Traduttore: G. Buzzi
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: LIV-205 p., Brossura
  • EAN: 9788804533481
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    angelo

    11/04/2014 14:39:40

    un capolavoro grandioso!

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    Cristiano Cant

    19/03/2014 08:46:39

    Nella perfezione di quest'opera due cose insieme: un gigantesco trattato sull'avarizia, sull'accumulo cieco di denaro senza pentimenti, la difesa strenua di una ricchezza chiusa, bruta, ottusa, miserevole, e a fronte di questo un trattato sulla grazia, sul cuore di donna più alto e generoso che pagina letteraria ricordi e conservi. Una tessitura narrativa non inferiore alla grandezza di una prova morale incarnata davvero, esempio e traccia di un amore quando è attento e profondo fino alla durezza della pratica più sporca, delle sfide al pericolo, dell'oltrepassare se stesso. Meraviglioso capolavoro.

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    paolo

    03/04/2013 11:51:59

    Il più meschino dei sentimenti, l'avarizia, produce in Felix Grandet una figura monumentale, un vero gigante del male. Egli invade di sè tutto il lungo racconto, con il suo agghiacciante e reiterato ta - ta - ta - ta fa davvero raggricciare le dita al lettore che assiste impotente alla sua inesorabile azione di demolizione della volontà della povera moglie, rassegnata e senza speranza, e della figlia Eugenie, a cui solo l'amore farà trovare la forza di una, pur mite, ribellione. M. Grandet come detto giganteggia in ogni pagina, ma Balzac correttamente intitola il romanzo a Eugenie perchè è il suo percorso di affrancamento, che egli vuol raccontare: l'emancipazione di una piccola donna, segragata da un ambiente cupamente gretto, mosso istericamente dal solo interesse materiale, verso la liberazione di sè e della propria capacità di amare.

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    MarkDex

    28/09/2012 09:44:07

    Se si legge un libro aspettandosi qualità e quantità narrativa Eugénie Grandet è un capolavoro. Io leggo un romanzo per trovarci eventi continui come nella vita di tutti i giorni di ognuno di noi. Un romanzo deve avere tratti filosofici, psicologici ma soprattutto una storia che riesca ad interessare il lettore. Il romanzo di Balzac è talmente colmo di eventi da rendere meno pesanti le descrizioni dettagliate, che non servono ai fini della storia.

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    marta

    28/07/2012 14:10:15

    Delizioso!! Delicato!! Un piccolo capolavoro!! Grazie Balzac!!

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    filippo nox

    19/06/2012 22:16:24

    "ecco la storia di questa donna, che non appartiene al mondo pur standoci in mezzo; che, fatta per essere una sposa e madre magnifica, non ha né un marito né dei figli né una famiglia". Bel libro. Molto intenso. Consigliato!

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    C.A.

    10/12/2011 22:49:26

    Questo libro mi è piaciuto molto: originale il modo di scrivere, ricco di descrizioni e di similitudini...Cercherò di leggere ancora questo autore.

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    Massimo

    20/06/2011 09:51:18

    Romanzo bellissimo e molto scorrevole. Fa riflettere molto per i vari temi affrontati e anche molto attuale. Mi è piaciuto moltissimo. L'ho letto in 2 giorni.

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    Geffina

    24/04/2010 08:44:10

    Chapeau a Balzac! Ci sono libri universali, che oltrepassano il tempo e la storia, e maestri che vivono della stessa universalità. È il caso di Balzac e della sua “Comédie humaine”, suprema espressione della letteratura francese dell’Ottocento. Con il romanzo “Eugenie Grandet” l’autore ci offre una dettagliata quanto ironica descrizione della società francese della prima metà dell’800. Parte dall’ambiente in cui vivono i protagonisti, ne descrive dettagliatamente i luoghi, la casa, i mobili, le abitudini, per passare poi all’abbigliamento e ai piccoli gesti quotidiani; osserva scrupolosamente i loro comportamenti e crea dei veri capolavori artistici. Il padre di Eugenie, che tanto richiama “L’Avare” di Molière, risparmia fino all’inverosimile facendo vivere nelle ristrettezze la figlia, generosa e sensibile, e la moglie, sottomessa alla sua smisurata avarizia. Riesce a trarre vantaggio anche dalla morte del fratello e, con fittizio interesse, sfrutta il dolore del nipote Charles. Con minuziosa analisi sociologica, Balzac, descrive i vizi e le virtù dei personaggi e con delicate pennellature ne dipinge il carattere. Personaggi che verranno ripresi in altri romanzi, come, ad esempio, “Papa Goriot” dove il rapporto padre-figlia viene esasperato dal cinismo e l’egoismo delle due figlie nei confronti di un padre amorevole e prodigo. “Eugenie Grandet” è un grande romanzo, la struttura è lineare, semplice, senza artifici. Nella prima parte l’autore si dilunga un po’ nelle descrizioni dei luoghi ma la lettura diventa sempre più piacevole quando l’ambientazione si mescola all’azione dei personaggi.

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    Jacopastore

    24/08/2009 17:56:33

    Dopo anni di letture (Dai classici alle letture più leggere) è giunto il momento di dare il massimo dei voti ad un libro. Consiglio! Leggetelo! In questo romanzo c'è tutto... Non capisco perchè costringano i ragazzi a scuola a leggere i promessi sposi (Buon libro) e capolavori come questo possano essere fatti conoscere agli alunni solamente per iniziativa isolata di qualche prof. Storia filante, personaggi fantastici (Eugenie su tutti) senza inutili e forvianti descrizioni fini a se stesse che fanno solamente perdere il ritmo della narrazione; le rarissime digressioni presenti raggiungono vette assolute di saggezza.

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    Mary

    04/02/2007 19:22:01

    bello! si respira la.....provincia francese. leggendo le prime descrizioni del paesino, sembra di vedere le prime immagini del film Chocolate.

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    Francesco

    30/01/2007 14:36:05

    Grande capolavoro, degno della squisitissima penna balzacchiana. Un romanzo che sa essere allo stesso tempo divertente e tragico, ma sempre appassionante. Immergendosi tra le pagine del libro non si può non affezionarsi ai due personaggi protagonisti, la dolce Eugènie ed il suo meschino padre, tracciati con sublime abilità da un Balzac evidentemente ispirato. L'avarizia ed il sogno di un amore impossibile sono le due grandi passioni su cui si erge questa triste vicenda di provincia. Una storia che fa riflettere sul valore del denaro e dei sentimenti, e sul contrasto che da essi deriva. Insomma, un classico irrinunciabile, così come l'altro celebre capolavoro di questo autore: 'Le père Goriot'.

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    Paolo

    19/01/2007 19:26:45

    Ho gia' anch'io ripetuto in altre occasioni che e' da presuntuosi il ritenersi cosi' superiori da "bollare" - specialmente riguardo ai classici - come orribile un romanzo. Si fa miglior figura a dire che non e' piaciuto, che e' piu' comprensibile. I personaggi sembrano quasi impossibili, tanto sono macchiettati. E' comunque un libro che, per chi lo sa fare, fa pensare.

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    elena

    30/10/2006 15:37:09

    La mancanza di una veritiera via di mezzo è stato l'aspetto che più ho notato in Eugénie Grandet e a mio avviso rappresenta il punto di maggior demerito del romanzo. Trovo interessante l'idea di creare personaggi simbolici, quasi astratti, delineati a uno a uno da precise e rigide peculiarità morali, così da dare vita a macchiette istruttive ed anche abbastanza universali. Tuttavia il principio del "nulla di troppo" di Sant'Agostino dovrebbe valere sempre, e qui in particolar modo: il simbolismo infatti si tramuta presto in una pesante esasperazione e, se inizialmente può dilettare, alla lunga fa perdere veridicità a una storia già di per sè monotona, dal momento che manca totalmente di colpi di scena. Detto questo, mi sento di dover comunque dar ragione a Simone, che esalta lo spessore letterario dell'opera, di certo non comparabile a un ridicolo TRE METRI SOPRA IL CIELO. Ovviamente si tratta di un grande libro, scritto con un grande stile e con grandi ideali. Tuttavia torno a ribadire che un po' più di "medìetas", per usare un termine manzoniano, non sarebbe guastata. Interessante è poi il fatto che Eugénie, in una graduale climax, si rechi portavoce di quell'ideale tanto comune in molti autori ottocenteschi, primo fra tutti Manzoni, ossia la funzione catartica del dolore. Secondo l'insegnamento della madre, che pare una trasposizione in età più avanzata della protagonista, ha infatti appreso che per trovare la purezza interiore e la salvezza divina non bisogna fare altro che soffrire in vita. Verso la fine del romanzo Eugénie rende pubblica questa idea, fino a quel momento solamente sottintesa, dicendo: "Mia madre aveva ragione. Soffrire e morire", che riecheggia chiaramente la "provida sventura" manzoniana. Vorrei dare un consiglio a tutti i sedicenni miei coetanei: non scoraggiatevi di fronte all'apparente banalità dell'opera e, se volete amarla, sforzatevi di leggere fra le righe!

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    valentina

    16/10/2006 13:23:17

    Mioddio.. mi chiedo come mai non l'ho letto prima. Un capolavoro, personaggi intensi, veri, familiari. Un paesaggio descritto in modo perfetto senza risultare pesante con particolari inutili. Eccellente.

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    Simone

    02/07/2006 19:26:32

    Mi chiedo chi possa leggere questo libro per intero, se non gli piace. E poi perchè costui debba venire qui a dire che fa schifo. Si faccia una ragione della sua ignavia e torni da Federico Moccia.

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    matteo

    28/02/2006 16:49:55

    davvero molto bello

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    ermes*

    15/12/2005 10:25:37

    Classico imperdibile della letteratura francese del XIX secolo. La storia di un uomo avido ed avaro, insensibile e spregiudicato, un mastro bottaio di metà ottocento oppure un imprenditore contemporaneo tutto preso dall'affermazione personale e dall'arricchimento sfrenato ed incontrollato. Ohhh Balzac!

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    michele

    29/03/2005 09:53:33

    semplicemente meraviglioso!!!

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    martina

    21/03/2005 16:41:06

    semplicemente orribile!!!!!!!!

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