L' enigma del solitario

Jostein Gaarder

Traduttore: D. Braun Savio
Editore: TEA
Collana: Tea Trenta
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 342 p., Brossura
  • EAN: 9788850245734
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Descrizione
In qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, potrebbe spuntare un minuscolo giullare coperto di campanelli. E allora, guardandoci dritto negli occhi ci ripeterà le domande: «Chi siamo noi? Da dove veniamo?»

«La scrittura limpida di Gaarder, con leggerezza ma insieme con severa e serena profondità, indaga sul senso della vita» - Corriere della Sera

«Una leggerezza di fondo, anche nel trattare temi alti e profondi, caratterizza le opere narrative di Gaarder.» - Avvenire

«Jostein Gaarder ha reso la filosofia accessibile a tutti.» - Corriere della Sera

Se ognuno di noi è una carta in quel grande solitario chiamato vita, quale sei tu? Un fante di fiori, una donna di cuori, un asso di quadri, un due di picche? E cosa accadrebbe se spuntasse un jolly? Forse quello che succede al giovane Hans Thomas che, nel suo viaggio verso la Grecia alla ricerca della mamma, scopre un'isola incantata in cui vivono cinquantadue nani, un naufrago pieno d'immaginazione e un folletto molto sarcastico, e che finirà per capire che l'unico modo per non essere schiacciati dal destino è trasformarsi lui stesso in un jolly curioso e impertinente, sempre pronto a porre e a porsi domande su tutto e tutti.

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Sei anni fa ammiravo le rovine dell'antico tempio di Poseidone, sul capo di Sounion, con l'Egeo che si stendeva ai miei piedi. Un secolo e mezzo prima, Hans il Panettiere era approdato alla strana isola nell'azzurro dell'Atlantico. E sono trascorsi esattamente duecento anni da quando Frode, in rotta verso la Spagna, fece naufragio con il brigantino carico di argento. Devo risalire così indietro nel tempo per capire che cosa spinse la mamma a involarsi verso Atene... Penserei volentieri ad altro. Ma so che devo tentare di scrivere ogni cosa finché rimane ancora in me una traccia del bambino che ero. Seduto davanti dalla finestra del soggiorno a Hisoy, guardo gli alberi del giardino e le foglie che cadono, ondeggiando nell'aria per adagiarsi poi sulle strade, simili a una soffice coltre. Una bambina avanza, pestando le castagne che schizzano da tutti i lati e vanno a frantumarsi sugli steccati dei giardini. Non c'è più una relazione tra le cose. Quando ripenso alle carte del solitario di Frode, mi pare che la natura sia andata in rovina.