L' esodo. La tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia

Arrigo Petacco

Editore: Mondadori
Collana: Oscar storia
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: 202 p., ill.
  • EAN: 9788804484738
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Petacco, Arrigo, L'esodo. La tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, Mondadori , 1999
recensione pubblicata per l'edizione del 2000
Nemec, Gloria, Un paese perfetto. Storia e memoria di una comunit… in esilio: Grisignana d'Istria 1930-1960, Libreria Editrice Goriziana, 1999
Fogar, Galliano, Trieste in guerra 1940-1945 (Quaderni dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, n. 10), 1999
Kacin Wohinz, Milica \ Pirjevec, Joze, Storia degli sloveni in Italia 1866-1998, Marsilio , 1999
recensione di Valdevit, G. L'Indice del 2000, n. 07

Il titolo originale del saggio di Édouard Conte e Cornelia Essner, La Quête de la race, ha il merito di illustrare, in modo suggestivo, il volto principale del testo: un percorso nel labirinto della logica razziale, un'analisi del razzismo nazionalsocialista nella sua dinamica specifica, all'interno della quale la razza non è un presupposto dato e monolitico, ma è un magmatico terreno, in cui s'intrecciano elaborazione ideologica, codificazione legislativa e pratica politica.Gli autori ricostruiscono la molteplicità e la contradditorietà delle teorie razziali e delle rappresentazioni identitarie per rivelarne il carattere di strumento di legittimazione della politica di genocidio.La competizione, all'interno della Nsdap, tra i due scogli antropologico-razziali della "razza tedesca" (Gradmann, Schmidt) e della "razza nordica" (Günther, Fischer, Lenz), con l'affermazione finale di quest'ultima nel 1934, diviene così, nell'ottica di Conte ed Essner, il presupposto della politica di conquista e di pulizia etnica in Europa centrale e orientale.Il "laboratorio speciale di Zamosc" in Polonia, descritto ampiamente dagli autori, con la sua miscela esplosiva di rovesciamento dei valori religiosi, fantasie razziali contraddittorie e sfruttamento economico, costituisce un perfetto esempio del nesso esistente tra sperimentazione ideologica e gerachizzazione razziale, da un lato, e operazione di sterminio dall'altro.
Un secondo aspetto importante del saggio va ricercato nella sintesi metodologica di scienza storica e di antropologia sociale, che consegue i risultati migliori nell'analisi della politica matrimoniale, come campo di applicazione ideale delle tre linee di forza della politica razziale nazista: eugenetica, antisemitismo e anticristianesimo.Da un lato, il matrimonio è "comunità di riproduzione", cerniera del legame Sippe-Stamm-Volk.La formalizzazione dell'utopia socio-biologica della purezza e dell'eternità del popolo si esplica nella ricerca genealogica dei lignaggi, mentre il concetto di "plasma degli antenati" (Weismann) salda il nuovo paradigma genetico con la vecchia credenza popolare negli avi.In secondo luogo, la rivendicazione della riproduzione tra simili supera i confini di vita e morte e culmina nelle macabre "nozze del cadavere", il matrimonio postumo del soldato caduto con la donna ariana. Di fronte alla perdita di tedeschi sul fronte e l'arrivo in Germania dei "lavoratori allogeni", la sposa-vedova viene così biologicamente congelata, messa al riparo dall'inquinamento del sangue.
Per quanto riguarda, infine, lo studio dell'antisemitismo, il contributo più significativo del saggio consiste non tanto nell'analisi del mito del Cristo ariano, quanto nell'esposizione del modello telegonico (Dinter, Streicher), teoria in base alla quale, in virtù della potenza del sangue, un solo rapporto sessuale tra un ebreo e un'ariana produrrebbe un'"impregnazione" indelebile, un eterno inquinamento razziale.Se le leggi di Norimberga, con i loro limiti genealogici, tenteranno di arginare l'ossessione telegonica, tale fobia - sostengono gli autori - sopravviverà come fondamentale strumento della propaganda antisemita ufficiale, tanto all'interno, nel processo per infamia razziale, quanto all'esterno, nella battaglia del Deutschtum contro le masse slave e asiatiche, contaminate dallo "spirito ebraico".

Recensioni dei clienti

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    angelo

    09/10/2015 14:12:07

    Grazie Petacco, per aver narrato il calvario degli istriani, i quali hanno perso tutto per una patria che si è comportato da matrigna e non da madrepatria!

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    Guido

    20/12/2014 12:34:59

    L'avrei considerato un ottimo libro se l'avessi letto con più regolarità ma ciò non è stato possibile. Lo considero comunque un buon libro caratterizzato da una lettura scorrevole(tipica di A.Petacco). Non essendo un fatto molto narrato nei libri scolastici di storia riguardanti la 2° guerra mondiale (si narra infatti più da un punto di vista letterario della questione di Fiume da parte di Gabriele D'Annunzio) mi sarei aspettato da parte di Petacco un inizio diverso caratterizzato da un sunto vero e proprio di quella che è stato l'esodo di migliaia di persona dalla Jugoslavia all'Italia. Nel primo capitolo si parla si di confini, di micce scoppiate e si cerca di trattare un pò quello che sarà presente nei capitoli successivi, ma il tutto viene narrato a mio parere un pò con superficialità. Sempre ben apprezzata da parte mia la presenza di una galleria fotografica di primo livello.

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    Enzo

    19/08/2013 22:42:57

    Un libro scorrevole e molto bello su un argomento tanto difficile e duro quanto poco conosciuto. Petacco è uno dei pochi che racconta i fatti partendo da lontano e documenta tutto in maniera chiara e precisa. Consigliato a tutti!

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    Fabio Intermite

    02/06/2013 19:41:52

    C'è poco da dire sul dramma storico e nazionale narrato nel libro: tutto puntualmente documentato, con precisi riferimenti e riscontri. Magistrale la scrittura: è un'opera avvincente nella narrazione che si fa leggere con avidità. ABC per iniziare a cogliere una delle più gravi pagine scure della nostra storia patria.

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    dario c

    09/03/2013 23:24:56

    Bravo, bravissimo Petacco ! Ricostruisce tutta la tragedia del popolo istriano; una vicenda che per opportunismo comunista e, oggi, per pregiudizio ideologico viene spesso trascurata. L'obiettività dell'autore è ormai proverbiale.

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    Giuseppe R

    13/02/2013 15:06:36

    Non voglio commentare le vicende narrate da Petacco, che pure ci coinvolgono emotivamente perché capitate a nostri connazionali, ma piuttosto il modo in cui l'ha fatto. Il libro è ben documentato e di facile lettura, come non molti libri di storia sanno essere, ed è molto interessante. E' consigliato a tutti coloro che non conoscono "vicenda Giuliana", le foibe e il fatto che l'Istria, con le sue attuali Porec, Pula, Rovinj, Rijeka... fino a pochi decenni fa era una regione italiana.

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    Max

    27/10/2009 09:15:56

    Molto interessante e particolareggiato. Notevole la parte in cui vengono descritte le posizioni e le reazioni dei politici italiani sulla "questione Giuliana". E' molto istruttivo vedere come una parte dei politici italiani è stato capace di abbandonare migliaia di italiani al loro destino senza il benchè minimo aiuto. E hanno ancora la faccia tosta di dire di essere liberali !!! Il problema è che storie del genere non vengono pubblicizzate, raccontate come i campi di concentramento o altro. In questo caso si è trattato di pulizia etnica: o te ne andavi o morivi perché eri italiano. Nessuno ha mai parlato di cio e se veniva fatto, i "buoni politici" lo definivano una strumentalizzazione dei nostalgici fascisti. Poi, dopo la guerra che ha portato alla divisione dell'ex Jugoslavia, si è riparlato di pulizia etnica e degli orrori di cui sono stati artefici gli slavi. Ma intanto c'è chia a pagato molto cara la colpa di essere italiano.Un libro che consiglierei di leggere a tutti quelli che sono o sono stati Comunisti in Italia. Che sappiano come chi li comandava, ha usato gli italiani d'Istria come strumento politico nell'intricata situazione del dopoguerra. E i triestini e tutti gli esuli dovrebbero leggerlo per vedere come la loro pelle è stata usata per scopi non troppo nobili. La vergogna stà nel fatto che qui politici di allora vengono ricordati oggi come fondatori della Patria e illustri statisti. Sono a mio parere invece da considerare alla stessa stregua di quelli che sono stati processati a Norimberga. Sono colpevoli in egual misura.

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    Tobin

    19/10/2008 00:52:35

    Commovente, amaro, ben documentato. Un ottimo libro!

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    Igor

    25/02/2008 18:29:44

    Veramente un bel libro, che si fa leggere molto facilmente. Consigliato a chi sa poco dei fatti dell'Istria, in quanto ne fa un riassunto di 200 pagine...

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    Enzo

    18/01/2008 13:26:05

    Un bel libro. Con molte indicazioni inedite.

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    carlo

    28/08/2006 13:57:43

    Il libro è un'ottima testimonianza, ben scritta e ben argomentata, della tragedia degli italiani d'Istria, un argomento scomodo e spesso "trascurato" dalla storia e storiografia ufficiali. Il pregio del lavoro è di essere scritto in maniera fluida, quasi un racconto. Questo permette la lettura senza stancare il lettore, e per tale motivo si differenzia da molti altri lavori, molto validi nei contenuti, ma pesanti e di difficile lettura. Unico neo: forse la visione dell'autore è politicamente "univoca", vi è la condanna senz'appello di TUTTO quello che la sinistra comunista fa, mentre si tace di tutto quello che la destra fasci-nazista aveva fatto prima del 1945. Del resto la questione giuliana è veramente difficile da interpretare, e si colloca in un periodo storico assai complesso, a metà tra aneliti di libertà e grandi dittature (comuniste, naziste, fasciste).

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    Ivan

    23/04/2006 12:19:15

    Si falsifica la storia e "le stelle stanno a guardare". Nessuna critica da parte della "Voce"! Nemmeno una prefazione della casa editrice Durieux croata! Interessante che nessun commento è stato fatto sull'articolo di Armando Cernjul (Fasistiscki zlocinci se prikazani kao junaci", pubblicato su "Vecernji list" del 1. aprile scorso, per quanto le falsità storiche, non soltanto sul libro, ma anche per la premiazione del gerarca fascista Graziano Udovisi alla presentazione de il film "Il cuore nel pozzo". E ripugnante che la prefazione del libro è stata scritta dal Sindaco di Roma Walter Veltroni (da notare la nuova scritta del nome con la "W"), ex lider giovane comunista, ex redattore dell' "Unità" fondata da Antonio Gramsci. Dulcis in fondo, nella commissione per la premiazione del libro con "Trieste scritture di frontiera" c'era quel "camaleonte" (e me ne assumo tutta la responsabilità definirlo in tal modo)di Predrag Matvejevic. O Matvejevic non ha letto il libro oppure il Matvejevic ha cambiato il colore di circostanza?!

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    alfredo

    06/03/2005 13:39:33

    Per scoprire con "sorpresa" pagine dolorose della storia dell'Italia che la stampa e la politica dominante italiana e straniera hanno tentato di cancellare per ragioni pretestuose e false. Dopo molti hanni si rende giustizia a uomini e donne valorosi perseguiti solo per il fatto di essere italiani e non necessariamente fascisti . la didattica scolastica dovrebbe prendere in considerazione questi avvenimenti in nome della verita' nascosta e non per puro revisionismo storico. grazie Petacco

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    lorenzo

    13/04/2003 20:34:53

    Per chi sa poco del terribile distacco vissuto dagli italiani in Istria, Dalmazia e nella Venezia Giulia. Per chi ha dimenticato o non l'ha potuto fare. Il linguaggio semplice lo rende accessibile a tutti pur non intaccando la drammaticità che ha contraddistinto quel periodo in quei luoghi. Da leggere

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    Giulio

    11/07/2001 15:27:45

    Di tutte le versioni da me lette sulle vicende che hanno interessato la Venezia Giulia questa è senz'altro la migliore. Migliore intesa come obiettività, validità delle fonti, facilità di lettura, ritmo e coinvoglimento. Drazie sentito al Signor Petacco.

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    astorre mancini

    10/03/2001 17:23:46

    Petacco racconta la storia con il distacco obbiettivo dello storico. Non è facile quando si descrive la vicenda dell'istria.

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    lidia

    11/12/2000 09:57:58

    il libro piu'reale sulla storia dell'esodo istriano,ringrazio Petacco che ha messo in luce la verita' che molti hanno cercato di far tacere ed ignorare.La storia deve rimanere quella che e' stata,non si rinnega!

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