziante. Un libro superbo» - New York Post

I nonni di J.D. sono sporchi, poveri e innamorati quando emigrano giovanissimi dalle regioni dei monti Appalachi verso l'Ohio nella speranza di una vita migliore. Ma quel sogno di benessere e riscatto è solo sfiorato, perché prima di diventare uomo il loro nipote lotterà a lungo con la miseria e la violenza domestica: una madre tossicodipendente, patrigni nullafacenti che si susseguono uno dopo l'altro, vicini di casa alcolisti capaci solamente di sopravvivere con i sussidi e lamentarsi del governo, in una regione in cui i tassi di disoccupazione sono sempre più alti e l'abbandono scolastico è alle stelle. Eppure quella che J.D. Vance racconta senza indulgenza ma con un amorevole orgoglio di appartenenza non è l'eccezione ma è la storia, in filigrana, di un Paese intero, di quel proletariato bianco degli Stati Uniti che nelle recenti elezioni presidenziali ha espresso la sua frustrazione portando alla vittoria Donald Trump. "Elegia americana" celebra un'America silenziosa e dà voce a quella classe operaia dei bianchi degli Stati Uniti più profondi che un tempo riempiva le chiese, coltivava le terre e faceva funzionare le industrie. Quel mondo non c'è più, al suo posto solo ruggine e rabbia. E J.D. Vance diventa così il cantore, brutale e appassionato, dell'implosione di un modello, di un'idea. Di un sogno che è stato a lungo anche il nostro.

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    Marco

    22/09/2018 13:58:31

    Un storia con vari piani di lettura. C'è l'America, c'è l'Occidente, c'è la famiglia, c'è il riscatto attraverso la volontà. Un libro bello e appagante.

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    Marco

    18/09/2018 11:51:20

    Potente e diretto. Non è un libro solo sull'America profonda, è un libro sulla provincia più in generale, in cui io ho facilmente rivisto aspetti applicabili anche a realtà del sud Italia e a chi il sud lo ha lasciato. Anche il racconto delle dinamiche e delle vicissitudini familiari riesce a toccare punti che sono validi ovunque, e a muovere i sentimenti del lettore (almeno nel mio caso). E poi tante riflessioni, sul sistema scolastico, sul sistema assistenziale (in questo caso tipicamente americano, ma con qualche spunto più generale), sul sistema produttivo. La scrittura è lineare e snella, letto in lingua originale questo si apprezza particolarmente.

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    Sergio

    17/05/2017 10:15:25

    Un libro illuminante per comprendere l' America odierna. Ne saggio, ne autobiografia, ne romanzo. Tanto indefinibile nelle categorie quanto scorrevole e contemporaneamente approfondito e ben scritto. Mi limiterò ad alcune citazioni che ben ne illustrano la valenza. L ' autore analizza un saggio e scrive "aveva descritto perfettamente la situazione di casa mia ma non si riferì va agli hillbilly (abitanti bianchi) degli Appalachi ma parlava dei neri metropolitani. "Obama sembra un alieno agli abitanti degli Appalachi per ragioni che non centrano nulla con il colore della pelle". " Sua moglie (di Obama) ci dice che non dovremmo dare da mangiare ai nostri figli certe cose e noi la odiamo per questo: non perché pensiamo abbia torto, ma perché sappiamo che ha ragione. "Per molti di noi, la libera stampa -storico baluardo della democrazia americana- è semplicemente un inganno". Alla fine resta,almeno per me, un mistero come questa possa essere la nazione guida e più potente del mondo.

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