Categorie

L' elenco telefonico degli accolli

Zerocalcare

Editore: Bao Publishing
Anno edizione: 2015
Pagine: 192 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788865435014

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Fumetti e graphic novels - Narrativa a fumetti

Disponibile anche in altri formati:

€ 14,45

€ 17,00

Risparmi € 2,55 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello


Dolceamaro, come è nel suo stile più intimo, Zerocalcare si racconta ripercorrendo le storie che sono state pubblicate negli ultimi due anni sul suo blog. E ci ricorda che mantenere l’equilibrio nella vita è come scalare un monte altissimo, camminando sulle uova.

“Questa grazia non si impara. O ce l’hai o non ce l’hai. Tipo io c’ho il potere contrario: a me qualsiasi cosa mi chiedi, sembra che sto a parla’ di salsicce.”

Quanti adolescenti hanno sognato, almeno una volta, di diventare un fumettista? Disegnare le avventure dei propri personaggi preferiti, progettarne di nuovi, inserirli in un mondo nuovo, frutto esclusivo della creatività dell’autore, respirare quel senso di libertà ad appannaggio del disegnatore… Ecco, Zerocalcare a questo punto direbbe “accanna”, che si potrebbe tradurre con “lascia stare per carità, non sai quello che ti aspetta povero illuso”. Perché Zerocalcare è questo, un ragazzo che ha appena superato la soglia dei trent’anni, con una passione sconfinata per il fumetto, tanto da averlo fatto diventare il proprio lavoro. Ma non è esattamente rose e fiori come immaginava: ci sono “i disegni, le consegne, le scadenze…” che rendono la vita difficile e stressante per il fumettista, impegnato nella continua lotta tra bene e male, yin e yang, reclusione e vita sociale.
Nella sua ultima raccolta a fumetti, però, Zerocalcare ci mette a conoscenza di un ulteriore pericolo che attenta all’equilibrio, già precario, della vita di un fumettista oberato di lavoro: gli “accolli”, termine squisitamente romanesco che indica coloro che si appiccicano e non ti lasciano più andare, per i motivi più disparati. L’elenco telefonico degli accolli, quindi, è una storia nelle storie, l’epopea di Zerocalcare che per mantenere l’equilibrio precario della propria vita (attività nella quale si è scoperto particolarmente versato) deve metaforicamente scalare il Monte Fato, l’inaccessibile destinazione del viaggio degli hobbit nel Signore degli anelli di Tolkien. Durante il viaggio incontrerà tutta questa carnevalesca rassegna di individui che stressano, scrivono, chiamano, infastidiscono con le proposte e domande più assurde, persino per un artista così surreale e comico come Zerocalcare.
Nel mezzo troviamo alcune storie apparse sul suo sito dal 2013 a oggi, nelle quali il fumettista ci strappa più di una risata descrivendo i piccoli problemi quotidiani e i dilemmi esistenziali che attanagliano un trentenne come tutti gli altri. Il successo del fumettista romano è dovuto proprio al fatto di riuscire a trasporre sulla carta, in chiave comica, tutta la generazione di ragazzi nati negli anni Ottanta: attinge a piene mani dal background culturale videoludico e cartoonesco degli anni Novanta e Duemila; ne trasforma i personaggi cult in marionette di un onirico teatro dell’assurdo; li fa comparire nelle situazioni più strampalate e inutili, destrutturando l’immagine che li contraddistingue e affibbiandogliene una nuova, che nella maggior parte dei casi è un cappello conico, con la scritta “somaro” sopra.
Non sarà strano allora trovarsi davanti ai personaggi di Street Fighter piangere la morte del pupazzo Uan di Bim Bum Bam su Twitter, e nemmeno scoprire che il supercattivo del videogioco Capcom, Mister Bison, nel 2015 è diventato un fan sfegatato degli One Direction e scrive come una ragazzina di 12 anni. Tutti i personaggi, spesso zoomorfi, parlano in romanesco e Zerocalcare è il deus ex machina, il capocomico di questa strana compagnia teatrale, che insieme al suo amico armadillo ci accompagna nel mondo surreale che la sua mente riesce a partorire. Lo stile dei suoi fumetti è deformato e grottesco, analisi sociologica e satira si fondono in una produzione dove il contenuto è predominante rispetto alla forma.