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L' elenco telefonico di Atlantide

Tullio Avoledo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 504 p.
  • EAN: 9788806173395
Disponibile anche in altri formati:
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Recensioni dei clienti

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    Fabio

    07/06/2016 11.26.09

    Opera prima bella e originale. Dietro una banale normalità impiegatizia,con personaggi e situazioni fantozziane,emerge lentamente un mondo misterioso e fantastico,dove tutto è possibile,anche i viaggi nel tempo e il ritorno degli dei dell'Antico Egitto e in condominio anonimo e grigio si celano niente meno che L'Arca dell'Alleanza e la fonte dell'eterna giovinezza. Il tutto presentato in maniera convincente e ina storia dalla trama appassionante dove pagine di incredibile forza comica,si alternano a situazioni gotiche e misteriose,con cambi di ritmo fluidi e leggeri. Tanta carne al fuoco e non bisogna essere ipercritici nell'analisi di possibili incongruenze o avere troppe aspettative per un finale in cui tutto si spiega secondo una logica razionale. Il messaggio dell'Autore è che tutti gli eventi della nostra esistenza sono dominati dal caso e i fatti più banali possono avere conseguenze inattese e molto complesse,al di là di ogni possibile previsione logica.

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    pint74

    18/01/2016 20.57.58

    Libro molto interessante dove il bello viene verso la fine.L'inizio ,anzi,gran parte del libro,si concentra sul personaggio,sulla sua vita apparentemente normale,sulla sua psiche,cosa che potrebbe stufare i meno pazienti.La scelta non è,comunque,errata,anzi,ad eccezione di alcuni passaggi un pò pesanti,l'autore,riesca a farci entrare nel mondo del protagonista ed ad accompagnarci verso un epilogo inaspettato,attraverso a diversi colpi di scena che si manifestano verso l'ultimo quarto del libro.Libro interessante,mi è piaciuto.

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    max barzaghi

    24/05/2014 11.19.25

    A parte che non lo classificherei neppure come fantascienza, ne mancano i presupposti. Ci sono tutti gli stereotipi alla Dan Brown: gli Egizi, l'Arca dell'Alleanza, il Graal, i nazisti. Manca giusto Rennes-Le-Chateux e il Priorato di Sion per trasformarlo in una puntata di Voyager. Trovo poi particolarmente fastidioso inserire le marche(tte) di tutti i prodotti usati dai personaggi. Approfondimento psicologico pari a 0. Trama sconclusionata e raffazzonata tanto che alla fine non c'ho capito nulla. Il finale, poi, è il classico "deus ex machina". No, no. Non capisco quelli che considerano Avoledo il migliore autore italiano di SF. E' vero che dovrei leggere anche gli altri suoi libri ma, per il momento, Evangelisti è e rimane il migliore. Voterei "0" se possibile.

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    garibotti rossano

    11/09/2013 21.43.43

    Salutato all'uscita come un libro 'caso', a mio modo di vedere il romanzo è chiaramente sopravvalutato. La storia - intrigante e originale all'inizio - perde poi a mio modo di vedere consistenza finendo per non proiettare interesse alcuno, e il protagonista non è esente da clichè che non ne elevano lo spessore. Inoltre, il tutto risulta poco divertente.

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    Pino Chisari

    20/01/2013 17.03.47

    Il finale è un po' il tallone di Achille di questo libro per il resto molto bello e assai interessante sotto il profilo della scrittura. Difficile da seguire e piuttosto disarmonico rispetto alla narrazione precedente, il finale lascia un po' la bocca insoddisfatta; ma tanto di cappello alla bravura dell'autore.

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    GMT

    24/02/2012 00.52.40

    e' un bel libro, originale e divertente, e anche interessante, ma il finale è INCREDIBILMENTE deludente (come un musicista che stecca in chiusura di concerto). ci voleva una fantasia ben superiore per dare un degno fine a una storia del genere.

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    Giampiero

    05/09/2010 22.01.17

    Leggetelo, non vi affidate alle recensioni. E' questo il consiglio che mi sento di dare. Accattivante? Strano? Bizzarro? Noioso? Naif? Esaltante? Coinvolgente? Caoitico? Fantascientifico? Fantozziano? Ecc..! Ecc..! E' esattamente tutto ciò! E per chi vuole c'è da imparare tanto approfondendo qualche argomento. Ultima cosa, storia a parte penso ci sia in tutti noi un po di Giulio Rovedo.

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    daniele

    08/12/2009 14.53.05

    Se a qualcuno non piacerà questo folgorante esordio narrativo di Avoledo, allora viviamo in due mondi paralleli, perchè nel mondo dove vivo io questo libro non puo' non piacere..

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    rossella

    20/04/2009 12.57.12

    a me è piaciuto, l'ho trovato divertente, un po' arzigogolato ma non credo sia un difetto quando riesce ad essere al contempo leggero. io lo consiglio a coloro che hanno amato anche lo stile di scrittura di mauro covacich, anch'egli triestino...sarà un caso ma trovo meravigliosa trieste e i suoi abitanti, non fanno eccezione i suoi scrittori.

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    fabrizio k

    29/01/2009 12.00.09

    Bello, mi ha incollato alle sue pagine per i 4/5. Peccato per l'ultimo 5nto, ovvero il finale... cervellotico, atrofico, artificioso, privo di respiro, troppo corto...proprio peccato...e riscriverlo (il finale, solo il finale!)in una nuova edizione?

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    vella

    01/12/2008 16.16.13

    Libro noiso, scontato e troppo lungo. Un Dan Brown de noartri con un pò di Nirvana nel finale. Trucchetti retorici e di trama già letti e straletti. Alla fine addirittura un personaggio ammette che quello che abbiamo letto è banale e pieno di cliches. Un altro gli risponde che è vero. E infatti è proprio così. Tempo perso.

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    Silvia

    30/09/2008 23.52.47

    ...il libro più strano che abbia mai letto! Il mio corregionale ha sfornato un'opera che è un mix di generi, non si può classiicare! Personalmente devo dire che è un libro che "ti prende", vuoi sapere come va a finire, ma al contempo non mi ha entusiasmato affatto! Voto: 6,5

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    guglielmo cioni

    22/09/2008 23.47.08

    Ah se avessi anche io il coraggio! di scrivere un capitolo ogni volta che vedo un film e poi incollare tutto insieme! così come viene viene. Anch'io avrei scritto un libro di successo come questo. Ogni citazione di film o programma televisivo ho avuto un tuffo al cuore, e sono stati davvero troppi! Mi son chiesto se siamo davvero cresciuti tutti davanti alla TV noi baby boomers e non sappiamo descrivere nulla senza dover far riferimento a immagini filmate da qualcuno a hollywood. Peccato perchè l'uomo sa tenere su la trama e sa scrivere scorrevole, ma che ci posso fare se alla fine ho la netta convinzione di aver sprecato il mio tempo a leggerlo?

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    xeno

    18/06/2008 15.50.30

    Racconto confuso con una trama raffazzonata ed uno stile di scrittura che sembra preso a prestito da S. Benni. La parte finale, coerente con il resto del racconto, denota ancora più improvvisazione e d’altra parte non è possibile esimersi dal trovare una qualche conclusione a 500 pagine di nulla.

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    Elena

    11/04/2007 13.05.04

    Mah... un po' una cavolata, mi pare. Tiene all'inizio, poi diventa un po' ridicolo e inverosimile anche nel suo essere fantascientifico, poi si rivela il tutto nel finalino apposito.... Una mezza delusione. Non e' proprio pessimo, sono riuscita a finirlo, ma se uno proprio vuole letteratura "di intrattenimento", perche' non scegliere meglio?

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    claudio

    15/03/2007 12.53.56

    E' il primo libro di Avoledo che leggo, e anch'io come tanti altri sono rimasto complessivamente soddisfatto, ma il finale è veramente...boh...come dire...insoddisfacente. Da un libro che parte così bene, che effettivamente ti tiene incollato alle pagine che girano quasi da sole per buona parte del libro, ci si aspetterebbe un finale diverso, un finale che non ha bisogno di un "appendice", quasi a spiegare meglio il senso di tutta la storia. Complimenti comunque, leggerò anche i successivi.

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    Valentina

    07/03/2007 01.09.11

    Di sicuro questo libro tiene sempre viva l'attenzione del lettore, difficilmente ci si annoia nell'attesa di scovare il bandolo della matassa...Peccato proprio per il finale, mi ha fatto venire solo un gran mal di testa, lasciandomi piuttosto insoddisfatta. In ogni caso valeva la pena di leggerlo.

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    maurizio codogno

    02/02/2007 15.22.17

    Opera prima del bancario legale friulano Tullio Avoledo e incredibile successo di vendite che deve avere stupito anche il primo editore Sironi, che infatti ha poi ceduto i diritti ad Einaudi, il libro parla del bancario legale (però giuliano e non friulano...) Giulio Rovedo, che sta per venire fagocitato insieme alla sua piccola banca da una multinazionale. Solo che dietro questa facciata si dipana una sequela di personaggi, che fanno il doppio e il triplo gioco, e che sono tutti alla ricerca dell'Arca dell'Alleanza, manco avessimo un novello Indiana Jones. Personalmente ho trovato la parte centrale del libro piuttosto noiosa, e ho preferito di gran lunga l'inizio scoppiettante e la parte finale, forse un po' sconclusionata ma sicuramente divertente. Però mi pare che Avoledo sia un po' come Benni: bravissimo nelle brevi scenette davvero godibili, ma troppo poco coeso nella forma del romanzo. Meglio comunque di tanta roba che si legge in giro.

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    vincenzo

    30/11/2006 08.21.25

    Bravo è bravo, Avoledo. La caratterizzazione dei personaggi è divertente ed i dialoghi cinici, ironici e svogliati specie del caro Rovedo, catturano il lettore. La trama, per converso, appare un po' deboluccia: pare che l'autore abbia fatto la 'scarpetta' ai resti di sugo del codice da vinci, alle marmellate sui templari e tutto questo infiacchisce i suoi meriti. Meno fantasy (o meglio costruita), avrebbe fatto esplodere questo bel 'Glamorama' nazionale.

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    DONI

    15/11/2006 14.11.57

    partendo dalla vita di un semplice avvocato ,Avoledo riesce a creare una storia ricca di suspence e di ironia dal finale davvero impensabile e geniale!!splendido lo stile di scrittura, semplice e scoppiettante, favolosi tutti i dialoghi..Difficile da dimenticare

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