La fabbrica della cultura. Ritrovare la creatività per aiutare lo sviluppo del paese

Walter Santagata

Editore: Il Mulino
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 10 maggio 2007
Pagine: 139 p., Brossura
  • EAN: 9788815118547
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 10,20

€ 12,00

Risparmi € 1,80 (15%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    C.

    19/07/2008 19:26:25

    Una lettura piacevole, volumetto ben scritto e organizzato. Pensavo di trovare più idee, riflessioni e proposte su questo magmatico mondo dei beni culturali. Insomma più creatività, come dice lo stesso titolo. Invece, molto spesso, ci si sofferma su aridi dati economici e si sintetizzano numeri e argomenti che appesantiscono la struttura del libro.

Scrivi una recensione

L'Italia ha sempre guardato alla conservazione del patrimonio come a un traguardo al quale tendere con ogni risorsa pubblica (e di recente anche privata). Santagata con questo contributo ricorda che raggiungere un'eccellenza in tale specializzazione non è sufficiente a valorizzare il capitale culturale del paese. Invita a superare il modello della conservazione, sul quale è incentrato il Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004. È piuttosto la produzione quella che va sollecitata, soddisfacendo plurimi obiettivi: dall'alimentare il mercato del lavoro, all'accumulare nuovi beni, passando per la creazione di una nuova reputazione dell'Italia all'estero. L'autore suggerisce alcuni percorsi: "Se è per ora irragionevole pensare di riprodurre un singolo atto creativo, è possibile sviluppare un ambiente sociale ed educativo favorevole alla generazione di atti creativi". Con quali strumenti è presto detto: è necessario partire dalle istituzioni, che devono riconoscere nella produzione una funzione prioritaria, da troppo tempo bistrattata dal settore pubblico, ministero per i Beni e le Attività culturali in primis. Solo così potranno crearsi nuove leggi ad hoc che incentivino tutto il sistema attraverso marchi, brevetti, diritti di proprietà, riqualificazione delle accademie e molto altro ancora. Se il lavoro dell'intellettuale è sollevare delle questioni che il politico dovrà risolvere, Santagata ha centrato il suo compito, creando un filo rosso tra tutti i suoi contributi passati, rielaborandoli e dando loro una nuova forma unitaria e coerente con l'obiettivo esplicitato nel sottotitolo: ritrovare la creatività per contribuire allo sviluppo del paese. La palla ora passa alla classe politica dirigente. Sarebbe interessante sapere che cosa il ministro risponde all'economista.
  Sandra Aloia