Categorie
Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2002
Pagine: 381 p.
  • EAN: 9788806160302
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 9,72

€ 15,30

€ 18,00

Risparmi € 2,70 (15%)

Venduto e spedito da IBS

15 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Espiazione è un romanzo magnifico, il migliore di Ian McEwan (1948). Anche quell'eccesso di programmaticità che viziava i suoi libri più recenti (in particolare l' Amore fatale , 1997; cfr. " L'Indice", 1997, n. 12): le simmetrie insistite, la bravura compiaciuta che ne svendeva i segreti (forse perché ne contenevano ben pochi), la troppa luce, mostrano tutt'altra necessità - e, direi, trovano una giustificazione morale - in quest'ultimo lavoro. Al quale non fanno certamente difetto la costruzione quasi su carta millimetrata, né il primato accordato alla visibilità, alla nettezza dei contorni: che stavolta però racchiudono un segreto tanto più insondabile e dolente quanto più è reso manifesto, via via sgombrato dall'ambiguità e dalle ombre.

Guai a raccontare la storia troppo nei dettagli: qui la suspense non è tanto un espediente narrativo (peraltro perfettamente funzionale) quanto una modalità di percezione della realtà, e di quelli che sono ancora i suoi vuoti. Vale in generale, per tutto il romanzo, quello che viene osservato all'inizio a proposito del personaggio di Cecilia: "Si rese conto che fin dal mattino si era sentita strana, e che guardava alle cose in modo insolito, come se tutto fosse già passato da un pezzo ed esaltato da ironie postume che lei non era in grado di afferrare appieno". Fino all'ultimissima pagina, almeno alcune di queste "ironie postume" (vedrà il lettore che l'aggettivo è scelto con grande precisione) restano davvero imprendibili, e si farebbe un grande disservizio a rivelarle anzitempo.

Il libro è diviso in tre parti, ambientate in Inghilterra e in Francia fra il 1935 e il 1940, più un breve e sorprendente epilogo, "Londra, 1999", che ci riporta al giorno d'oggi (la struttura temporale è molto simile a quella di un altro romanzo di McEwan, Lettera a Berlino (1990), il cui dannunziano titolo originale, The Innocent , andrebbe quasi bene anche per Espiazione ). Pur concentrando l'azione in poco più di ventiquattrore, la prima parte è decisamente la più lunga, più di metà di tutto il libro, e a sua volta è suddivisa in quattordici capitoli numerati, dove si intrecciano i punti di vista di diversi personaggi. La seconda e la terza parte sono quasi esattamente simmetriche, non hanno suddivisioni, e ognuna è narrata da un solo punto di vista (anche se mai nella prima persona, riservata all'epilogo). È una struttura molto calibrata, quasi teatrale e perfezionata nel tempo, decantata; e tuttavia dinamica, vitale, una costruzione e al tempo stesso una volontà o meglio l' offerta di una costruzione.

Il lungo "movimento" iniziale è ambientato nella grande (non antica) casa di campagna dei Tallis, molto ricchi ma non aristocratici, nella torrida estate del 1935. La signora è a letto con la solita emicrania; il marito, un funzionario governativo, è a Londra, come sempre, per ragioni di lavoro e (si presume) di cuore. La casa, insomma, è a disposizione dei figli (una situazione tipica per McEwan, vedi l'indimenticabile Giardino di cemento , 1978): la tredicenne Briony, che si è appena scoperta la vocazione letteraria e vuole mettere in scena una sua pièce (scritta in due giorni) in onore di Leon, il fratello ventiquattrenne che torna da Londra; Cecilia, la sorella ventunenne, reduce da Cambridge (è quella che si sente strana); e Robbie Turner, bello, intelligente e dotatissimo figlio della donna delle pulizie dei Tallis, però anche amico di famiglia, essendo cresciuto con Cecilia e Leon (e avendo studiato anche lui a Cambridge, col massimo dei voti, grazie alla generosità di loro padre). E poi un amico di Leon, il giovane industriale Paul Mashall, che sta facendo i miliardi vendendo cioccolato sintetico all'esercito; e tre cuginetti lentigginosi (figli d'una zia troppo esuberante in odore di divorzio): la quindicenne Lola, che è tutta sua madre, manipolatrice, ha un braccialetto alla caviglia e si pittura le unghie, e i due gemelli Pierrot e Jackson, di nove anni, un po' frignoni e piuttosto infelici (uno bagna ancora il letto).

Nell'atmosfera apparentemente svagata, ma carica d'attesa (e la guerra forse è alle porte), almeno due cose diventano subito evidenti: che c'è forte attrazione fra Cecilia e Robbie (a dispetto della lunga consuetudine e della differenza sociale); e che c'è antagonismo - cioè quasi odio - fra l'ancora piccola Briony e la quasi grande Lola. McEwan è bravissimo, e doloroso, imbarazzante, nel rappresentare quello "spazio transitorio che estendeva i proprio confini imprecisi dalla nursery al mondo degli adulti" in cui Briony, alla sua giovane età, e con la grande fantasia di cui è effettivamente dotata, "si muoveva in modo del tutto imprevedibile": l'innocenza è pericolosa, e può portare alla catastrofe (nel senso tecnico della parola, quello del teatro greco), soprattutto quando è ormai agli sgoccioli, ha fretta di crescere e s'immischia, ancora con rigidità infantile, nelle cose dell'esperienza.

Con un salto temporale di cinque anni, nella seconda parte ci trasferiamo in Francia, dove Robbie è ferito e, insieme a due commilitoni, cerca di raggiungere la spiaggia di Dunkerque in una marcia da incubo: sono pagine di coinvolgente e accurata ricostruzione storica, forti ma delicate (vedi soprattutto la scena del tentato linciaggio). Mentre la sorte di Robbie è lasciata in sospeso, la terza parte - ambientata a Londra e forse ancora più drammatica, a tratti livida come un storia di spettri - è dedicata a Briony, infermiera tirocinante nell'ospedale di S. Thomas. Pur continuando a coltivare le proprie ambizioni letterarie (una sua novella è stata apprezzata ma rifiutata da "Horizon", la rivista di Cyril Connolly), la giovane donna si sta sottoponendo a sforzi fisici massacranti in un consapevole, severo processo di purificazione dell'identità, un volontario obnubilamento dell'immaginazione (Simone Weil, che morì nel 1943 in un ospedale inglese, avrebbe parlato di "decreazione"): è l'inizio di quell'espiazione che coinciderà con una carriera artistica "nota per la sua amoralità", e che ancora nell'epilogo del romanzo, a più di sessant'anni dagli eventi narrati, non può dirsi conclusa.

Nelle sue coordinate essenziali, Espiazione è una riflessione molto profonda sui rischi della fantasia, ma anche sul suo potere salvifico o, più umilmente, riparatore - una sorta di "educazione dell'artista da adolescente": dove però il prezzo della "visione" è così alto che poi non basta una vita per ripagarlo (viene in mente la domanda di Keats alla fine dell' Ode all'usignolo : " Was it a vision or a waking dream? "; ma il romanzo chiede piuttosto: "Può un sogno, cioè un abbaglio, trasformarsi in una visione di verità?"). Le gratificazioni del libro sono numerose, e vanno dall'intreccio ben temperato alla splendida resa dei luoghi e dell'epoca, alle sfaccettature psicologiche, sociali, fisionomiche di un nutrito cast di personaggi, tutti assai ben realizzati - "round" avrebbe detto E.M. Forster (in Aspects of the Novel , 1927), cioè a "tutto tondo". Il richiamo a Forster, il più tradizionale dei grandi "moderni" non è casuale: a diciott'anni Briony ha letto tre volte l'impervio Le onde di Virginia Woolf (1931), ma se c'è un classico del Novecento a cui Espiazione rimanda, è senz'altro il più "facile" Passaggio in India (1924), per analogie sia stilistiche e strutturali (le molte connessioni interne), sia soprattutto tematiche: un accostamento dove è notevole - e forse istruttivo della direzione presa da certa narrativa, diciamo, "postmoderna" nello spirito ma molto classica nelle forme - che il romanzo più recente sopporti un grado di ambiguità molto inferiore, si sforzi insomma, nei limiti del possibile, di far chiarezza morale: senza però mai scadere nel moralismo, la sua colpa restando imperdonabile.


"Avrebbe potuto andare dalla madre subito, rannicchiarsi vicino a lei e mettersi a raccontarle la cronaca della giornata trascorsa. Se l'avesse fatto, non avrebbe mai commesso il suo crimine. Così tante cose non sarebbero accadute, non sarebbe successo nulla, e la carezzevole mano del tempo avrebbe reso la giornata a malapena degna di memoria: la notte in cui i gemelli scapparono di casa."

Difficile parlare di questo romanzo. Innanzitutto perché si tratta (è evidente sin dalle prime pagine) di un'opera completa, che compendia il lavoro fatto dall'autore in questi anni, ma anche perché il tema trattato è degno della tradizione classica, dalla tragedia greca al romanzo russo, ed è al contempo l'inusuale visione maschile di un'esistenza "la femminile".

Tra le opere maggiori della narrativa mondiale troviamo molte storie incentrate sul tema dell'errore, anche involontario. In Espiazione non solo si racconta la genesi di uno sbaglio importante, ma anche quanto questo abbia inciso sulla successiva esistenza di colei che lo ha fatto e di tutti quelli che lo hanno subito.

Nella prima parte del romanzo troviamo magistralmente descritto quel pensiero visionario, tipico dell'adolescenza, in cui pare reale non ciò che lo è, ma ciò che sembra tale. Briony Tallis, la protagonista, al tempo tredicenne, assiste a un litigio, curioso nella forma ma in fondo assolutamente normale, tra la sorella e il futuro fidanzato Robbie. È il primo passo verso il totale travisamento dei fatti, fino all'accusa, infamante e terribile, nei confronti dell'amico. Al centro del dramma sono le parole: quelle che scrive Briony, che vorrebbe diventare autrice di successo, nel segreto della sua stanza, e quelle che scrive Robbie in una lettera di scuse alla sorella Cecilia che la ragazzina disgraziatamente legge. A tutto questo si aggiungono immagini rubate qua e là dall'intimità dei due giovani, che si ricompongono nella mente di Briony formando un puzzle sbagliato ma credibile. In un crescendo di tensione la ragazza identifica in Robbie un maniaco capace di molestare la cuginetta Lola. Per lui ciò significherà anni di carcere e un futuro incerto (ma sempre sostenuto dall'amore della sua Cecilia che non l'ha abbandonato) in cui si affaccia anche la guerra; per lei anni di pentimento ed espiazione, raccontati sino al finale che la vede (è il 1999) settantasettenne condannata alla demenza senile arteriosclerotica che la renderà dimentica di tutto.

Alcuni hanno giudicato Espiazione il capolavoro dell'autore inglese, altri hanno frenato questo entusiasmo. È arduo schierarsi, perché non vi è nulla di sbagliato in questo romanzo e al contempo non vi è nulla di davvero eccezionale. Malgrado il desiderio di assoluta originalità anche il linguaggio e, soprattutto, la forma narrativa che muta con il procedere degli eventi, non sono forse così "straordinari" come alcuni li descrivono. Sia chiaro, si tratta di un romanzo di grande interesse: McEwan non è un autore che si ripete sempre uguale a sé stesso lavoro dopo lavoro, scelta che fanno spesso anche a grandi scrittori e che si rivela rassicurante per i lettori che amano le certezze. McEwan non ci vuole rassicurare, non cerca il consenso preordinato e i canoni già conosciuti. Lasciarsi sorprendere fa parte del gioco.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

Parte prima

Capitolo primo

Lo spettacolo per il quale Briony aveva ideato le locandine, programmi e biglietti, costruito il botteghino con un paravento sbilenco e foderato di carta rossa la cassetta dei soldi, era opera sua, frutto di due giornate di una creatività tanto burrascosa da farle saltare una colazione e un pranzo. Quando ebbe concluso i preparativi, non le restò altro da fare che contemplarne la stesura definitiva e aspettare di veder comparire i suoi cugini dal lontano nord. Ci sarebbe stato un solo giorno di tempo per le prove, prima dell'arrivo di suo fratello. A tratti pungente, spesso disperatamente triste, il dramma narrava una storia di cuore il cui messaggio, racchiuso nel prologo in rima, era che un amore non costruito su fondamenta di grande buonsenso ha il destino segnato. La sconsiderata passione dell'eroina per un malvagio conte straniero naufraga nella sventura allorché la protagonista, Arabella, contrae il colera durante una corsa precipitosa verso una cittadina di mare in compagnia del suo promesso. Abbandonata da lui come da tutti gli altri, costretta a letto in una soffitta, la protagonista scopre in se stessa la forza dell'ironia. La sorte le offre una seconda occasione nella persona di un medico in ristrettezza economiche - in realtà, un principe sotto le mentite spoglie che ha deciso di lavorare tra i bisognosi. L'uomo la guarisce e Arabella, che questa volta sceglie con giudizio, è ricompensata dalla riconciliazione con la sua famiglia e dalle nozze col principe-dottore in una "ventosa giornata di sole primaverile".
La signora Tallis lesse le sette pagine delle Disavventure di Arabella in camera sua, seduta alla toeletta , con un braccio dell'autrice sulla spalla per tutta la durata della lettura. Briony scrutava il viso della madre per non lasciarsi sfuggire il passaggio fugace di un'emozione, ed Emily Tallis stette al gioco producendosi in espressioni allarmate, risatine di gioia e, alla fine, in sorrisi riconoscenti e avveduti cenni di assenso. Prese tra le braccia la figlia, se la sedette in grembo - ah, le tornava alla mente il bel corpicino caldo di quando era piccola, non ancora perduto, non del tutto - e definì la sua commedia "incantevole", acconsentendo subito, con un mormorio soffiato nella spirale stretta dell'orecchio della bambina, che a quell'aggettivo utilizzato sulla locandina da esporre su un cavalletto in ingresso, accanto alla biglietteria.
Briony non poteva saperlo allora, ma quello sarebbe stato l'attimo di maggior successo della sua iniziativa. Niente poté eguagliare il senso di soddisfazione, tutto il resto si ridusse a una serie di sogni e di delusioni. C'erano momenti nelle notti estive in cui, spente le luci e rintanata nel buio accogliente del letto a baldacchino, Briony lasciava battere il proprio cuore al pensiero di fantasticherie luminose e ardenti, di per sé brevi commedie che prevedevano immancabilmente la presenza di Leon. In un caso, la sua faccia grande e cordiale era sconvolta dalla sofferenza di fronte alla solitudine disperata di Arabella. In un altro, eccolo in qualche ritrovo alla moda della capitale mentre, con il bicchiere del cocktail in mano, si vantava con un gruppo di amici dicendo: "Sì, la mia sorellina, Briony Tallis, ne avrete senz'altro sentito parlare". In un terzo, Leon levava in aria un pugno di giubilo mentre il sipario calava, anche se non c'era nessun sipario, era stato impossibile realizzarlo. Il dramma non era destinato ai cugini, bensì al fratello, di cui intendeva festeggiare il ritorno a casa a casa e suscitare l'ammirazione per poi strapparlo alla sventata sequela di fidanzate e indirizzarlo verso una moglie appropriata, quella che lo avrebbe convinto a tornare in campagna, e avrebbe cortesemente richiesto a lei di farle da damigella d'onore.
Briony era una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente perfetto. Mentre la sorella maggiore era una baraonda di libri mai chiusi, vestiti mai ripiegati, un letto mai rifatto e posacenere mai svuotati, quella di Briony era il santuario del demone che la animava: nel modellino di fattoria disposto sul davanzale profondo della finestra figuravano gli animali consueti, ma tutti rivolti in un'unica direzione - quella della loro proprietaria -, quasi che fossero sul punto di levare un canto; perfino le galline erano sistemate rigorosamente in un cerchio. In effetti quella di Briony era la sola camera ordinata al piano di sopra della casa. Le sue bambole, sedute erette nelle loro ville a più stanze, parevano obbedire al preciso ordine di non sfiorare mai le pareti; le file composte e spaziate delle varie figure alte un dito sulla sua toeletta - cowboy, sommozzatori, topi umanoidi - davano l'impressione di un piccolo esercito sull'attenti.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Carlotta

    12/02/2015 18.21.04

    un libro letto tutto d'un fiato; a primo impatto troppo ricco di descrizioni e effimeri dettagli ma andando avanti tutto concorre a edificare un mondo, una vera e propria realtà, in cui ti ritrovi immerso più che come lettore come parte attiva del libro... una capacità magistrale nel descrivere le emozioni dei personaggi, anzi, una capacità magistrale nel descrivere tutto quanto c'è di descrivibile!

  • User Icon

    Luigi

    04/06/2012 12.04.20

    McEwan stupisce per la maestria con cui passa da un registro all'altro... Esempio ne è la brusca ma -nel caso appropriatissima- alternanza tra la prima parte "austeniana" ed il prosieguo dedicato alla cruda rappresentazione della guerra. Romanzo eccellente.

  • User Icon

    Riccardo

    16/01/2012 22.40.15

    Prima parte: collezione Harmony Seconda parte: salvate il soldato Rayan Terza parte: titanic Veramente nulla da raccontare, ma raccontato benissimo,questo bisogna riconoscerlo. Il problema di M. In questo libro è il troppo amore per lo stile che degenera nel manierismo e la mancanza assoluta di originalità nello sviluppo del racconto. La trama poteva essere narrata in maniera compiuta nel giro di 20 pagine, anzichè perdersi in maniacali descriziioni di tappezzerie, arredamenti, paesaggi, abbigliamenti, cosmetici oltre a fauna e flora che li circondano, tanto che ad abbandonar la lettura fui piu volte volto. Peccato, decisamente un'occasione sprecata.

  • User Icon

    Davide

    20/09/2010 09.34.50

    Meraviglioso libro di un grande scrittore. Assolutamente da leggere. Uno dei libri più belli mai letti e il migliore di McEwan. Un romanzo da non perdere. Consiglio anche lo splendido film di Joe Wright tratto da questo immenso capolavoro, ma prima leggete il libro. Indimenticabile.

  • User Icon

    Giuseppe

    05/06/2010 18.45.34

    Ian McEwan ha una capacità incredibile: non racconta storie.. ti ci trascina dentro. E "espiazione" è un romanzo bellissimo. Uno dei più belli degli ultimi vent'anni. Assolutamente da leggere.

  • User Icon

    Gilberto

    03/03/2010 22.51.43

    Non conoscevo McEwan, ed ho scoperto un capolavoro. Uno stile ammaliante, una storia di sentimenti forti ed eterni, descrizioni perfette (ma come si fa a trovarle noiose?), personaggi indimenticabili. Il finale lascia di pietra, ma è l'unico possibile per non cadere nel melenso. Ora ho quasi "paura" a leggere altri libri di McEwan perché sicuramente non mi piaceranno così tanto.

  • User Icon

    Alessandro Aschero

    29/08/2009 22.18.02

    Ritengo che Espiazione di McEwan sia uno dei più bei romanzi mai scritti. Un autentico pilastro della cultura occidentale.

  • User Icon

    Francesca Stella

    18/09/2008 19.55.25

    E'la prima volta che leggo Ian McEwan, ma sento già che è amore a prima vista. Più che definirlo uno scrittore potrei definirlo un 'mago delle parole' per la maestria con cui trasmette immagini e sentimenti dalla sua mente alla mente del lettore, creando le emozioni più forti e le sensazioni più sorprendenti. In Espiazione il gioco del punto di vista è meraviglioso e l'introspezione dei personaggi un vero incanto!

  • User Icon

    Maria

    22/02/2008 15.55.52

    McEwan ancora una volta non ci delude con questo romanzo che ribadisce la casualità degli eventi della vita: basta un errore di valutazione da parte di una bambina per cambiare il destino di una famiglia e rovinare irreparabilmente la vita dei personaggi. Anche il modo di scrivere un pò antiquato contribuisce a rendere più veritiero il racconto che si legge fino alla fine, tutto di un fiato.

  • User Icon

    giulia

    25/01/2008 21.54.58

    it was an interesting combination in a man - intelligence and sheer bulk I fell in love with Robbie Turner... grazie di esistere nella mia mente, forse esisti davvero da qualche parte...? per me è stata un'emozione meravigliosa, mi ha fatto soffrire molto ma mi ha dato tantissimo...grazie grazie grazie

  • User Icon

    Alessia

    04/09/2007 17.10.33

    Ho appena terminato di leggere il libro, ed ho appena finito di asciugare le ultime lacrime che sono scese sul mio viso leggendo le ultime pagine di questo romanzo meraviglioso! Il libro è scorrevole, forse solo un pò lento in alcuni punti, ma superate le prime pagine, si fa difficoltà a smettere di leggere! Pensare che ho letto il libro solo per curiosità, ovvero vidi tempo fa il trailer del film che vi è stato tratto, e ho voluto leggere il libro prima di andare al cinema! Speriamo che quest'ultimo sia all'altezza del libro! Lo consiglio vivamente; molto bella la descrizione di quella parte di guerra che molto spesso ci viene nascosta (sofferenze di soldati, dei loro famigliari e di chi si prodiga nell'aiutarli)!

  • User Icon

    cab

    31/08/2007 19.36.21

    Espiazione è unico. Da lettrice vorace di narrativa contemporanea mondiale, e anche da laureanda con una tesi su questo romanzo! mi ha letteralmente sconvolto leggerne pareri negativi. Se non questo qual'è un romanzo contemporaneo che fa impallidire i suoi concorrenti per stile e struttura narrativa? chi abbia voglia mi può togliere felicemente la curiosità...

  • User Icon

    grazia

    29/08/2007 17.21.37

    Avevo già letto di McEwan "Bambini nel tempo", anni fa. Questo ultimo romanzo l'ho comperato quando uscì e l'ho lasciato nella libreria fino a due settimane fa... Quando ho letto che alla Mostra del Cinema di Venezia la trasposizione di "Atonement" avrebbe aperto il Festival, dal momento che amo molto anche il cinema e andrò sicuramente a vederlo, ho deciso che prima avrei dovuto leggere il libro. E così ho fatto... Lo trovo davvero emozionante; i personaggi, quelli femminili soprattutto, sono ben tagliati, la loro psicologia è dettagliata e precisa;la descrizione dei paesaggi intorno a Villa Tallis e soprattutto della devastazione della guerra in cui Robbie è catapultato, nella seconda parte che si svolge in Francia, lascia senza parole. L'ho letto tutto d'un fiato... non vedevo l'ora di riprenderlo in mano , anche se, alla fine, ti lascia un profondo dolore dentro, come una morsa allo stomaco.Conto di rileggerlo quanto prima. Sono proprio curiosa di vedere il film, adesso!Difficilissimo confronto, comunque.

  • User Icon

    Roberta

    27/08/2007 16.24.03

    é magnifico...ho pianto e per giorni sono stati dentro di me...ho sperato con tutto il cuore che nn fosse vero...che ci fosse altro che espiazione, ma ahimè il mio animo è stato toccato profondamente da questo capolavoro

  • User Icon

    andrea

    05/12/2006 17.31.31

    L'ho appena finito e già mi manca..sono in ufficio (non dovrei dirlo) e anch'io ho divorato le ultime pagine come raramente mi è successo. In particolare mi rimarrà impressa Villa Tallis, me la sono immaginata in maniera vivida ed è come se avessi soggiornato nelle sue stanze , grazie alle magnifiche descrizioni dello scrittore così piene di poesia. Bello e triste ma pieno di vita!

  • User Icon

    valentina giomma

    30/01/2006 17.36.04

    In questo romanzo McEwan rielabora i temi più importanti della sua produzione quali l’iniziazione sessuale, la perdita dell’innocenza adolescenziale e le devastanti conseguenze del conflitto mondiale che lo scrittore aveva già sperimentato nei primi racconti First Love, Last Rites e successivamente nei romanzi The Cement Garden, The Comfort of Strangers, Child in Ttime, The Innocent, Black Dogs, Enduring Love e Amsterdam. Ispirato dalle desolate case Dickensiane di Great Expectations e Bleak House, McEwan trasforma la tradizionale country house in una vera e propria casa degli orrori, luogo ideale per le inquietanti scene di crudeltà domestiche con cui rappresenta le ansie e il degrado dell’uomo e della società contemporanea. L’ambientazione idilliaca e il simbolo del giardino edenico della tradizione letteraria inglese da Mansfield Park a Brideshead Revisited ritornano in questo romanzo con la country house Tallis Home, dove Briony, adolescente impegnata nella rappresentazione teatrale del melodramma The Trials of Arabella per il ritorno a casa del fratello Leon, detta le regole del suo mondo perfetto, costruito nelle prime pagine del romanzo. L’iniziazione di Briony che si avvicina al mondo degli adulti e scopre di essere una scrittrice, pagando il caro prezzo della sua fervida immaginazione, con cui commette il primo dei crimini del romanzo, prosegue verso la ricerca dell’impossibile espiazione del crimine commesso in gioventù.

  • User Icon

    Patroclo

    15/12/2005 11.58.41

    qui chi espia é soprattutto il lettore. Mc Ewan, pur con il suo indubbio mestiere, ha sbagliato qui quasi tutto, a partire dal personaggio principale, di rara odiositá e antipatia.

  • User Icon

    Angela

    10/07/2005 17.30.58

    Secondo me è un capolavoro assoluto, il miglior libro scritto da McEwan: resterà nella storia della letteratura, come il suo bravissimo autore.

  • User Icon

    guido

    30/05/2005 15.30.43

    Un esercizio letterario ben riuscito. Non mi sembra che Mc Ewan abbia molto da dire oramai, ma continua a dirlo benissimo.

  • User Icon

    Helvetia

    19/03/2005 18.31.59

    È il primo romanzo di Ian McEWAN che leggo, e francamente non sono molto soddisfatto. Fatico a comprendere la scelta di condire ogni frase con l'ausilio di interminabili e discutibili descrizioni iper dettagliate... Tuttavia trovo assolutamente affascinante la parte seconda, la desrizione della guerra, o meglio della ritirata è sorprendente; la noia che quasi mi impediva di concludere la lettura della prima parte è svanita. Mi sono ritrovato a leggere senza freni, perdendo il senso del tempo, in compelta balia delle sensazioni, della paure, delle passioni del personaggio che avvolgono il lettore impedendone ogni "via di fuga". Ora però son giunto alla parte finale vale a dire la parte terza, ed un presentimento mi assale: che la seconda parte fosse solo una fiammata all'interno di un noioso romanzo? Non si sa, tanto vale continuare a leggere...

Vedi tutte le 35 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione