Traduttore: I. Pisani
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 luglio 2018
Pagine: 160 p., Brossura
  • EAN: 9788811149491
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Descrizione

Stai attento a quello che desideri. Potrebbe trasformarsi nel tuo peggiore incubo.

«Un romanzo straordinario per tutti coloro che si interrogano sulla vita.» - Simona Sparaco

«Un autore sempre in vetta alle classifiche. Un fenomeno senza precedenti amato dai lettori di tutto il mondo.» - Público

La pioggia si abbatte incessante sulla città nel caos dell'ora di punta. Sotto una coltre grigio scuro, Carlos, inzuppato da capo a piedi, sta scattando fotografie. Con un clic cerca di catturare l'anima delle persone nell'irripetibilità di pochi istanti. All'improvviso, si accorge che l'obiettivo della sua reflex si posa con insistenza su una donna. Un attimo di smarrimento. Poi, con gli occhi carichi di inquietudine e le mani tremanti, mette a fuoco l'immagine. È lei. Sempre lei. La donna che misteriosamente compare in tutte le sue fotografie. La donna che silenziosa lo segue ovunque come un'ombra scura. O almeno lui crede che lo segua. Perché da un po' di tempo a questa parte, da quando si è reso conto che il suo matrimonio è diventato una prigione e sua moglie non è più la donna che ha sposato, la sensazione di essere osservato da lontano non lo abbandona mai. Forse sta solo perdendo la testa. Sta diventando incapace di distinguere realtà e finzione, un confine labile che si fa sempre più sottile nei contorni sfumati di un'istantanea. Eppure, qualcosa gli dice che non è solo suggestione. È quasi sicuro che lei sia sempre lì, lo osservi con attenzione, guidi i suoi gesti e le sue azioni. Ma cosa vuole questa donna misteriosa, che si è insinuata nella sua vita facendo crollare anche le poche certezze rimaste? Perché ha scelto proprio lui? Quando comincia a ricevere messaggi enigmatici che riecheggiano minacciosi nella sua testa, Carlos non ha più dubbi: deve andare a cercarla, costi quel che costi.

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    n.d.

    14/10/2017 14:40:14

    me lo aspettavo molto piu' grande come libro ma molto bello

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    Alberto Bonfigli

    30/06/2017 21:44:46

    Dopo lo strabiliante successo editoriale di “Prometto di sbagliare”, Pedro Chagas Freitas, scrittore portoghese, ritorna alla ribalta con il romanzo “Era te che cercavo” (Garzanti, 2017, 160 pp.). Un matrimonio fallito, dove il disinteresse per la moglie è diventato una costante, Carlos, fotografo, vaga per la città immortalando con i suoi scatti le persone. In ogni scatto della sua reflex vede un volto di donna, il volto che diventerà la sua ossessione, il suo incubo. Da quell’istante, il suo scopo sarà quello di rintracciare quella donna. “Estrasse il fazzoletto dalla tasca, se lo passò sulle tempie, sulla fronte: su tutto il viso. Nulla arrestava il sudore. E, peggio ancora, nulla gli toglieva dagli occhi quell’immagine, quell’immagine che sembrava impossibile, venuta fuori dagli spazi più remoti della sua immaginazione. Era lì. Era ancora lì”. Certo, Carlos potrebbe fuggire da tutto questo, ma non ne ha le forze, anche perché significherebbe fuggire da se stesso. Sarà un percorso lungo e angoscioso il suo, fatto di speranza e perseveranza che non accennano mai a scemare. Una narrazione, quella di “Era te che cercavo”, con una fitta componente di monologhi interiori e flussi di coscienza, dove alcuni passaggi richiedono una pausa riflessiva, così come altri sono talmente piacevoli che terminano in un batter d’occhio. Il ritmo della storia è incalzante, a volte quasi incomprensibile, ma invece c’è tutto quello che serve, e lo scorrere del racconto tiene per mano i pensieri di Carlos, pensieri che traggono origine dal suo inconscio, che come un ecoscandaglio cerca di individuare i “relitti” nell’abisso della sua coscienza. È la speranza il motore che muove l’azione di Carlos, e chi ha speranza è oltremodo motivato e non indietreggia di fronte alla paura, poiché avere speranza significa coltivare la felicità. È così che pare appropriata una citazione di Pedro Chagas Freitas, il quale afferma: “Meglio un Titanic affondato che una nave che non va da nessuna parte”.

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