Gli elisir del diavolo

Ernst T. A. Hoffmann

Traduttore: C. Pinelli
Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 1989
In commercio dal: 1 gennaio 1989
Pagine: XXIII-321 p.
  • EAN: 9788806114763
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    Leo

    04/07/2011 10:48:56

    Questo libro è davvero un capolavoro. Narra la storia di frate Medardo e le sue peripezie in giro per l'europa (Germania e Italia). Prima "santone", poi caduto nelle tentazioni degli elisir del diavolo (ruolo marginale e del tutto simbolico in realtà). Una passione carnale per una ragazza (Aurelia) lo spingerà fuori dal monastero dove dovrà fare i conti con se stesso (impulsi ad uccidere, passione carnale, volontà di potenza) e con il suo "doppio" malvagio...sulla sua strada incontrerà tanti personaggi ambigui che solo il finale svelerà essere "tentatori diabolici" o "angeli custodi" dediti a dannarlo o a salvarlo. I temi principali sono amore/morte, la morale, la religione, la pazzia, intesa come rottura dei confini dell'Io e diffusione dell'identità. Il testo risulterà essere un pò ostico per chi è abituato ai romanzetti contemporanei dato la forma quasi poetica. La narrazione riparte ogni volta con racconti dentro racconti e situazioni che richiamano a cose già successe in una sorta di "eterno ritorno" a cui il protagonista non riesce a sottrarsi. La disinvoltura con cui Hoffman utilizza i termini psicoanalitici (molto prima di Freud) per descrivere gli stati d'animo del tormentato protagonista di questa incredibile vicenda è sorprendente. Un libro consigliato a chi è interessato ai conflitti interiori e alla natura dell'essere umano.

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    Peter

    11/09/2007 12:18:37

    Capolavoro di Hoffmann, che qui anticipa nel suo stile visionario e psicanaltico ante litteram, angoscie e temi- chiave del novecento.Chiaro poi che non sia per tutti, niente a che fare con le pacchianerie di oggi,qui c'è anche l'ispiratore di Poe, affermare che il suo stile sia reotorico e ampolloso mi sembra indegno oltrechè superficiale per uno scrittore di grande levatura quale è Hoffmann.

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    stefano

    04/05/2007 09:26:23

    L'inizio è promettente, ma poi la solita ampollosa, retorica, ridondante prosa romantica, viene fuori, facendomi desistere dall'andare avanti, per ritornare agli Autori del Novecento.

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    Pierpaolo Condorelli

    05/08/2000 02:39:55

    "Gli elisir del diavolo" opera che Hoffmann scrisse ispirandosi chiaramente al "Monaco" di M.G.Lewis supera in realtà a mio avviso il romanzo di quest'ultimo non solo o meglio non tanto per la maggiore potenza narrativa quanto per l' elemento molto innovativo della figura del doppio,del sosia allo stesso tempo invisibile e visibile agli occhi del protagonista,frate Medardo.Con quest'opera Hoffmann riesce a stupire o meglio a spaventare il lettore mettendolo di fronte non ad un mostro delle fiabe ma di fronte alla duplicità che c'è in noi stessi. Questa tematica che verrà poi ripresa da Stevenson ne "Il dottor Jekyll e Mr.Hyde",viene qui però trattata in un modo così insistemente visionario,che sfiora quasi il limite della schizofrenia.Con quest'opera Hoffmann può a mio parere essere considerato lo Hyeronimus Bosch della letteratura.

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