L' estate alla fine del secolo

Fabio Geda

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Editore: Dalai Editore
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 23 aprile 2013
Pagine: 278 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788867620999
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Gaia la libraia

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Nell'estate del 1999 un nonno e un nipote si incontrano per la prima volta, dopo che una lunga serie di incomprensioni li ha tenuti distanti. Il nonno, ebreo, nato il diciassette novembre 1938, giorno in cui in Italia vengono promulgate le leggi razziali, ha trascorso la propria vita senza sentirsi autorizzato a esistere. Andato in pensione al termine di una brillante carriera come consulente, si ritira nella borgata di montagna dove durante la guerra si era rifugiato con la sua famiglia e dove vuole morire. Il ragazzino, un preadolescente sensibile ed estroverso, appassionato di fumetti, che viene affidato a lui perché il padre, malato, deve sottoporsi a una delicata terapia, entra in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione in modo perentorio e imprevisto. Così, mentre sulle rive del lago artificiale in cui si specchia il paesino il giovane verrà in contatto con il proprio passato e con il proprio futuro, il nonno riceverà, tramite lui, quell'iniziazione gioiosa alla vita che la Storia gli aveva negato, riuscendo, forse, al crepuscolo del secolo, a non essere più un fantasma.
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    Gabriele

    04/01/2020 21:24:58

    Un libro che lascia il segno: poetico, emozionante, con una tecnica letteraria degna di nota, che incrocia le storie di tre generazioni, ed in particolare il rapporto tra nonno e nipote. Occorrerebbe far leggere libri simili a scuola.

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    Andrea

    26/11/2019 22:43:06

    Bellissimo. Il mio primo Geda. Una storia di grande sensibilità e indimenticabile

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    Renzo Montagnoli

    03/11/2019 05:43:04

    Agli inizi il libro ci presenta Zeno, un ragazzino che vive in Sicilia e il cui padre, colpito da una grave forma leucemica, deve farsi curare in un ospedale di Genova. E’ una famiglia raccolta, tanto che la madre decide di andare pure lei a Genova, portandosi dietro il ragazzino. Ma a chi affidarlo, perché stante la giovane età ci deve sempre essere l’occhio attento di un adulto? Non trova di meglio che consegnarlo a suo padre, che vive in un paesino di montagna, sempre in Liguria, e con cui i rapporti sono freddi da anni, tanto che Zeno non sa nemmeno di avere un nonno materno. L’incontro fra l’anziano, ebreo che ha dovuto penare durante la guerra per il solo fatto di appartenere a una razza perseguitata, e il giovane Zeno sarà foriero di grandi sviluppi, tanto che il primo riuscirà a rivedere la vita con quella gioia che l’assurdo odio nazifascista gli aveva impedito, e il secondo, conoscendo le sue radici, grazie ai racconti del nonno, potrà affacciarsi nel mondo degli adulti consapevole e senza paure. Grosso modo è questa la trama del libro, suddiviso in capitoli in cui si alternano il racconto della vita trascorsa del vecchio e l’esperienza che va maturando il ragazzino: l’amicizia, il primo amore, la paura di perdere il padre, la vita misteriosa del nonno che, svelandosi, gli fa apparire da un’ottica diversa quell’uomo che, di primo acchito, gli era sembrato scostante nel suo quasi totale silenzio. Il romanzo è interessante, non c’è dubbio, e l’idea è azzeccata, anche se il suo sviluppo non è scevro da difetti, perché il raccordo fra presente e passato a volte non è ben calibrato e si corre il rischio di confondersi, evidenziando così una struttura non studiata con la dovuta attenzione; quel che però mi è piaciuto di meno è stata la mancanza di un’analisi psicologica approfondita del nonno e della figlia, personaggi chiave nel loro rapporto. Per concludere, il romanzo è di piacevole lettura, anche se il mio giudizio nell’insieme è solo discreto.

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    marina2086

    17/09/2019 13:07:21

    Primo libro che leggo di questo autore ed è stata una gran bella scoperta! Mi sono affezionata ai personaggi, e soprattutto al nonno Simone che, con i racconti da perseguitato nazista, essendo lui ebreo, mi ha fatto rivivere cosa quella povera gente possa aver patito, ma sotto un'altra chiave, in un altro modo. Non si tratta, a mio parere del "solito" racconto di persecuzione razziale, ma più che altro di quello che accade dopo, nell'anima e nella testa di chi resta.. Alla fine mi ha strappato anche una lacrima.. Insomma, a mio parere libro consigliatissimo!!

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    Paola

    05/07/2019 12:04:34

    Bel romanzo.

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    Maria Cristina

    07/04/2019 08:36:17

    É il primo libro che leggo di Fabio Geda. Consigliato assolutamente. Trama fluida ed emozionante

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    Paola

    08/03/2019 14:56:38

    Ho conosciuto Fabio Geda quando ho letto quello che probabilmente è stato il suo libro di maggior successo "nel mare ci sono i coccodrilli" che mi è piaciuto molto. Mi sono interessata maggiormente a lui leggendo la sua biografia e il fatto che per anni abbia esercitato quello che è il lavoro di mio figlio me lo ha fatto sentire caro. Ho così acquistato tutti i suoi romanzi che ho letto con curiosità. Li ho apprezzati tutti ma volendo fare una classifica metto "l'estate alla fine del secolo" al primo posto. Quando ho visto che su IBS questo titolo è andato al 50% ne ho ordinato 20 copie tra rilegato e brossura che ho utilizzato come regalini di Natale per colleghe/i ed amiche. In diversi l'hanno già letto e mi hanno ringraziato ulteriormente per il regalo ricevuto. E' sempre bello regalare libri ma soprattutto quando il libro che si regala è di qualità!

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    Marco

    11/12/2018 15:28:48

    Un buon libro che ci ricorda ancora oggi quanto sia difficile, ma straordinario, il rapporto tra le generazioni.

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    Ross

    19/09/2018 16:36:17

    Un incontro tra passato, presente e futuro, un rapporto tra nonno e nipote che si costruisce, poco alla volta e giorno dopo giorno, fatto di piccole cose e di poche parole, che riusciranno però a restituire la gioia di vivere a chi non ne aveva più e si rifugiava nel passato sentendosi estraneo al mondo. Fabio Geda, con il suo stile chiaro e scorrevole eppure al contempo delicato ed accogliente, ci racconta di argomenti "tosti" come la guerra, la memoria, la malattia e, ancora una volta, lo fa anche attraverso gli occhi di un ragazzino: un libro intenso, pieno di suggestioni ed emozioni, che difficilmente può non piacere e non entrare nel cuore del lettore.

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    Tomas

    02/06/2018 05:22:36

    Primo ed ultimo lavoro che leggo di questo autore. Troppo meloso, scontato, mi sembrava in certi passaggi Mark Twain con Tom Sawyer, forse va bene da leggere per non pensare

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    n.d.

    03/02/2018 11:42:11

    Interessante, una storia ben raccontata. L'ho letto velocemente e mi ha tenuta legata fino all'ultima pagina

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    angelo

    13/05/2017 16:37:29

    Ingredienti: un dodicenne siciliano appassionato di fumetti, un sessantenne ligure solitario e laconico, l’estate del ’99 a farli conoscere e convivere, due infanzie in parallelo a 40 anni di distanza. Consigliato: a chi ha seminato il raccolto di una vita intera in una sola stagione, a chi ha nostalgia dei racconti magici dei nonni.

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    ferdi

    02/02/2015 18:25:45

    bel romanzo di formazione con tutti i limiti ed i pregi del genere...confesso che se l'avessi letto a 18 anni me ne sarei innamorato...a 51 mi lascia meno entusiasmo...però non posso esimermi dal conferirgli almeno 3 pallini e mezzo, anche se non si può...in ricordo dell'adolescenza (la mia) che fu...per empatia e compartecipazione, perchè con la storia qui raccontata non ho nulla da sparire...ahimè!

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    Cristiana

    12/10/2014 18:26:59

    E' un romanzo per "giovani adulti", e anche se questo non è necessariamente un limite (grandi capolavori lo sono, come l'isola del tesoro ecc.), questo libro è troppo ingenuo per essere apprezzato da adulti non troppo giovani. I due personaggi principali sono uno troppo giovane (anche se il narratore è ormai adulto) e l'altro troppo chiuso in se stesso e purtroppo anche sconosciuto a se stesso; la psicologia dei personaggi rimane appena accennata e non ci sarebbe niente di male neppure in questo se i temi affrontati non fossero, come invece sono, temi pesanti: la morte, il suicidio, la malattia, la solitudine. Non sono temi affrontati come si deve in questo libro: é questo il suo grosso limite.

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    Roberto

    15/12/2012 22:40:18

    E' il primo approccio a Fabio Geda, ne sono stato favorevolmente colpito; alcuni passaggi sono davvero emozionanti per intensità. Non mancherò di leggere gli altri romanzi. Complimenti all'autore!

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    Jules

    12/12/2012 23:05:06

    Dopo "per il resto del viaggio ho sparato agli indiani" e "nel mare ci sono i coccodrilli" Fabio Geda cambia totalmente tema e si conferma uno dei migliori giovani romanzieri italiani. Gran bel libro.

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    elena

    29/08/2012 16:43:07

    bel libro! mi ha lasciato un senso di tristezza...

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    Daria

    09/08/2012 13:36:46

    Mi è rimasto nel cuore. Intimo, profondo,scrittura chiara e precisa. Così come "nel mare ci sono i coccodrilli" lo consiglio come un ottimo libro da leggere! Bravo Fabio!

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    Sabrina Candussio

    08/08/2012 16:53:23

    Vicinanze e distanze, questo il tema del libro, della vita. Le parole dette, i pensieri non espressi e i mondi che il loro eco apre nelle feritoie delle persone, scavando a volte tutta la vita, come acqua nelle grotte. Una vita che urla di essere accolta ed è un dolore che non riesci nemmeno a definire, figuriamoci a contenere. Ti stupisci di essere vivo, ma è vita anche quando diventi le cose attorno a te. Credi che se non ti vedono, non esisti e se non esisti non puoi soffrire, allora impari a dissolverti,ti alleni a scomparire, al massimo ti attacchi e confondi alla vita altrui, come una pianta parassita. Ma non basta. La vita urla dentro di te anche quando non dai voce alle parole. Gli affetti sono lettere che scrivi più e più volte prima di spedire, di cui conservi la brutta copia e la impari a memoria, sono parole non dette per paura, sono abbracci mancati. C'è una distanza insondabile che gela, ci sono sguardi che cerchi e non ti trovano e poi non cerchi più. Cos'è questo imparare a sparire giorno dopo giorno? C'è qualcosa che si attacca alla storia, che risale alla tua nascita, a quei segnali che s'infiltrano a dirti che qualcuno ha più diritto di te alla vita, che anche il nome ti è negato. E allora quel diritto devi cercare di guadagnartelo, una fatica che ti costerà tutta la vita, sarà sempre un banco di prova, forgerai tu stesso le tue catene. Nonostante questo, la bellezza di tutto il resto e l'amore riempiranno e daranno senso alla tua fragile esistenza, saprai amarla, pur sentendoti spesso scivolarle accanto. E quando ti sembrerà che non ci possa essere più nulla per cui continuare, ecco l'imprevisto: uno sguardo nuovo che vaga sul paesaggio, si posa su di te, ti trova e tutto inizia a cambiare. Inizi a esistere per lui. Non sei più ombra che parla con le ombre. Stupendo e struggente quello che Gabriele dice a Simone:"Devi inseguire qualcosa. E mirarla. Devi bramare e cercare.... Dai ospitalità alla speranza e all'inquietudine... Intesi?"

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    vittoria

    25/06/2012 15:49:20

    Ho appena finito di leggere questo libro e l'ho trovato bellissimo. Il metodo di scrittura è scorrevole e ottimo. E' stato molto interessante leggerlo e lo consiglio vivamente a tutti.

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  • Fabio Geda Cover

    Fabio Geda (1972, Torino), si è occupato per anni di disagio giovanile, esperienza che ha spesso riversato nei suoi libri. Ha scritto su «Linus» e su «La Stampa» circa i temi del crescere e dell'educare. Collabora stabilmente con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori di Torino e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Esordisce nel 2007 con Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani; segue L'esatta sequenza dei gesti (2008) e Nel mare ci sono i coccodrilli (2010) che ha avuto uno straordinario successo sia in Italia che all'estero. Nel 2011 esce L'estate alla fine del secolo, mentre del 2014 è Se la vita che salvi è la tua (Einaudi). Nel 2015 esce il primo volume della serie per ragazzi Berlin (Mondadori)... Approfondisci
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