Categorie

Luciano Canfora

Editore: Mondadori
Collana: Frecce
Anno edizione: 2007
Pagine: 104 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804563211
Non c'è molto di nuovo sotto il sole, dice Luciano Canfora, quando si guarda all'attuale politica americana verso Afghanistan e Iraq. L'attacco motivato dalle più sacre intenzioni – per ragioni di propaganda e presentabilità – aveva già contraddistinto gli ateniesi del V secolo a.C. nei loro rapporti con i Sami e i Meli. Atene aveva infatti punito con crudeltà queste due popolazioni, ree di non volerla appoggiare nella lotta contro i Lacedemoni, proclamandosi in lotta per la libertà dei popoli ellenici. Da parte sua, all'inizio della guerra del Peloponneso, anche Sparta aveva promesso la libertà a quanti si fossero battuti contro Atene, per poi conculcarla in modo sistematico dopo avere sconfitto appunto Atene. In sostanza, seguendo una sorta di Realpolitik, per conseguire i loro scopi imperialistici Sparta e Atene tendevano entrambe a presentarsi come paladine della libertà presso i circonvicini con il fine di vedersene riconoscere un'altra, ben più remunerativa: la libertà d'azione. Lo stesso Napoleone godette dell'immagine del liberatore, anche fra intellettuali della statura di Foscolo o di Beethoven, almeno fino al 1802-1803. Discorso analogo si può fare, secondo Canfora, per Stalin. L'autore, che non approfondisce molti spunti per l'evidente urgenza di spostarsi sull'oggi, conclude rilevando che "procedure di esportazione manu militari di un modello politico-sociale (considerato irrinunciabile e perciò meritevole persino di un disastroso crollo d'immagine) non si possono ripetere più volte". Propone infine una lettera di Khomeini a Gorbacëv, datata 1° gennaio 1989, sull'ineluttabile fine del comunismo, documento di considerevole interesse.
  Daniele Rocca

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Ivano

    19/10/2016 15.32.41

    Canfora rilegge in chiave moderna la storia partendo dalla Grecia Antica delle polis per giungere al ventesimo secolo, evidenziando in modo sintetico ma efficace quanto il quotidiano e abusato concetto di "esportare la libertà" non sia né fondato, né tanto meno innovativo. Un ottimo saggio ricco anche di curiosità poco conosciute, che fa riflettere su come il mondo di oggi sia il risultato di una serie di scelte fatte da persone che si ritengono superiori alle altre.

  • User Icon

    Davide

    28/04/2007 19.49.20

    Un ottimo saggio, come nella miglior tradizione del Professor Canfora. Le vicende raccontate nei capitoli mettono in luce come il programma di esportazione di idealità e di modelli politici ("libertà", "democrazia", "socialismo", ecc.) copra in realtà esigenze di potenza.

  • User Icon

    Dario Giorgianni

    16/04/2007 11.19.08

    E' una tematica interessante.Non appena ho letto il titolo mi è subito tornata in mente quella famosa frase di Tacito :"Ubi solitudinem faciunt,pacem appellant". Il progetto di esportare la libertà,sebbene sia banale a dirsi,ha sempre in se una doppia finalità :il potere. Ma non è solo questo.Entrano in gioco anche aspetti economici,sociali e strategico - militari.In questa grande guerra globale,chi è più forte deve insegnare a vivere a chi,secondo la credenza comune,non è in grado di farlo.Ma il punto è uno : la legittimazione.Chi mi da il potere di dire chi sa vivere e chi no?L'argomento è lungo e qui non è il caso affrontarlo.Grazie comunque al Prof. Canfora per averci offerto questa eccellente ricostruzione storica,unita ad un commento esaustivo sull'argomento.

  • User Icon

    Luca

    23/03/2007 22.54.13

    Un capolavoro di analisi "realpolitika". La Storia delle pelosissime filantropie interstatali, delle "sacrosante" esportazioni di qualsivoglia Bene Politico, dei soggiogamenti geoeconomici e geopolitici, della Politica di Potenza, alla luce dei fatti ricorrenti e dei Leitmotiv retorici ideologici giustificazionistici. La fagocitosi senza cosmesi. La Storia senza Retorica.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione