L' eroe di Trafalgar

Bernard Cornwell

Traduttore: D. Cerutti Pini
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 2 febbraio 2006
Pagine: 425 p., Brossura
  • EAN: 9788850210220
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Descrizione
È il 1805 e Richard Sharpe, forte della fama di valoroso soldato conquistata in India, sta per tornare in Inghilterra per entrare nel 95° reggimento fucilieri. Il viaggio da Bombay a Londra dovrebbe essere un periodo di riposo, ma il vascello su cui viaggia, vittima di un ammutinamento, viene dirottato da una nave corsara francese, la "Revenant". Dopo un rocambolesco sbarco a Mauritius, Sharpe riesce a riprendere il viaggio a bordo di una nave inglese, la cui missione è quella di lanciarsi all'inseguimento della Revenant. La caccia si conclude quando la nave francese ha ormai raggiunto il resto della flotta franco-spagnola, che sarà affrontata da quella inglese al largo di capo Trafalgar.

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    Alessandro

    19/10/2018 19:18:44

    Questo romanzo si distingue dagli altri capitoli della saga su Richard Sharpe, essendo l’unico quasi interamente ambientato in mare. La mia iniziale preoccupazione su un resoconto lungo ed eccessivamente tecnico si è rivelata infondata. La terminologia navale non è tale da mettere in difficoltà il lettore e la trama scorre bene, mantenendosi sempre interessante. L’unica delusione in questo viaggio e la mancata visita a un porto africano dell’epoca o magari del Madagascar, entrambe solo costeggiate. La battaglia navale alla fine è molto intensa e avvincente, ci fa vivere tutto il dramma di una lenta avanzata sotto una pioggia di palle da canone, anche se, almeno di quest’autore, continuo a preferire gli scontri terrestri. I nuovi personaggi si rivelano abbastanza deludenti. Il capitano Chase lascia grossomodo indifferenti, lord William è la perfetta immagine stereotipata degli aristocratici, Cromwell e le sue frasi vuote suscitano un’antipatia immediata, almeno quanto il suo nome. L’unica eccezione è costituita dall’ammiraglio Nelson, che nella sua breve apparizione appare come un individuo unico e interessante, sebbene non mi sia parso all’altezza del duca di Wellington. Anche Sharpe stavolta non mi è piaciuto, sotto molti punti di vista. Ho trovato sconcertante l’elogio all’adulterio che viene portato avanti, almeno quando la “teoria” dei comandanti che devono esporsi maggiormente perché sono più pagati. E se il comandante moriva chi dirigeva gli uomini? Molti leggendo delle avventure di Sharpe lo considerano una specie di prova del valore indiscusso della meritocrazia. Questa ha il suo valore e deve avere un certo peso, ma non può essere il fondamento di tutto. Chi è appassionato di questa saga ricorderà William Dodd... ecco lui il perfetto esempio di un mondo dove la meritocrazia è l’inizio e la fine di ogni cosa, un mondo dove tutto si riduce a una serie senza fine di lotte e pugnalate alle spalle.

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    Alessandro

    19/10/2018 19:18:36

    Questo romanzo si distingue dagli altri capitoli della saga su Richard Sharpe, essendo l’unico quasi interamente ambientato in mare. La mia iniziale preoccupazione su un resoconto lungo ed eccessivamente tecnico si è rivelata infondata. La terminologia navale non è tale da mettere in difficoltà il lettore e la trama scorre bene, mantenendosi sempre interessante. L’unica delusione in questo viaggio e la mancata visita a un porto africano dell’epoca o magari del Madagascar, entrambe solo costeggiate. La battaglia navale alla fine è molto intensa e avvincente, ci fa vivere tutto il dramma di una lenta avanzata sotto una pioggia di palle da canone, anche se, almeno di quest’autore, continuo a preferire gli scontri terrestri. I nuovi personaggi si rivelano abbastanza deludenti. Il capitano Chase lascia grossomodo indifferenti, lord William è la perfetta immagine stereotipata degli aristocratici, Cromwell e le sue frasi vuote suscitano un’antipatia immediata, almeno quanto il suo nome. L’unica eccezione è costituita dall’ammiraglio Nelson, che nella sua breve apparizione appare come un individuo unico e interessante, sebbene non mi sia parso all’altezza del duca di Wellington. Anche Sharpe stavolta non mi è piaciuto, sotto molti punti di vista. Ho trovato sconcertante l’elogio all’adulterio che viene portato avanti, almeno quando la “teoria” dei comandanti che devono esporsi maggiormente perché sono più pagati. E se il comandante moriva chi dirigeva gli uomini? Molti leggendo delle avventure di Sharpe lo considerano una specie di prova del valore indiscusso della meritocrazia. Questa ha il suo valore e deve avere un certo peso, ma non può essere il fondamento di tutto. Chi è appassionato di questa saga ricorderà William Dodd... ecco lui il perfetto esempio di un mondo dove la meritocrazia è l’inizio e la fine di ogni cosa, un mondo dove tutto si riduce a una serie senza fine di lotte e pugnalate alle spalle.

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    Francesco

    19/02/2011 11:10:21

    Si lascia leggere, velocemente, senza intoppi, grazie alla sua impostazione banalmente commerciale. A tratti appare come un elogio all'adulterio, disegnando improbabili valori morali. Troppo scarna e appena abbozzata l'immagine di Nelson, la cui personalità avrebbe adornato il racconto di un atmosfera molto più profonda. 5/10

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    Guglielmo

    22/03/2010 21:40:35

    Il peggior romanzo della serie di Sharpe. Se negli episodi della campagna peninsulare Cornwell rischia di diventare ripetitivo, questo romanzo rappresenta al contrario un'eccezione nella saga. Per fortuna. Parte del solito schema alla Cornwell, familiare a tutti i lettori di Sharpe, è fedelmente trapiantato dal contiente al mare, vedi antagonisti snob e amori focosi. Gli amori focosi hanno anzi un ruolo preponderante in questo libro, ma, vedendo il modo banale con cui sono sviluppati, sembra siano messi lì giusto per tenere occupato il Nostro durante la traversata. Il resto dell'adattamento marittimo è piuttosto goffo e mal riuscito, tale da far insorgere ogni lettore di O'Brian: il comandante Chase è una macchietta neanche poi tanto divertente, il resto dell'equipaggio un unico luogo comune, la comparsa di Nelson necessariamente banale, la battaglia di Trafalgar con Sharpe che prende un vascello nemico come conquisterebbe una piazzaforte decisamente inverosimile. Questa dilettantistica incursione di Cornwell nell'ambiente marittimo ne rivela l'inferiorità rispetto a O'Brian. Per un lettore che ha sempre gioito alla comparsa di una nuova traduzione di Sharpe, un romanzo deludente e pasticcione.

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    ales

    22/03/2010 17:51:54

    un capolavoro, credo il più bello tra i primi 4, sarà anche che adoro nelson un pò più di wellington...ma è davvero un libro avvincente dalla prima all'ultima pagina!

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    mattteo

    16/10/2009 12:34:34

    Dei romanzi incentrati sulle avventure di Sharpe che reputo tra i migliori.Bellissima è l'idea dell'incontro tra il nostro eroe e il famoso ammiraglio Nelson

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    Roberto

    29/12/2007 14:08:58

    Un Richard Sharpe per mesi a bordo di una nave potrebbe far pensare, erroneamente, ad una tigre (indiana ovvio) rinchiusa in una gabbia, invece l'autore, sempre efficacie nelle sue trame, non ci fa rimpiangere le scene epiche dei combattimenti e degli ampi spostamenti e movimenti via terra delle battaglie in terra asiatica. A bordo della nave mercantile prima e di quella di guerra poi avvenimenti si susseguono in un intreccio di amori, odi, gesti di cavalleria, con ampio approfondimento psicologico e caratteriale dei numerosi personaggi, civili e militari. Ancora una volta il buon Bernard Cornwell ci fa sognare, con il suo magico intraccio fra romanzo e storia. Oltre al ritardo nelle traduzioni o tentato di chiedere all'autore nel suo sito se era prevista la traduzione in italiano dei dvd delle avventure del neo fuciliere Sharpe, ed egli, a differenza dei nostri sopravvalutati scrittori star che nemmeno ti rispondono, mi ha scritto che non sa e che non è previsto... sigh !

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    maurizio

    29/03/2006 22:27:26

    La saga di Sharpe prosegue, anche in edizione economica. La velocità con cui si traducono i volumi è la stessa (lumaca) di quella di O'Brian. Pazienza. Ogni volta appare una piccola gemma. Romanzi serrati, ottimamente ambientati e ricostruiti. In pratica nel bicentenario della battaglia compare in Italia questa versione romanzata dello scontro di Trafalgar. Non perdetelo.

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