Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 29 maggio 2018
Pagine: 340 p., Brossura
  • EAN: 9788806237875

42° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Descrizione

Ambientato al tempo delle stragi di Palermo, L'estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, regalandoci anche un protagonista di straordinaria dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza.

«Durissimo, moralmente complesso, e molto avvincente: un romanzo che cattura dalla prima all'ultima pagina sulla mafia italiana e sulle forze di polizia che l'ha combattuta all'inizio degli anni Novanta» -Peter Swanson

Peter Swanson Siamo nel 1992, tra maggio e luglio. A Bari, come altrove, sono giorni di fuoco. Quando arriva la notizia che un bambino, figlio di un capo clan, è stato rapito, il maresciallo Pietro Fenoglio capisce che il punto di non ritorno è stato raggiunto. Adesso potrebbe accadere qualsiasi cosa. Poi, inaspettatamente, il giovane boss che ha scatenato la guerra, e che tutti sospettano del sequestro, decide di collaborare con la giustizia. Ma le dichiarazioni del pentito non basteranno a far luce sulla scomparsa del bambino. Per scoprire la verità Fenoglio sarà costretto a inoltrarsi in quel territorio ambiguo dove è piú difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ambientato al tempo delle stragi di Palermo, L'estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, regalandoci anche un protagonista di straordinaria dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza.

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Recensioni dei clienti

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    Aldo

    13/11/2018 17:41:50

    Letto in un fiato. Mi ha portato alla mente molti ricordi di quel terribile periodo. Durissimo, ma veramente bello.

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    Francesco

    03/10/2018 13:12:54

    Altro libro di Carofiglio, e altra piccola delusione. Un libro scorrevole di facile lettura che ci illumina su scenari di mafia, polizia e corruzione dell’italia degli anni 90. Non un romanzo ma quasi una cronologia su alcuni “giorni di fuoco” in quel di Bari. Finale un po’ scarno di emozioni. É il quinto libro che leggo di Carofiglio e al momento pensò anche l’ultimo.

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    viola

    23/09/2018 20:05:01

    Le stragi di Capaci e di Via D'Amelio incorniciano l'estate fredda 1992 in cui il mondo della criminalità si fa protagonista di questo romanzo scritto dal bravissimo Carofiglio. Emerge la figura del maresciallo Pietro Fenoglio, uomo d'onore che ha dimenticato le sfumature della vita ed ha cominciato a pensare che esistono solo i buoni o solo i cattivi. Il romanzo tratta di una realtà purtroppo ancora attuale.

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    Paola

    22/09/2018 08:48:19

    Quest’opera recupera alcune prove nel recente meno felici. Attraverso la precisa ricostruzione delle fasi procedurali di un’indagine su un rapimento finito male, Carofiglio tratteggia sia gli ambienti malavitosi pugliesi, raccontandone addirittura la genesi, sia la sua città, Bari, nei primi anni novanta. Molto riuscito anche il colpo di scena finale e la figura dell’investigatore che, nella sua manifesta e consapevole antipatia, sembra fornire una pari giustificazione allo scrittore stesso.

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    Lara

    21/09/2018 07:26:29

    Giallo che tratta la situazione italiana del 1992 a Bari, libro scorrevole e piacevole nonostante il tema. Il maresciallo Fenoglio merita la sua chance sia come persona intellettuale che come uomo.

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    Ciro D'Onofrio

    16/06/2018 23:08:21

    L’estate fredda è un giallo molto italiano in cui si incrociano brillantemente la storia raccontata da Carofiglio e quanto sta accadendo in Italia in quel momento, la tragica primavera-estate del 1992. Un romanzo avvincente, semplice e crudele che ci conduce nell’orrore della criminalità organizzata,spietata ed inarrestabile, ma che al tempo stesso mescola le carte tra i buoni ed i cattivi sotto la lente di Pietro Fenoglio, maresciallo dignitoso e malinconico che si aggira in una Bari bella e sfacciata e soprattutto in un’estate che non è estate. Nulla è come sembra e la verità è molto più amara e così Carofiglio con una scrittura precisa e mai noiosa ed omaggiando Gadda consegna al lettore un profondo messaggio antimafia.

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    Anna

    16/10/2017 19:07:38

    Ho letto altri romanzi di Carofiglio, ma considero L'estate fredda una vera e propria svolta. Da gialli ben congegnati, ben scritti, ma comunque inseriti nel filone del giallo italiano di buon livello, con questo romanzo è riuscito a coniugare in modo perfetto realtà e fiction. Le pagine dei verbali, al contrario del giudizio di alcuni lettori, le considero straordinarie. Il linguaggio scarno, freddo e burocratico rende molto più drammatica l'esposizione dei fatti di quanto farebbe una scrittura a effetto. Esprime efficacemente il concetto di banalità del male, tanto per citare la grande Anna Arendt. L'ho letto d'un fiato e mi ha lasciato molto. E' una di quelle opere che rileggerò con più calma, cosa che mi capita raramente.

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    Pino

    26/09/2017 16:54:59

    Sorprendente. La parte dei verbali è parte essenziale se si vuole entrare nello spirito della storia. Storia di indagini italiane e non americane come purtroppo ci siamo abituati a leggere nei romanzi.

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    Lucia

    12/08/2017 17:16:20

    L'ESTATE FREDDA Giancarlo Carofiglio. È il primo libro che leggo di questo autore. Mi ha sorpreso questo realistico intreccio tra la storia purtroppo reale e attuale e l'invenzione letteraria. Una scrittura di alto livello. Una trama avvincente. Un libro che vi chiama a sé e vi trattiene fino a che non l'avete finito

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    Alessia

    11/08/2017 15:20:56

    Letto e concluso a fatica, è di una noia mortale, pagine e pagine di interrogatori. Quanto è lontano l'autore dei primi romanzi dell'avvocato Guerrieri.

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    Bruno Izzo

    17/06/2017 17:05:53

    Non esiste giustizia, se non sono in primis essi stessi giusti coloro che la giustizia esercitano, applicano e fanno rispettare. Il comune senso della giustizia vuole che i buoni siano buoni davvero, spesso fino al sacrificio personale; non a caso la vicenda si snoda sullo sfondo dei tragici avvenimenti che portarono all’eccidio per mano mafiosa dei magistrati Falcone e Borsellino. Bari, estate torrida: nel corso di lotte criminali tra cosche mafiose è rapito un bambino, in seguito ritrovato cadavere, colpevole unicamente di essere figlio di un boss locale. Il fatto non convince del tutto il maresciallo dell’Arma Fenoglio, piemontese trapiantato al sud. In effetti, il boss emergente presunto colpevole, costituitosi e disposto a collaborare, respinge con forza, con sdegno nonostante il suo status malavitoso, la responsabilità del rapimento e dell’assassinio del piccolo innocente. Fenoglio inizia perciò, con tenacia sabauda e cocciutaggine meridionale, un supplemento d’indagini che lo porta alla verità, grazie al suo fiuto, al suo intuito ma in particolare, al suo essere riconosciuto da molti, non solo dai colleghi, ma anche dagli antagonisti del campo opposto, uomo giusto, retto, degno di stima e di fiducia, con cui si può perciò lasciarsi andare a rilasciare informazioni confidenziali, senza per questo sentirsi tacciati d’infamia. La verità che verrà a galla è gelida, devastante e destabilizzante: l’estate calda, torrida, si trasforma in un’estate fredda, la sua essenza agghiaccia, devasta, determina una situazione di colpevole sfiducia negli uomini e nel sistema della giustizia, una condizione che richiama il “Quis custodiet ipsos custodes?” di Giovenale. Un paese civile richiede la giustizia, ed essa non pretende eroi ma uomini, uomini come tanti, semplicemente più di tanti, onesti e fedeli ai principi elementari di giustizia. Gente così, per nostra fortuna, esiste ancora. Carofiglio lo sa, lo scrive, lo testimonia.

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    Agostino

    15/06/2017 21:14:56

    Si sa che i gialli sono quasi sempre prodotti artigianali costruiti con furbizia. Raramente un 'giallo' si può definire un buon romanzo, buono nel contento narrativo e buono nell'impegno civile. Questo lo è sicuramente. Meriterebbe 5 stelle, ma gliene tolgo una perché la parte dei verbali (quasi cento pagine sia pure interrotte di tanto in tanto da racconto e descrizione) è meccanica e non rende, come dovrebbe, il dramma degli avvenimenti verbalizzati.

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    angelo

    02/05/2017 09:38:37

    Ingredienti: un maresciallo piemontese a Bari nel 1992, il sequestro di un figlio di un boss mafioso, una faida tra clan ai tempi delle stragi di Falcone e Borsellino, un’indagine portata a termine con metodi non sempre legali. Consigliato: a chi lotta ogni giorno per dare senso al caos, a chi fatica a distinguere i confini del bene e del male.

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    Ritochka

    24/04/2017 06:15:55

    La scrittura di Carofiglio è certamente sempre piacevole ma, in questo libro, a mio avviso, manca l'aspetto fascinatore di altre opere (Nè qui nè altrove - su tutte). Molto probabilmente, il romanzo risente della rigidità dei testi dell'interrogatorio. Anche Fenoglio non regge il confronto con l'attraente figura di Guerrieri... Forse però, l'intento dell'autore è quello di farci conoscere la ferocia delle organizzazioni mafiose, la corruzione morale presente a volte nelle istituzioni e, non da ultimo, la coesistenza del male e del bene in individui comunque delinquenti...

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    RossaMina

    13/04/2017 08:23:01

    Lenta la prima parte sugli interrogatori, la seconda parte narrativa invece mi è piaciuta. Mi spiace però che sia sparito il Carofiglio che ho tanto apprezzato nelle opere prime.

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    Fabio

    03/04/2017 10:58:43

    Ho sempre considerato C. un bravo scrittore,ma lento e spesso noioso.Questo romanzo è stato quindi una piacevole sorpresa,ben scritto,realistico,con una trama originale e personaggi asciutti e ben definiti. Fenoglio è probabilmente troppo intellettuale per essere un maresciallo dei carabinieri, ma è un difetto da poco e nel complesso il personaggio risulta convincente e anche simpatico. La storia è ambientata a Bari,in un'estate fredda non solo per il clima ,ma anche per il particolare contesto storico( gli attentati a Falcone e Borsellino,che aprono e chiudono il romanzo)e per i difficili compromessi che il protagonista deve accettare per fare almeno un po' di giustizia. Mi sono ricreduto su questo Autore e mi auguro continui su questa strada.

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    ellegi

    12/03/2017 08:39:42

    Pur avendo letto molto di Carofiglio, ero partita molto prevenuta su quest'ennesima opera sulla mafia. Nel corso della lettura mi sono un po' ricreduta, ma il giudizio rimane sostanzialmente negativo. Sulla mafia non dice nulla di nuovo e poi....basta con questi investigatori con relazioni femminili in crisi!!!!!!

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    Lettore scontento

    28/02/2017 14:30:02

    Il Carofiglio dei primi tempi ormai e' finito. L'avvocato Guerrieri aveva un suo spessore umano. Il maresciallo Fenoglio che si erge a giudice del suo collega e non lo denuncia mi fa pensare ad omertà criminale e non ad umana comprensione. E Carofiglio lo giustifica silenziosamente. Carofiglio non ha capito che la sua accondiscendenza non aiuta il Sud. Peccato. Un altro scrittore che si perde per strada. Altri, al primo avviso di pericolo, hanno avuto il ortaggio di lasciare la penna.

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    umberto

    04/02/2017 15:36:20

    L'intreccio risulta banale, in netta contrapposizione con il modo di scrivere dell'autore,a tratti sublime.La parte centrale, sembra un sunto di un atto giudiziario, che non "rapisce" il lettore.Deluso- sconsigliato.

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    furetto60

    03/02/2017 10:40:09

    Quest’opera recupera alcune prove nel recente meno felici. Attraverso la precisa ricostruzione delle fasi procedurali di un’indagine su un rapimento finito male, Carofiglio tratteggia sia gli ambienti malavitosi pugliesi, raccontandone addirittura la genesi, sia la sua città, Bari, nei primi anni novanta. Molto riuscito anche il colpo di scena finale e la figura dell’investigatore che, nella sua manifesta e consapevole antipatia, sembra fornire una pari giustificazione allo scrittore stesso.

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