Curatore: M. A. Grignani
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: XXIV-160 p.
  • EAN: 9788806181789
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Recensioni dei clienti

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    Marvi

    13/05/2013 19:51:07

    Mi ha molto colpito il romanzo di chi, attraverso la scuola o studi letterari, conosciamo solo per la poesia, non per la prosa. Ernesto ci coinvolge nei suoi turbamenti e cogliamo il suo bisogno di affetto non ricevuto da una madre troppo severa e con cui lui ha chiaramente un rapporto complesso. Molto suggestivo anche lo sfondo di Trieste, commerciale e produttiva città dell'Impero austroungarico. Solo un appunto devo fare: talvolta la scrittura è snella e scorrevole, in altri è più incidentata, zoppica in mezzo a troppe precisazioni e parentesi.

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    mafalda

    03/04/2012 15:57:38

    Quando un libro ha bisogno di tante spiegazioni per capirlo, secondo me, non è un buon libro. Semplicemente un tipico caso di " piange il morto e frega il vivo ". Leggetelo senza le considerazioni altrui. forse così migliora.

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    Daniel Gamboa

    10/10/2011 02:02:57

    Questo breve romanzo è un piccolo gioello. Sebbene incompiuto, per me ha un bel e soddisfacente "finale". Inoltre, benché i dialoghi siano in triestino, non ho fatto fatica a capirli, e poi la narrazione è tutta in italiano.

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    Biagio Mastrangelo

    01/03/2010 00:58:22

    Un grande romanzo della letteratura italiana. Lo consiglio vivamente.

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    Luca Ormelli

    10/11/2009 15:15:30

    Con ERNESTO Saba si riprometteva di "giungere al cuore delle cose, al centro arroventato della vita, superando insistenze ed inibizioni, senza perifrasi e giri inutili di parole; si trattasse di cose considerate basse e volgari (magari proibite) o di altre considerate "sublimi", e situandole tutte - come fa la Natura - sullo stesso piano" (p. 15); purtroppo per noi lettori il poeta non riuscì (non potè), dopo avergli donato la vita a condurre il proprio personaggio alla morte, "condannandolo" al paradiso degli eterni giovinetti della Letteratura (si pensi all'Enrico di Novalis) perpetui nella loro, sublime, incompiutezza. Ernesto è, pessoaniamente, un imperfetto eteronimo del poeta che ormai prossimo alla propria personale morte, vecchio di una vecchiezza sofferente da patriarca saviamente ricerca nel Suo tempo perduto, nel Suo mondo meraviglioso anch'esso perito non un ritorno improbabile all'origine della vita bensì una nuova origine, una palingenesi che vestita di una prosa superbamente "naturale" lascia trapelare squarci del lirismo tormentoso e del fine psicologismo così caratteristici e qualificanti del Saba "maggiore". E questa narrazione, questa terapia buttata a capofitto e con penna scioltissima (con l'ardire del dialetto e di un dialogo mai interrotto con il lettore, da scrittore modernissimo - postmoderno forse, si veda il capitolo/testamento di "Quasi una conclusione" e ci si interroghi se e quanto dobbiamo leggere, da italiani, Foster Wallace e non debbano piuttosto gli americani rispettosamente accostarsi alla nostra letteratura) non (più) solo da poeta colto, questa narrazione che tanta sofferenza e tanta vita ("della vita il doloroso amore") al poeta era costata non avrebbe potuto avere "fine" diversa, l'essere cioè spirito libero da uno scritto che, nel mentre che veniva scritto, liberava dalla scrittura il grande, mai domato spirito del poeta triestino. NB: il voto si intenda come rammarico dello scrivente per l'incompiutezza dell'opera per quanto ed in quanto ad essa costitutiva (vedi sopra).

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    Francesco

    19/06/2009 14:03:03

    Ho letto questo libro in un pomeriggio sulla spiaggia due settimane fa. E' stata una piacevolissima scoperta (l'ho comperato per caso mentre stavo per pagare un'altro libro), bellissima la descrizione dell'iniziazione sessuale, quasi poetica, commovente.

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    Franco

    12/01/2008 18:52:33

    Romanzo dalla scrittura cristallina, tanto che è un piacere solo lasciar scorrer via le frasi. Romanzo di formazione, può lasciare a disagio per l'elementarità in cui è presentata l'iniziazione (soprattutto quella erotica) del protagonista. Lo consiglio a tutti gli amanti della letteratura italiana contemporanea, anche a quelli, come me, a cui l'opera poetica di questo autore è quasi del tutto estranea.

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    mato

    04/11/2007 12:49:58

    Sicuramente tenero e toccante. Un racconto sull'omosessualità limpido e sincero. mai volgare. Un pò di difficoltà nel leggerlo per la presenza del dialetto triestino e il fatto che l'autore lo lasci incompleto, fanno di questo libro un gioiello a metà.

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    sara

    28/08/2007 18:33:54

    Questo è un libro che non esito a definire poetico. La delicatezza con cui Saba riesce a descrivere le prime esperienze adolescenziali di un ragazzo triestino è toccante. La presenza del dialetto in tutta la sua crudezza e schiettezza (opportunamente mitigato per permetterne comunque un'agevole comprensione) arricchisce il contesto della storia. L'unico rammarico è che l'autore non sia riuscito a finirlo, lasciando un pò di amaro in bocca al lettore. Lo consiglio vivamente

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