Un' eredità di avorio e ambra. Ediz. illustrata - Edmund De Waal - copertina

Un' eredità di avorio e ambra. Ediz. illustrata

Edmund De Waal

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Traduttore: C. Prosperi
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 31 ottobre 2012
Pagine: 386 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788833923413
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Un' eredità di avorio e ambra. Ediz. illustrata

Edmund De Waal

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Gaia la libraia

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Un'elegante vetrina nella casa londinese di Edmund de Waal contiene 264 sculture giapponesi di avorio, o legno, non più grandi di una scatola di fiammiferi, raffiguranti divinità, personaggi di ogni tipo, animali, piante. La vetrina è aperta, e i piccoli figli di de Waal possono estrarre i netsuke così si chiamano i minuscoli oggetti - e giocarci. Come facevano, ha scoperto l'autore, i piccoli figli di Viktor e Emmy von Ephrussi, suoi bisnonni, nel boudoir della madre, in un fastoso palazzo viennese della Ringstrasse, un secolo fa. Prima che Hitler entrasse in trionfo a Vienna e avessero inizio le persecuzioni e i saccheggi nelle case degli ebrei. Ebrei di Odessa erano appunto gli Ephrussi, commercianti di cereali e poi banchieri ricchi e famosi quanto i Rothschild, con ville e palazzi sparsi in tutta Europa. Quello di Vienna, dove i netsuke arrivano nel 1899 da Parigi - dono di nozze ai cugini di Charles Ephrussi, famoso collezionista, mecenate, storico dell'arte, amico di Renoir, Degas, Proust - conteneva tante e tali opere d'arte che i minuscoli oggetti sfuggirono all'attenzione dei razziatori nazisti. Affascinato dall'eleganza, dalla precisione, dalle straordinarie qualità tattili delle sculture, l'autore decide di ricostruire la storia dei loro passaggi da una città all'altra, da un palazzo all'altro, da una mano all'altra. Ricostruisce così anche la storia romanzesca della sua famiglia.
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    Elisabetta

    16/06/2017 06:40:09

    Io ce l’ho messa tutta per arrivare alla fine, ma a pagina 46 ho dovuto mollare per sfinimento. E’ il libro piú noioso che mi sia capitato tra le mani, pagine e pagine di descrizioni estremamente minuziose di oggetti. Secondo me l’autore, che è un ceramista, invece di scrivere un libro di narrativa avrebbe fatto meglio a pubblicare un volume di fotografie.

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    giorgio g

    04/09/2015 08:56:22

    Un libro che suscita sentimenti contrastanti. La prima parte, che descrive gli inauditi lussi dei due rami della famiglia ebrea Ephrussi mi ha ricordato quanto avevo scritto a proposito di un'altra grande famiglia, i Florio, commentando il libro di Anna Pomar: "Quello che dà più fastidio è il tono ammirativo con cui è descritta la vita di quella classe di sfaccendati che era l'aristocrazia. Forse l'autrice ha nostalgia di quel periodo che non ha fatto in tempo a vivere, dimenticando che è finito, speriamo, per sempre." Gli Ephrussi, a dire il vero, erano quasi tutti di un'altra tempra, una dinastia di commercianti di grano all'inizio, poi divenuti banchieri che manteneva un tenore di vita principesco e due enormi palazzi a Parigi e a Vienna, oltre a svariati possedimenti. Mentre il ramo francese della famiglia ebbe il suo periodo d'oro durante la Terza Repubblica e subì le sue traversie nei quattro anni di occupazione tedesca, i guai per il ramo austriaco cominciarono più presto: prima con la sconfitta dell'Austria-Ungheria nella Prima Guerra Mondiale e successivamente con l'Anschluss del 1938, quando le proprietà degli ebrei furono repentinamente confiscate. La bestialità del comportamento degli invasori suscita nel lettore un sentimento di partecipazione alle vicende di quegli sventurati piombati da una vita immersa nell'oro alla più nera miseria se non ai lager dove alcuni di loro avrebbero perso la vita. Una folla di personaggi, appartenenti a diverse generazioni, in cui stentiamo a raccapezzarcisi. Ma il libro offre di più: è infatti centrato sulla storia, lunga più di un secolo, di 264 netsuke, minuscole statuette giapponesi di animali, artigiani e mendicanti, che passarono da Parigi a Vienna come dono di nozze, sfuggirono alle razzie tedesche in modo rocambolesco e vennero infine ritrovate dall'autore nel paese da cui provenivano. Una storia affascinante e coinvolgente, raccontata con il piglio di un narratore di mestiere.

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    AdrianaT.

    08/08/2015 09:40:59

    È immediata l'associazione con 'Le variazioni Reinach' di Filippo Tuena in cui, sullo sfondo, c'era la ricerca di uno spartito musicale appartenuto ad una famiglia di ebrei facoltosi collezionisti d'arte spariti nei campi di concentramento. Le storie delle famiglie Comondo-d'Anvers-Reinach ed quella degli Ephrussi, qui protagonista, si incrociano addirittura, nelle stesse vie di Parigi, negli stessi palazzi, fra gli stessi sfarzi, poeti, scrittori e pittori del calibro di Proust e Renoir. Qui la ricerca è concentrata sui 'netsuke', piccoli oggetti d'arte giapponese da scegliersi al tatto, prima ancora che alla vista. Oggettini affascinanti, curiosi ninnoli, che inducono ad una vera e propria dipendenza e che catalizzano l'interesse di Edmund de Waal, famoso artista della ceramica, pronipote di un gran collezionista di essi, che ne segue le tracce, assieme alla storia della sua famiglia, dalla loro comparsa nei sontuosi palazzi parigini e viennesi della Belle Époque sull'onda dello 'japonism', fino al Giappone. Una lettura ricca, in tutti i sensi: ricca di storia, d'arte, di passione, di ricerca e di riferimenti e stimoli culturali e letterari. 3 stelle e 1/2.

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    Anna Maria

    01/08/2014 13:18:30

    Un libro letto tutto d'un fiato e regalato a tanti amici per condividere le emozioni che suscita. Che sorpresa aver trovato le ceramiche di De Wall al Victoria and Albert Museum!

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    maresa th. paoli

    27/03/2014 16:34:29

    nonostante il tentativo di banalizzare il libro, banalizzandone il titolo originale inventandone uno inutile, riduttivo e fuorviante, il testo è bello, interessante e poetico. per chi ama la storia e le storie ben raccontate di grandi famiglie, un libro da leggere immedesimandosi nei luoghi e nelle persone; un libro da leggere pensandosi uno dei 264 netsuke...

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    luca bidoli

    14/10/2013 21:45:38

    Assolutamente iper e sovra valutato. Pura operazione di marketing editoriale, per un libro, in definitiva, noioso ( si salvano poche pagine e nessun personaggio rimane, anzi, si annullano presto, ben presto...). Alcuni clamorosi errori storici ( incomprensibili, svista del traduttore? Non credo), come a pg.220, sulle esequie del penultimo imperatore di Casa d'Asburgo. Nessun ritardo nel cerimoniale, che prevede proprio, magistralmente, che pere ben tre volte, e solo l'ultima volutamente con esito positivo, si batta alle porte della Cripta dei Padri Cappuccini, in quel di Vienna. Luca Bidoli

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    aurelia

    02/04/2013 13:27:42

    bellissimo, stupendo da non perdere.

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    Roberta

    08/02/2013 15:31:08

    Questo libro, che sembra più una biografia che un romanzo, racconta la storia della famiglia dell'autore e dei suoi avi e ha come filo conduttore i netsuke. Si tratta di 264 piccole sculture giapponesi di avorio o di legno,che conducono l'autore alla scoperta delle proprie origini. Mi e' piaciuto molto per la sua scrittura semplice, ma allo stesso tempo di grande effetto e per il modo su come riesce a trattare temi complessi come l'avvento del nazismo a Vienna. Una bella lettura carica di storie e arte.

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    Ivonne

    30/01/2013 15:57:02

    Ho letto il libro con passione altalenante. In certi momenti anche io l'ho trovato un po' troppo freddo, forse troppo razionale. In altri mi ha invece coinvolto molto, fatto respirare il senso di bellezza che accompagna le descrizioni. Più di tutto, mi ha fatto ripensare a certe vie di Parigi, a Vienna, agli Impressionisti, al Giappone, persino a Rilke, con occhi nuovi e la voglia di riscoprire - o scoprire - alcuni luoghi o opere d'arte, o capire meglio un periodo storico. Insomma nel complesso è una lettura nutriente, che mi sento di consigliare.

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    pierluigi

    27/11/2012 20:46:57

    Ho fatto fatica a finirlo, terribilmente noioso e didascalico.

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    maria

    29/10/2012 19:14:49

    magistralmente noioso, perfettamente documentato, inverosimilmente gelido.

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    jane

    11/09/2012 14:32:48

    Concordo sostanzialmente con i giudizi precedenti : ho apprezzato più la caratterizzazione dei personaggi e la ricostruzione storica che lo stile. Un libro che vale la pena leggere.

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    Lidia

    04/09/2012 20:09:41

    Un romanzo, una biografia e anche un diario, incorniciato dalla storia dell'Europa. Tutto questo e molto di piu'. E' interessante ed emozionante, a tratti davvero commuovente. Perfetto, come i netsuke.....

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    maurizio680

    03/09/2012 21:15:03

    Un grande libro. Una storia bellissima raccontata con l'eleganza di un artista

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    LdB

    06/08/2012 16:06:58

    Ho appena finito di leggere. Che emozione! In poco tempo con questo libro sono passata attraverso un secolo di storia provandone gioie e dolori, e sento che queste emozioni rimarranno in me per sempre, non verranno dimenticate pochi giorni dopo aver riposto il libro come purtroppo spesso accade. Da tempo nessun libro e nessuna storia mi avvolgeva ed emozionava come mi è capitato con questo libro, con la storia di questa famiglia; da tempo non provavo una sensazione simile al lutto nel dover lasciare dei personaggi che pian piano da pesonaggi sono diventati miei compagni di viaggio. Chi ama i viaggi nella memoria amerà questo libro.

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    Federica

    21/07/2012 15:23:19

    Ho finito oggi il libro e ho un solo ommento da fare: meraviglioso! Certamente impegnativo ma imperdibile. Leggetelo e regalatelo a chi ha il senso della memoria.

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    Marco Ferraro

    15/07/2012 10:32:21

    Devo fare subito una critica in quanto mi da molto fastidio quando nella traduzione i titoli originali vengono cambiati; a parte "Il giovane Holden", ma in questo caso il titolo doveva essere "La lepre dagli occhi d'ambra - Un'eredità nascosta" e secondo me sarebbe stato molto più intrigante. Comunque il racconto è stato lo stesso affascinante; attraverso il possesso di questa collezione viene ripercorsa la storia di questa famiglia dalla fine dell'Ottocento fino ad oggi ed insieme a questa si dipana la Storia con la esse maiuscola, con i suoi personaggi e le sue vicende. L'idea non è certo originale, ma mi è sempre piaciuto il romanzo storico, dove gli avvenimenti vengono filtrati dagli occhi della gente comune che li vive sulla propria pelle. Ed in effetti la parte più interessante è quella viennese, con la discriminazione che cresce sempre più forte, fino al "via libera" alla persecuzione vera e propria dato dall'Anschluss. La scrittura è asciutta e curata ed anche la ricostruzione storica approfondita e dettagliata; in certi momenti mi sono tornati alla mente "I Buddenbrock" di Thomas Mann.

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    GraceT

    09/07/2012 12:30:52

    Mi unisco al coro di entusiasti: questo è davvero un bel libro! Attraverso la riscostruzione della storia di una collezione di netzuke tramandata da generazioni, De Waal prende spunto per descrivere personaggi lontani tra loro negli anni e nei luoghi - persone che a vario titolo hanno contribuito a intessere la Storia, quella delle piccole cose e dei grandi eventi che hanno funestato gli ultimi due secoli - restituendoci una narrazione di ben più ampio respiro rispetto alle aspettattative iniziali.

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    strummercave

    23/01/2012 10:34:00

    Un libro incredibile, da centellinare pagina dopo pagina. Leggendolo si resta assorbiti da una storia che abbraccia decenni e si conosce una famiglia, la cultura e i costumi di intere epoche, la storia e la politica. Una scrittura elegante e diretta, che affascina.

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    keyla

    07/01/2012 09:12:31

    le prime pagine non mi avevano catturata ma ho proseguito 'sulla fiducia' del passaparola e sì, e' un capolavoro di scrittura (gran merito al traduttore carlo prosperi !) grandioso per la ricostruzione storica, sembra di vivere il luogo e il momento insieme ai personaggi - per una volta reali, non di fantasia come di solito nei romanzi ! sicuramente affascinante, da consigliare e regalare

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  • Edmund De Waal Cover

    Edmund de Waal, critico, storico dell’arte e professore di ceramica alla University of Westminster, è uno dei più famosi artisti della ceramica inglesi. Vive e lavora a Londra. Un’eredità di avorio e ambra (Bollati Boringhieri 2011)è il suo primo libro: subito accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico, ha collezionato recensioni autorevoli e suscitato i commenti appassionati dei lettori, salendo inesorabilmente nelle classifiche di vendita. Ha ricevuto due tra i più ambiti premi letterari, il Costa Biography e il New Writer of the Year al Galaxy Book Award. Approfondisci
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