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Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 388 p.
  • EAN: 9788806219635
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"Avrebbe potuto andare dalla madre subito, rannicchiarsi vicino a lei e mettersi a raccontarle la cronaca della giornata trascorsa. Se l'avesse fatto, non avrebbe mai commesso il suo crimine. Così tante cose non sarebbero accadute, non sarebbe successo nulla, e la carezzevole mano del tempo avrebbe reso la giornata a malapena degna di memoria: la notte in cui i gemelli scapparono di casa."

Difficile parlare di questo romanzo. Innanzitutto perché si tratta (è evidente sin dalle prime pagine) di un'opera completa, che compendia il lavoro fatto dall'autore in questi anni, ma anche perché il tema trattato è degno della tradizione classica, dalla tragedia greca al romanzo russo, ed è al contempo l'inusuale visione maschile di un'esistenza "la femminile".

Tra le opere maggiori della narrativa mondiale troviamo molte storie incentrate sul tema dell'errore, anche involontario. In Espiazione non solo si racconta la genesi di uno sbaglio importante, ma anche quanto questo abbia inciso sulla successiva esistenza di colei che lo ha fatto e di tutti quelli che lo hanno subito.

Nella prima parte del romanzo troviamo magistralmente descritto quel pensiero visionario, tipico dell'adolescenza, in cui pare reale non ciò che lo è, ma ciò che sembra tale. Briony Tallis, la protagonista, al tempo tredicenne, assiste a un litigio, curioso nella forma ma in fondo assolutamente normale, tra la sorella e il futuro fidanzato Robbie. È il primo passo verso il totale travisamento dei fatti, fino all'accusa, infamante e terribile, nei confronti dell'amico. Al centro del dramma sono le parole: quelle che scrive Briony, che vorrebbe diventare autrice di successo, nel segreto della sua stanza, e quelle che scrive Robbie in una lettera di scuse alla sorella Cecilia che la ragazzina disgraziatamente legge. A tutto questo si aggiungono immagini rubate qua e là dall'intimità dei due giovani, che si ricompongono nella mente di Briony formando un puzzle sbagliato ma credibile. In un crescendo di tensione la ragazza identifica in Robbie un maniaco capace di molestare la cuginetta Lola. Per lui ciò significherà anni di carcere e un futuro incerto (ma sempre sostenuto dall'amore della sua Cecilia che non l'ha abbandonato) in cui si affaccia anche la guerra; per lei anni di pentimento ed espiazione, raccontati sino al finale che la vede (è il 1999) settantasettenne condannata alla demenza senile arteriosclerotica che la renderà dimentica di tutto.

Alcuni hanno giudicato Espiazione il capolavoro dell'autore inglese, altri hanno frenato questo entusiasmo. È arduo schierarsi, perché non vi è nulla di sbagliato in questo romanzo e al contempo non vi è nulla di davvero eccezionale. Malgrado il desiderio di assoluta originalità anche il linguaggio e, soprattutto, la forma narrativa che muta con il procedere degli eventi, non sono forse così "straordinari" come alcuni li descrivono. Sia chiaro, si tratta di un romanzo di grande interesse: McEwan non è un autore che si ripete sempre uguale a sé stesso lavoro dopo lavoro, scelta che fanno spesso anche a grandi scrittori e che si rivela rassicurante per i lettori che amano le certezze. McEwan non ci vuole rassicurare, non cerca il consenso preordinato e i canoni già conosciuti. Lasciarsi sorprendere fa parte del gioco.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

Parte prima

Capitolo primo

Lo spettacolo per il quale Briony aveva ideato le locandine, programmi e biglietti, costruito il botteghino con un paravento sbilenco e foderato di carta rossa la cassetta dei soldi, era opera sua, frutto di due giornate di una creatività tanto burrascosa da farle saltare una colazione e un pranzo. Quando ebbe concluso i preparativi, non le restò altro da fare che contemplarne la stesura definitiva e aspettare di veder comparire i suoi cugini dal lontano nord. Ci sarebbe stato un solo giorno di tempo per le prove, prima dell'arrivo di suo fratello. A tratti pungente, spesso disperatamente triste, il dramma narrava una storia di cuore il cui messaggio, racchiuso nel prologo in rima, era che un amore non costruito su fondamenta di grande buonsenso ha il destino segnato. La sconsiderata passione dell'eroina per un malvagio conte straniero naufraga nella sventura allorché la protagonista, Arabella, contrae il colera durante una corsa precipitosa verso una cittadina di mare in compagnia del suo promesso. Abbandonata da lui come da tutti gli altri, costretta a letto in una soffitta, la protagonista scopre in se stessa la forza dell'ironia. La sorte le offre una seconda occasione nella persona di un medico in ristrettezza economiche - in realtà, un principe sotto le mentite spoglie che ha deciso di lavorare tra i bisognosi. L'uomo la guarisce e Arabella, che questa volta sceglie con giudizio, è ricompensata dalla riconciliazione con la sua famiglia e dalle nozze col principe-dottore in una "ventosa giornata di sole primaverile".
La signora Tallis lesse le sette pagine delle Disavventure di Arabella in camera sua, seduta alla toeletta , con un braccio dell'autrice sulla spalla per tutta la durata della lettura. Briony scrutava il viso della madre per non lasciarsi sfuggire il passaggio fugace di un'emozione, ed Emily Tallis stette al gioco producendosi in espressioni allarmate, risatine di gioia e, alla fine, in sorrisi riconoscenti e avveduti cenni di assenso. Prese tra le braccia la figlia, se la sedette in grembo - ah, le tornava alla mente il bel corpicino caldo di quando era piccola, non ancora perduto, non del tutto - e definì la sua commedia "incantevole", acconsentendo subito, con un mormorio soffiato nella spirale stretta dell'orecchio della bambina, che a quell'aggettivo utilizzato sulla locandina da esporre su un cavalletto in ingresso, accanto alla biglietteria.
Briony non poteva saperlo allora, ma quello sarebbe stato l'attimo di maggior successo della sua iniziativa. Niente poté eguagliare il senso di soddisfazione, tutto il resto si ridusse a una serie di sogni e di delusioni. C'erano momenti nelle notti estive in cui, spente le luci e rintanata nel buio accogliente del letto a baldacchino, Briony lasciava battere il proprio cuore al pensiero di fantasticherie luminose e ardenti, di per sé brevi commedie che prevedevano immancabilmente la presenza di Leon. In un caso, la sua faccia grande e cordiale era sconvolta dalla sofferenza di fronte alla solitudine disperata di Arabella. In un altro, eccolo in qualche ritrovo alla moda della capitale mentre, con il bicchiere del cocktail in mano, si vantava con un gruppo di amici dicendo: "Sì, la mia sorellina, Briony Tallis, ne avrete senz'altro sentito parlare". In un terzo, Leon levava in aria un pugno di giubilo mentre il sipario calava, anche se non c'era nessun sipario, era stato impossibile realizzarlo. Il dramma non era destinato ai cugini, bensì al fratello, di cui intendeva festeggiare il ritorno a casa a casa e suscitare l'ammirazione per poi strapparlo alla sventata sequela di fidanzate e indirizzarlo verso una moglie appropriata, quella che lo avrebbe convinto a tornare in campagna, e avrebbe cortesemente richiesto a lei di farle da damigella d'onore.
Briony era una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente perfetto. Mentre la sorella maggiore era una baraonda di libri mai chiusi, vestiti mai ripiegati, un letto mai rifatto e posacenere mai svuotati, quella di Briony era il santuario del demone che la animava: nel modellino di fattoria disposto sul davanzale profondo della finestra figuravano gli animali consueti, ma tutti rivolti in un'unica direzione - quella della loro proprietaria -, quasi che fossero sul punto di levare un canto; perfino le galline erano sistemate rigorosamente in un cerchio. In effetti quella di Briony era la sola camera ordinata al piano di sopra della casa. Le sue bambole, sedute erette nelle loro ville a più stanze, parevano obbedire al preciso ordine di non sfiorare mai le pareti; le file composte e spaziate delle varie figure alte un dito sulla sua toeletta - cowboy, sommozzatori, topi umanoidi - davano l'impressione di un piccolo esercito sull'attenti.

Recensioni dei clienti

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    Ci sono da espiare le colpe assegnate in modo isterico e definitivo da una ragazzina sciocca e viziata. Pagheranno tutti. Alla ragazzina non basterà la vita per estinguere il debito. Intenso romanzo di impianto classico, ispirato, ben scritto, coinvolgente, elegante. Alcuni personaggi sono "già visti": l'eroe involontario sotto le bombe della seconda guerra mondiale; le crocerossine improvvisate; gli uomini dediti al lucro riconoscibili da una spudorata bruttezza esteriore. Alcuni intrecci sono "già letti". Più interessanti alcuni personaggi secondari: Emily, fragile matrona costretta all'immobilità da feroci emicranie; Lola, adolescente ambigua ed abusata. Valgono la lettura, da sole, le descrizioni raffinate di dettagli volgari e insignificanti.

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    Carlotta

    12/02/2015 18:21:04

    un libro letto tutto d'un fiato; a primo impatto troppo ricco di descrizioni e effimeri dettagli ma andando avanti tutto concorre a edificare un mondo, una vera e propria realtà, in cui ti ritrovi immerso più che come lettore come parte attiva del libro... una capacità magistrale nel descrivere le emozioni dei personaggi, anzi, una capacità magistrale nel descrivere tutto quanto c'è di descrivibile!

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    GianniF.

    24/10/2014 12:59:12

    Grande romanzo! Grande scrittore, degno di figurare tra migliori del XX secolo. Un romanzo crudele, triste ma di una rara completezza: amore, cattiveria, generosita', invidia, ipocrisia, tutto il bene ed il male dell'umanita' e' qui rappresentato. Pagine stupende, la dolce campagna inglese, la tragica ritirata inglese a Dunquerque, i drammi personali dei feriti di guerra negli ospedali e sopratutto l'amore indistruttibile di due figure gigantesche indimenticabii e sole contro tutti. Un romanzo da mettere nella propria biblioteca tra i capolavori!

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    Luigi

    04/06/2012 12:04:20

    McEwan stupisce per la maestria con cui passa da un registro all'altro... Esempio ne è la brusca ma -nel caso appropriatissima- alternanza tra la prima parte "austeniana" ed il prosieguo dedicato alla cruda rappresentazione della guerra. Romanzo eccellente.

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    Riccardo

    16/01/2012 22:40:15

    Prima parte: collezione Harmony Seconda parte: salvate il soldato Rayan Terza parte: titanic Veramente nulla da raccontare, ma raccontato benissimo,questo bisogna riconoscerlo. Il problema di M. In questo libro è il troppo amore per lo stile che degenera nel manierismo e la mancanza assoluta di originalità nello sviluppo del racconto. La trama poteva essere narrata in maniera compiuta nel giro di 20 pagine, anzichè perdersi in maniacali descriziioni di tappezzerie, arredamenti, paesaggi, abbigliamenti, cosmetici oltre a fauna e flora che li circondano, tanto che ad abbandonar la lettura fui piu volte volto. Peccato, decisamente un'occasione sprecata.

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    Davide

    20/09/2010 09:34:50

    Meraviglioso libro di un grande scrittore. Assolutamente da leggere. Uno dei libri più belli mai letti e il migliore di McEwan. Un romanzo da non perdere. Consiglio anche lo splendido film di Joe Wright tratto da questo immenso capolavoro, ma prima leggete il libro. Indimenticabile.

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    Giuseppe

    05/06/2010 18:45:34

    Ian McEwan ha una capacità incredibile: non racconta storie.. ti ci trascina dentro. E "espiazione" è un romanzo bellissimo. Uno dei più belli degli ultimi vent'anni. Assolutamente da leggere.

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    Gilberto

    03/03/2010 22:51:43

    Non conoscevo McEwan, ed ho scoperto un capolavoro. Uno stile ammaliante, una storia di sentimenti forti ed eterni, descrizioni perfette (ma come si fa a trovarle noiose?), personaggi indimenticabili. Il finale lascia di pietra, ma è l'unico possibile per non cadere nel melenso. Ora ho quasi "paura" a leggere altri libri di McEwan perché sicuramente non mi piaceranno così tanto.

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    Alessandro Aschero

    29/08/2009 22:18:02

    Ritengo che Espiazione di McEwan sia uno dei più bei romanzi mai scritti. Un autentico pilastro della cultura occidentale.

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    Francesca Stella

    18/09/2008 19:55:25

    E'la prima volta che leggo Ian McEwan, ma sento già che è amore a prima vista. Più che definirlo uno scrittore potrei definirlo un 'mago delle parole' per la maestria con cui trasmette immagini e sentimenti dalla sua mente alla mente del lettore, creando le emozioni più forti e le sensazioni più sorprendenti. In Espiazione il gioco del punto di vista è meraviglioso e l'introspezione dei personaggi un vero incanto!

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    Maria

    22/02/2008 15:55:52

    McEwan ancora una volta non ci delude con questo romanzo che ribadisce la casualità degli eventi della vita: basta un errore di valutazione da parte di una bambina per cambiare il destino di una famiglia e rovinare irreparabilmente la vita dei personaggi. Anche il modo di scrivere un pò antiquato contribuisce a rendere più veritiero il racconto che si legge fino alla fine, tutto di un fiato.

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    giulia

    25/01/2008 21:54:58

    it was an interesting combination in a man - intelligence and sheer bulk I fell in love with Robbie Turner... grazie di esistere nella mia mente, forse esisti davvero da qualche parte...? per me è stata un'emozione meravigliosa, mi ha fatto soffrire molto ma mi ha dato tantissimo...grazie grazie grazie

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    Alessia

    04/09/2007 17:10:33

    Ho appena terminato di leggere il libro, ed ho appena finito di asciugare le ultime lacrime che sono scese sul mio viso leggendo le ultime pagine di questo romanzo meraviglioso! Il libro è scorrevole, forse solo un pò lento in alcuni punti, ma superate le prime pagine, si fa difficoltà a smettere di leggere! Pensare che ho letto il libro solo per curiosità, ovvero vidi tempo fa il trailer del film che vi è stato tratto, e ho voluto leggere il libro prima di andare al cinema! Speriamo che quest'ultimo sia all'altezza del libro! Lo consiglio vivamente; molto bella la descrizione di quella parte di guerra che molto spesso ci viene nascosta (sofferenze di soldati, dei loro famigliari e di chi si prodiga nell'aiutarli)!

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    cab

    31/08/2007 19:36:21

    Espiazione è unico. Da lettrice vorace di narrativa contemporanea mondiale, e anche da laureanda con una tesi su questo romanzo! mi ha letteralmente sconvolto leggerne pareri negativi. Se non questo qual'è un romanzo contemporaneo che fa impallidire i suoi concorrenti per stile e struttura narrativa? chi abbia voglia mi può togliere felicemente la curiosità...

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    grazia

    29/08/2007 17:21:37

    Avevo già letto di McEwan "Bambini nel tempo", anni fa. Questo ultimo romanzo l'ho comperato quando uscì e l'ho lasciato nella libreria fino a due settimane fa... Quando ho letto che alla Mostra del Cinema di Venezia la trasposizione di "Atonement" avrebbe aperto il Festival, dal momento che amo molto anche il cinema e andrò sicuramente a vederlo, ho deciso che prima avrei dovuto leggere il libro. E così ho fatto... Lo trovo davvero emozionante; i personaggi, quelli femminili soprattutto, sono ben tagliati, la loro psicologia è dettagliata e precisa;la descrizione dei paesaggi intorno a Villa Tallis e soprattutto della devastazione della guerra in cui Robbie è catapultato, nella seconda parte che si svolge in Francia, lascia senza parole. L'ho letto tutto d'un fiato... non vedevo l'ora di riprenderlo in mano , anche se, alla fine, ti lascia un profondo dolore dentro, come una morsa allo stomaco.Conto di rileggerlo quanto prima. Sono proprio curiosa di vedere il film, adesso!Difficilissimo confronto, comunque.

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    Roberta

    27/08/2007 16:24:03

    é magnifico...ho pianto e per giorni sono stati dentro di me...ho sperato con tutto il cuore che nn fosse vero...che ci fosse altro che espiazione, ma ahimè il mio animo è stato toccato profondamente da questo capolavoro

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    andrea

    05/12/2006 17:31:31

    L'ho appena finito e già mi manca..sono in ufficio (non dovrei dirlo) e anch'io ho divorato le ultime pagine come raramente mi è successo. In particolare mi rimarrà impressa Villa Tallis, me la sono immaginata in maniera vivida ed è come se avessi soggiornato nelle sue stanze , grazie alle magnifiche descrizioni dello scrittore così piene di poesia. Bello e triste ma pieno di vita!

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    valentina giomma

    30/01/2006 17:36:04

    In questo romanzo McEwan rielabora i temi più importanti della sua produzione quali l’iniziazione sessuale, la perdita dell’innocenza adolescenziale e le devastanti conseguenze del conflitto mondiale che lo scrittore aveva già sperimentato nei primi racconti First Love, Last Rites e successivamente nei romanzi The Cement Garden, The Comfort of Strangers, Child in Ttime, The Innocent, Black Dogs, Enduring Love e Amsterdam. Ispirato dalle desolate case Dickensiane di Great Expectations e Bleak House, McEwan trasforma la tradizionale country house in una vera e propria casa degli orrori, luogo ideale per le inquietanti scene di crudeltà domestiche con cui rappresenta le ansie e il degrado dell’uomo e della società contemporanea. L’ambientazione idilliaca e il simbolo del giardino edenico della tradizione letteraria inglese da Mansfield Park a Brideshead Revisited ritornano in questo romanzo con la country house Tallis Home, dove Briony, adolescente impegnata nella rappresentazione teatrale del melodramma The Trials of Arabella per il ritorno a casa del fratello Leon, detta le regole del suo mondo perfetto, costruito nelle prime pagine del romanzo. L’iniziazione di Briony che si avvicina al mondo degli adulti e scopre di essere una scrittrice, pagando il caro prezzo della sua fervida immaginazione, con cui commette il primo dei crimini del romanzo, prosegue verso la ricerca dell’impossibile espiazione del crimine commesso in gioventù.

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    Patroclo

    15/12/2005 11:58:41

    qui chi espia é soprattutto il lettore. Mc Ewan, pur con il suo indubbio mestiere, ha sbagliato qui quasi tutto, a partire dal personaggio principale, di rara odiositá e antipatia.

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    Angela

    10/07/2005 17:30:58

    Secondo me è un capolavoro assoluto, il miglior libro scritto da McEwan: resterà nella storia della letteratura, come il suo bravissimo autore.

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