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Marco Romano

Editore: Einaudi
Collana: Saggi
Anno edizione: 1993
Pagine: XII-218 p. , ill.
  • EAN: 9788806128067

scheda di Vignozzi, A., L'Indice 1994, n. 1

Fra i molti che recentemente, sull'onda di una marcata focalizzazione della ricerca disciplinare, hanno contribuito ad approfondire i temi della morfologia urbana, il libro di Marco Romano occupa senz'altro una posizione preminente, non solo per l'ampiezza del campo d'indagine - fin troppo abbondantemente denotata nel titolo -, ma anche per lo spessore delle implicazioni metodologiche - cui non rende giustizia la vaghezza del sottotitolo. Piuttosto che coprire l'intera estensione di un imprecisato concetto di estetica, la trattazione pare infatti concentrarsi sul terreno della selezione e localizzazione dei temi edilizi di interesse collettivo, eletti a protagonisti della rappresentazione urbana a seguito di un sintetico inquadramento generale; ma nel contempo, lungi dal limitarsi a presentare un ricco repertorio di exempla in se conclusi, indirizza la riflessione in riferimento e a supporto di tesi interpretative solidamente organizzate, talora sviluppate in acquisizioni normative di assoluta rilevanza.
L'ingente mole di materiali su cui si fonda tale riflessione (meticolosamente ricollegati alle fonti nella preziosa bibliografia critica che conclude il volume) afferisce principalmente al rapporto fra 'civitas' e 'urbe' come sviluppatosi nella città europea a partire dall'anno mille. La tesi di fondo è che entro quest'area spazio-temporale il dibattito sull'estetica urbana presenti, oltre a un'intensità senza pari, una sostanziale omogeneità di caratteri, che vanno da una diffusa intenzionalità espressiva, legata a un profondo senso di identità dei singoli cittadini, all'assiduità del controllo collettivo su quei valori simbolici che costituiscono il terreno di un'acerrima competizione interurbana.
Sorvolando sulla dimostrazione di una tesi siffatta, il libro di Romano ne propone d'acchito un'esposizione quanto mai apodittica, con il risultato di comportare da un lato - nel lettore meno incline alle interpretazioni proposte - una sorta di reazione di rigetto, dall'altro - in quello più ben disposto - una proficua aspettativa sugli esiti dell'operazione così sottesa. Definito l'assunto, la trattazione sviluppa in sequenza i diversi argomenti avvalendosi di dati indifferentemente riferiti, salvo un eventuale ordinamento cronologico, all'intero ambito considerato. Riconosciuto alla qualità degli interventi individuali un limite insuperabile nel conflitto fra ambizione espressiva dei singoli e ordine complessivo, viene così proposto dapprima un repertorio ragionato dei "temi della 'civitas'" - dalla cattedrale al luna park - e poi un sistema di regole elementari per definirne i caratteri sintattici in termini di dimensionamento e disposizione. Una volta ricondotti i requisiti della bellezza urbana a una felice impostazione di tali "temi" entro un tessuto di base relativamente ininfluente, viene infine proposta un'esemplificazione metodologica in chiave progettuale riferita alla città di Faenza.
Affascinante per l'originalità dell'approccio interpretativo e per la brillantezza dello stile, il testo, corredato di una raffinata iconografia pittorica, risulta di gradevole lettura anche per la diffusa abbondanza di esempi concreti e per il ritmo serrato delle considerazioni svolte.