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Traduttore: P. Pera
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: XXXV-214 p., Brossura
  • EAN: 9788804585916
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Recensioni dei clienti

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    Raffaele

    15/11/2013 22.41.36

    Un romanzo che oltre alle solite splendide atmosfere russe propone una tecnica narrativa innovatrice dalla quale molti hanno preso spunto; splendido il personaggio di Pecorin, misterioso e contraddittorio ma proprio per questo affascinante. La letteratura russa dell'ottocento è una garanzia.

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    Raffaello

    23/08/2011 15.33.57

    La struttura narrativa del libro è complessa. Il protagonista, l'ufficiale Pécorin, verrà raggiunto attraverso un percorso di incontri, che determinano anche salti temporali. Il primo narratore incontra in viaggio nel «selvaggio» Caucaso un militare, che diventa il narratore parlandogli di Pécorin, un personaggio al quale si sente visceralmente legato e di una vicenda che cronologicamente sarebbe l'ultima. I due viaggiatori, dopo aver incontrato casualmente Pécorin, freddo e distante, si separano e il primo narratore si trova omaggiato del diario di Pécorin, che diventa finalmente il narratore. Questa è la parte più interessante del libro e l'antieroe Pécorin vien fuori con tutta la sua spregiudicatezza, il suo cinismo, ma anche con una parte oscura e melanconica che si cela dietro alla sue inquietudine e ai suoi machiavellismi (si veda la vicenda del duello con Grusniskij, o il racconto «Il fatalista»). Mi sorprende pensare che a Pécorin si sia ispirato Claude Sautet per il suo bellissimo film "Un cuore in inverno" (1992). Nel film il protagonista Daniel Auteuil, è sostanzialmente un anaffettivo che alla fine subisce la sorte inflittagli dalla bizzosa e viziata Emmanuelle Béart. Pécorin è diverso. Seduce per il gusto di sedurre e in questo ricorda più il visconte di Valmont di «Les liaisons dangereuses». Un libro comunque con un forte fascino, anche nella sua parte introduttiva, nell'atmosfera del racconto tra i due primi narratori e viaggiatori, in quel Caucaso che si può paragonare al selvaggio west, dove i circassi sono i pellerossa.

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