Eseguendo la sentenza. Roma, 1978. Dietro le quinte del sequestro Moro

Giovanni Bianconi

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 419 p., Brossura
  • EAN: 9788806201708
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Recensioni dei clienti

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    Gabriele

    10/09/2008 09:26:01

    Un libro che si inscrive nella corrente, oggi sempre più in voga, delle "narrazioni totali": si vuole raccontare quel che accadde in quei drammatici mesi del 1978 facendo ricorso a tutti gli strumenti utili - anche quelli più lontani, come le cronache sportive o gli aneddoti minori. Ne esce una narrazione rigorosa, avvincente ma mai patetica, avvicentissima per quanto riguarda la cruciale questione del che fare? con il sequestrato, capace di tenere sul filo anche chi sa benissimo come è andata. Una lettura forse più utile a chi di quel sequestro e del suo contesto ne sa poco o niente, per iniziare un percorso di ricerca; ma anche a chi ha compulsato tutta o quasi tutta la letteratura al riguardo, alla ricerca di qualche risposta a mille interrogativi, dubbi, sospetti - visto che il libro di Bianconi si segnala soprattutto per una qualità, quella di ricordarci implacabilmente che i fatti sono lì, e che non c'è più nulla da scoprire (o quasi più nulla: l'atteggiamento di Andreotti resta quello sfingico di sempre, lasciandosi molti interrogativi alle spalle), e nessun particolare retroscena da svelare. È andata come è andata, con dei terroristi feroci nel loro furore rivoluzionario, degli organi inquirenti incapaci e confusi, e dei notabili democristiani chiusi nella loro ambigua impenetrabilità; resta solo quel cadavere che fa capolino dalla copertina del libro, e che continua ad interrogarci muto...

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    Angelo

    23/05/2008 12:34:14

    un romanzo essenziale sulle tragiche vicende di quegli anni, dove l'autore si limita a raccontare senza dare mai giudizi e lascia comunque al lettore vari spunti di riflessione. Lo consiglio a chi vuole avere un quadro generale e chiaro di quei drammatici giorni.

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    Franco

    07/04/2008 11:12:30

    Non ho mai letto, sulla vicenda Moro, un libro più freddo, anestetizzato, distaccato. E spiace che un giornalista come Bianconi, che pure aveva dato buona prova in "A mano armata", si sia limitato ad uno sterile resoconto di quanto accaduto in quei 55 giorni. Sembra la sceneggiatura di un brutto documentario. Peccato, mi aspettavo di più. Libro senza anima.

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    GIOVANNI

    04/04/2008 16:27:08

    La mattina del 16 marzo 78 fui informato dal professore di educazione fisica al rientro in classe (1.a media); nonostante l'età ricordo la 'pesantezza' di quel periodo; dopo 30 anni, tutto il libro mi ha fatto stare in un costante stato d'ansia che è diventato batticuore e senso di impotenza nelle ultime pagine.

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    Caudio

    28/03/2008 12:29:38

    Sono nato nel 1978, a fatti gia avvenuti. Il caso Moro l'ho sempre visto come un mistero, ma la lettura di questo testo mi ha aiutato a capire molte cose, che a volte vengono taciute volutamente. Una descrizione lucida dei fatti e degli atteggiamenti dei protagonisti della vicenda, senza aggiunta di orpelli inutili, mi ha permesso di entrare nella vicenda, e di viverla con una sorta di angoscia per ciò che non è stato fatto, per ciò che è stato fatto male. Un libro che si deve leggere, per capire l'Italia di allora e l'Italia di oggi, per capire come quei 55 giorni hanno davvero segnato la storia del nostro paese.

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    CLAUDIO

    20/02/2008 17:39:07

    Interessantissimo il libro di Bianconi. Molto utile per chi, come me,ha vissuto quei terribili anni di piombo, ma oggi li ha praticamente dimenticati. Di nuovo non c'è molto, se non tutta la lotta interiore nella DC, di cui non si sapeva molto. L'appunto giàfatto da altri (i nomi di battaglia dei brigatisti) mi trov d'accordo, anche se per me si poteva aggiungere qualche pagina con il dopo sentenza.

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    silvia

    18/02/2008 21:51:48

    Sono coetanea dell'autore. Il '78 è stato l'anno dei miei esami di stato.Tutti ci aspettavamo una traccia d'italiano che riguardasse il terrorismo ...e ,forse, questo era il motivo principale che ci teneva legati alle cronache e ai tg. Non andò così...e fu un bene. Nessuno avrebbe saputo dare una corretta interpretazione degli eventi che travolsero la società culminando con il rapimento Moro. Per me ,leggere questo libro, ha significato ripercorrere una parte della mia adolescenza con una consapevolezza diversa. Ringrazio l'autore per avermi dato questa possibilità. Ricordare Aldo Moro, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, e la furia di quegli anni, ha rafforzato in me la convinzione di essere stata testimone di un momento storico importante. Il libro di Bianconi sostituisce, in modo egregio, il diario che tanti di noi avremmo voluto scrivere.

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    Giuseppe Sarri

    14/02/2008 01:55:07

    Stimo Giovanni Bianconi come giornalista. E tuttavia mi pare che questo libro scivoli via anonimo e piatto e che alla resa dei conti aggiunga pochissimo alla vicenda Moro. Per carità, sempre meglio del grossolano complottismo dei vari Flamigni ecc. ecc., ma francamente questo volume mi sento di consigliarlo solo a chi ancora del caso Moro non sa nulla e vuole cominciare a leggere qualcosa. Concordo poi sul fatto che avrei evitato di usare i nomi di battaglia dei brigatisti, visto che essi sono ormai tutti noti.

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    Rokossovskij

    01/02/2008 16:05:11

    Nel libro prevale l'analisi dell'atteggiamento dell DC nei giorni del sequestro. Manca (o almeno, a me è mancata) un po' di analisi sul sequestro veroi e proprio e sulla prigionia. Comunque un bel libro, pieno di informazioni interessanti ed utili. Un difetto: l'autore chiama quasi sempre i rapitori con i nomi di battaglia, mentre oggi sono ovviamente ben più noti col nome di battesimo.

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