La famiglia Karnowski - Israel J. Singer - copertina

La famiglia Karnowski

Israel J. Singer

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Traduttore: Anna Linda Callow
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 9 gennaio 2015
Pagine: 498 p.
  • EAN: 9788845929632
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«... un capolavoro, al quale auguro un grande successo. "La famiglia Karnowski" è un grandioso romanzo che racconta la storia di tre generazioni ebraiche, dal 1860 al 1940. Gli eventi trascorrono: i personaggi crescono, maturano, si avvicinano alla morte; tutto è corposo e robusto, mentre dall'alto Israel Singer guarda le cose con uno sguardo sovrano e imperturbabile». (Pietro Citati)

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    Zenzero77

    12/10/2020 20:08:42

    Bellissimo! Una prosa densa, corposa per una storia appassionante. Singer è un grande autore.

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    Attilio Alessandro Bollini

    05/10/2020 08:19:02

    Bellissimo romanzo che però risente molto del periodo (1940) in cui è stato scritto. Purtroppo in alcuni punti é un po' lento e viene a mancare la tensione della lettura. Detto ciò, penso si tratti di un grande romanzo!

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    marcolaudati

    04/10/2020 11:54:53

    incredibile come ti tenga incollato con la voglia di scoprire cosa avviene in questa famiglia

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    Baldovino

    01/09/2020 08:37:44

    Stupendo. Una famiglia ebrea nel corso dei secoli e il diverso modo di fare i conti con le proprie origini. Narrazione verista, i fatti sono presentati come si svolgono, non c'è spazio per l'emozione. Straziante nel raccontare la lotta dell'Ebreo con il mondo, la mancanza di accettazione da parte del prossimo ma anche di se stesso, nonché la continua necessità di tornare alle proprie origini per poter ricominciare ogni volta una vita nuova. Bellissimo

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    stefano

    26/07/2020 19:47:58

    Cosa aspettate a leggerlo? Altro capolavoro di I J. Singer.

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    Paola

    17/05/2020 21:58:41

    La prosa di Isaac Singer dà vita ad un capolavoro animato da personaggi che rimangono nel cuore, carichi di umanità, vividi, scolpiti con nitore e, all’occorrenza, con sfumature sapienti di ironia, in un quadro di ascese e cadute, sottese al tragico dipanarsi degli eventi storici. Letto e riletto, non smette di offrire la ricchezza di un’umanità che fa sorridere e piangere, soffrire, sperare, pensare; che venisse dallo shtetl o fosse integrata fra i “gentili”, la penna di Singer ha restituito a questa umanità la vita, tratteggiata per sempre con la maestria immensa della sua scrittura.

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    Koinedialektos

    16/05/2020 21:28:41

    Israel Joshua Singer, il maggiore dei fratelli, tesse le trame della famiglia Karnowski attraverso tre generazioni in lotta anche tra loro, e quindi tre epoche, in cui i 3 protagonisti, rispettivamente il brillante studente di Torah e Talmud, il pio professore e il figliol prodigo, vivono la migrazione spontanea dalle shtetlach alla grande città, la Berlino mal vista dagli ortodossi, e infine un’altra migrazione, meno spontanea ma necessaria, dalla capitale del Terzo Reich a New York, ripartendo ancora una volta da zero, in un ambiente sempre ostile ma dove almeno c’è vita. La ricerca dell’emancipazione, la necessità dell’assimilazione, il perpetrarsi dell’Ebreo Errante, la collegialità e il poter contare su una comunità perseguitata ma coesa fanno la forza narrativa di questo splendido romanzo corale, troppo tardi pubblicato in italiano, grazie ai tipi di Adelphi. Ancora una volta il treno è costituito da una saga familiare, una piccola famiglia retta da salde tradizioni, che solo l’ultimo protagonista, stanco di millenni di angherie e superstizioni, cerca in ogni modo di tradire, di abbandonare, di cedere alla più completa assimilazione. Sarà la pietas a ricondurlo alla ragione, la robustezza dei valori fondanti della propria cultura, a richiamarlo via dai falsi idoli cui indulgeva. L’umanità dei personaggi, la realtà senza tempo e quindi la grande attualità dei temi trattati fanno di questa piccola saga familiare una favola che rimane impressa nella memoria del lettore, che al termine del libro proverà senz’altro una grande nostalgia, un desiderio di continuazione, che purtroppo la prematura scomparsa dell’Autore ha precluso per sempre. Un romanzo epocale, giunto nelle nostre librerie molto tardivamente, e che non può mancare non solo a chi ama la letteratura dei fratelli Singer. Un’opera colta e venata di grandi tristezze, ma splendida nella speranza e nella rinascita, come l’araba fenice. Da leggere assolutamente. Anzi da divorare dalla prima all’ultima pagina.

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    Koinedialektos

    16/05/2020 21:28:10

    Israel Joshua Singer, il maggiore dei fratelli, tesse le trame della famiglia Karnowski attraverso tre generazioni in lotta anche tra loro, e quindi tre epoche, in cui i 3 protagonisti, rispettivamente il brillante studente di Torah e Talmud, il pio professore e il figliol prodigo, vivono la migrazione spontanea dalle shtetlach alla grande città, la Berlino mal vista dagli ortodossi, e infine un’altra migrazione, meno spontanea ma necessaria, dalla capitale del Terzo Reich a New York, ripartendo ancora una volta da zero, in un ambiente sempre ostile ma dove almeno c’è vita. La ricerca dell’emancipazione, la necessità dell’assimilazione, il perpetrarsi dell’Ebreo Errante, la collegialità e il poter contare su una comunità perseguitata ma coesa fanno la forza narrativa di questo splendido romanzo corale, troppo tardi pubblicato in italiano, grazie ai tipi di Adelphi. Ancora una volta il treno è costituito da una saga familiare, una piccola famiglia retta da salde tradizioni, che solo l’ultimo protagonista, stanco di millenni di angherie e superstizioni, cerca in ogni modo di tradire, di abbandonare, di cedere alla più completa assimilazione. Sarà la pietas a ricondurlo alla ragione, la robustezza dei valori fondanti della propria cultura, a richiamarlo via dai falsi idoli cui indulgeva. L’umanità dei personaggi, la realtà senza tempo e quindi la grande attualità dei temi trattati fanno di questa piccola saga familiare una favola che rimane impressa nella memoria del lettore, che al termine del libro proverà senz’altro una grande nostalgia, un desiderio di continuazione, che purtroppo la prematura scomparsa dell’Autore ha precluso per sempre. Un romanzo epocale, giunto nelle nostre librerie molto tardivamente, e che non può mancare non solo a chi ama la letteratura dei fratelli Singer. Un’opera colta e venata di grandi tristezze, ma splendida nella speranza e nella rinascita, come l’araba fenice. Da leggere assolutamente. Anzi da divorare dalla prima all’ultima pagina.

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    kikig

    16/05/2020 13:26:29

    Bellissimo romanzo familiare. Personaggi caratterizzati egregiamente, mostra eventi molto conosciuti da una prospettiva diversa e nuova. Leggermente più debole a mio personale avviso il periodo americano, ma comunque assolutamente scorrevole e meritevole di lettura.

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    Giovannino

    12/05/2020 16:23:58

    Per me, la famiglia Karnowski, è un capolavoro. Sono contento di averlo letto, seppur in ritardo, con la dovuta attenzione. La storia di una famiglia di ebrei polacchi immigrati in Germania e poi in America che vi resterà nel cuore. Appassionante, lucido e indimenticabile.

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    LSC

    12/05/2020 13:44:37

    I.J. Singer, ne "La famiglia Karnowski" è riuscito a creare una saga familiare strepitosa e appassionante, saga che parte dall'inizio della storia di una famiglia e ripercorrere quello che i suoi membri hanno vissuto, ciò che è loro capitato, le persone che hanno incontrato, i loro turbamenti, i loro amori, i loro lavori e il mondo che attorno a loro ha influenzato il loro modo di essere. La famiglia Karnowski, ebrea di origine polacca, si è trasferita a Berlino in cerca di successo. Il capostipite, David, è un mercante di legnami che nel mondo esterno un po’ nasconde il suo essere ebreo che però poi vive pienamente in casa. David e la moglie Lea, che di imparare il tedesco proprio non ne vuole sapere e che ama tutte le espressioni e le tradizioni ebree con cui è crescita, hanno un figlio, Georg, che cresce in questo dubbio tra il considerarsi tedesco ed ebreo. Un dubbio che diventa ancora più forte per Jegor, il figlio che nasce da Georg e Teresa, donna di pura razza ariana, che si ritrova a vivere la sua adolescenza nel periodo dell’ascesa del governo nazista. Jegor si sente tedesco, sebbene il suo cognome e il suo aspetto, scuro di capelli e con un grosso naso, renda evidente a tutti le sue origini ebraiche. Un conflitto interiore il suo, che viene amplificato dalle angherie che è costretto a subire a scuola e che si sfoga verso il padre. E nemmeno la fuga negli Stati Uniti riesce a calmare il suo animo e i suoi turbamenti. Vi appassionerete tanto a questa storia e a questi suoi tre principali protagonisti e in più scoprirete come poteva essere la vita di un ebreo nella Germania dei primi quarant'anni del novecento e nel loro continuo dover fuggire, anche dopo essersi affermati. Il libro è stato pubblicato nel 1943) e una volta tanto è bello conoscere la storia di una famiglia Ebrea guardandola senza il filtro dell'Olocausto

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    Ariella

    11/05/2020 15:19:56

    Libro interessante. La storia di tre generazioni di una famiglia ebraica. Scritto con sottile ironia con approfondimenti nella cultura ebraica che a mio parere non guastano. Lettura senz'altro consigliata.

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    Giorgia

    11/05/2020 13:41:40

    Di sicuro uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Mostra passo passo la decadenza di una società che sembrava moderna e invece precipita in un immotivato odio verso gli ebrei. Racconta la realtà di innumerevoli famiglie che hanno dovuto abbandonare l'Europa per sfuggire alla persecuzione e il loro tentativo di ricostruire con fatica una vita ormai andata perduta. Molto interessante lo sguardo nelle differenze che si trovano nelle società ebraiche, dove l'ebreo occidentale si sente superiore al suo fratello orientale, ma poi in America dovranno ripartire entrambi da zero. Lo consiglierei a chiunque.

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    Francesco

    11/05/2020 09:06:14

    Mi è piaciuto molto. Un romanzo famigliare ben costruito, con storie interessanti, personalità dei personaggi ben definite, nonostante non abbia potuto soffrire il nipote. Inizialmente, prima di leggerlo, pensavo che la storia fosse pesante, invece non è affatto così, è un libro molto scorrevole, che ti spinge ad andare avanti per seguire le sorti dei vari protagonisti. Consigliato!

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    a bordo di un libro

    26/03/2020 01:15:35

    La famiglia Karnowski è un capolavoro. Narra le vicende di una famiglia di ebrei polacchi immigrati in Germania e poi in America. La storia copre tre generazioni, ma a differenza da quanto ci si aspetta non racconta l'olocausto, perchè il libro è stato pubblicato nel 1943 e perchè l'autore stesso morì prima che la guerra finisse e il genocidio venisse rivelato. Questo particolare ci da la possibilitá di cogliere la storia priva di retorica data dal senno di poi. Singer ci descrive il razzismo come un dato di fatto, ci racconta la condiscendenza silenziosa delle vittime e l'indifferenza pregna di paura del popolo. Non conscendo lui stesso il finale tragico della sua stessa storia, Singer ci regala una foto preziosa dell'attimo prima, che somiglia paurosamente al presente in cui viviamo

  • Pubblicato nel 1943, il romanzo di I. J. Singer racconta la vita di tre generazioni della famiglia Karnowski, una famiglia ebraica proveniente dalla Galizia polacca. Il libro ha avuto moltissimo successo tra il pubblico yiddish e ancora oggi è considerato una delle saghe famigliari più importanti del mondo ebraico scritte nel XX secolo. Se gli sciocchi deformano le parole del saggio, ciò non fa di lui un imbecille. David Karnowski è il capostipite di questa famiglia, che decide di allontanarsi dal piccolo shtetl polacco di Melnitz (uno shtetl indica un insediamento con un’alta percentuale di popolazione di religione ebraica) per trasferirsi a Berlino, fiorente capitale dell’Impero tedesco, spinto dall’amore per il pensiero del filosofo Moses Mendelssohn, tedesco di confessione ebraica. A Berlino David diventerà una delle personalità più influenti e importanti della comunità ebraica del luogo, mentre la moglie Lea avrà sempre delle difficoltà ad adattarsi a questa nuova vita e alla nuova patria. Poi conosceremo Georg, il cui nome completo è Georg Moses Karnowski; Georg è un nome gentile, perché il padre è convinto che si debba essere tedeschi in strada, ma ebrei in casa e da qui deriva il nome Moses. Durante la giovinezza il rapporto col padre non è idilliaco, e una volta cresciuto Georg decide di servire come ufficiale medico nelle trincee della Prima guerra mondiale, tornandone cambiato. E infine, conosceremo Joachim Georg Karnowski, soprannominato Jegor, figlio di Georg e Teresa, donna tedesca. Da sempre fragile nel corpo, Jegor sembra fragile anche nella mente, ad influenzare il suo atteggiamento e i suoi pensieri saranno da un lato lo zio Hugo, ariano e antisemita, dall’altro un evento doloroso accaduto a scuola. David, Georg e Jegor rappresentano anche la macrosuddivisione del libro, diviso in tre maxi capitoli. In realtà la separazione non è affatto netta, perché tutti e tre i Karnowski saranno sempre presenti nelle vite, e nei [continua sul blog]

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    Gabriele Della Torre

    08/03/2020 13:38:35

    Romanzo famigliare che appassiona presentando anche dettagli del mondo ebraico.

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    MariaC

    07/11/2019 15:24:24

    Il libro è stato scritto nel '43 ma è tristemente attuale. Sono presenti nell’opera temi come il razzismo, l’accettazione del diverso, gli olocausti; al plurale questi ultimi, perché di stermini – questo il significato della parola – se ne consumano tanti e dimenticati ancora oggi. “I Karnowski della Grande Polonia erano noti per essere testardi e provocatori, eppure erano considerati anche saggi, studiosi dalla fine intelligenza. La loro genialità era evidente dall'alta fronte da studiosi e nei profondi e inquieti occhi scuri”. Un incipit prepotente ci invita alla lettura di quella che è una saga familiare. Si seguono le vicende di tre generazioni di Karnowski, di tre uomini solo apparentemente diversi e del loro modo di concepire l’ebraismo e vivere il loro tempo. Tutti e tre si confronteranno con il proprio padre e tutti e tre gli si ribelleranno, seppure in modo diverso e con conseguenze diverse. Sullo fondo: l'avvento del nazismo. Tanti i personaggi che ruotano attorno ai tre protagonisti, alcuni indimenticabili. Come dimenticare, ad esempio, la passione politica di Elsa, femminista ante litteram, che sacrifica la propria gioventù per il suo ideale di libertà e uguaglianza? Dei tre Karnowski, David, il capostipite è l’ebreo che si ribella all’ortodossia e parte per Berlino, a suo dire, la patria di un ebraismo illuminato; il più “simpatico” appare certamente Georg: bambino molto intelligente, adolescente ribelle, in perenne contrasto col padre ed il suo credo e alla fine, uomo che sceglie una vita che gli porterà onori e gloria ma che lo allontanerà dal padre. È Jegor il personaggio più doloroso che vive sulla sua sua pelle le contraddizioni del suo tempo. Lettura coinvolgente sia per i temi trattati sia per la scrittura mai noiosa che stempera la tragedia.

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    Leonardo D.

    25/09/2019 19:18:08

    Tre generazioni di ebrei trapiantati in Germania sotto la crescente e minacciosa ombra del nazismo. Dei tre protagonisti (padre, figlio e nipote) ho apprezzato più di tutti il figlio Georg, che passa da una gioventù fatta di vizi e sregolatezza ad una brillante carriera come medico in età adulta, fino a rimettersi completamente in gioco dopo essere emigrato in America. Ho trovato invece eccessivamente straziante il conflitto interiore di Jegor. Mi è piaciuto molto il modo in cui Singer analizza il rapporto conflittuale tra padre e figlio, fatto di incomprensioni facilmente sanabili ma che per la cocciutaggine dei protagonisti porta ad un totale distacco tra loro fino ad una tardiva riappacificazione. Finale struggente.

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    Alessandro

    22/09/2019 11:46:33

    La famiglia Karnowski fu pubblicato da Israel Singer, fratello del premio Nobel per la Letteratura Isaac, nel 1943, appena un anno prima della sua prematura scomparsa. Il romanzo ha come protagonisti i membri della famiglia Karnowski David, Georg e Jegor. La loro storia si dipana nell'arco di 80 anni dal 1860 al 1940. Le loro vicende sono raccontate egregiamente da Singer, il quale dall'alto tesse i fili delle loro vite con un occhio alla Storia che scorre inesorabile. Un mirabile romanzo di uno scrittore straordinario.

Vedi tutte le 99 recensioni cliente

Israel J. Singer è un maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d'ombra del più celebre fratello minore Isaac B., Premio Nobel per la letteratura. La pubblicazione di questo libro ha quindi il sapore di un evento, e di un risarcimento: finalmente, il lettore potrà immergersi nell'affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi - Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski. Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna "essere ebrei in casa e uomini in strada". Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski - percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l'intera storia familiare.

  • Israel J. Singer Cover

    Israel Joshua Singer, polacco, fratello maggiore del premio Nobel Isaac Bashevis, esordì nel 1922 con i racconti Perle, in yiddish, e continuò a scrivere in quella lingua anche dopo che si fu trasferito a New York (1933). I fratelli Ashkenazi, ritenuto unanimemente il suo capolavoro, è del 1936. La raccolta postuma di sue corrispondenze per il quotidiano «Jewish Daily Forward», Da un mondo che non c’è più (1946), costituisce una sorta di autobiografia. In traduzione italiana è uscito il romanzo che nel 1932 gli diede il successo, Yoshe Kalb e le tentazioni (1973); nonché A oriente del giardino dell'Eden, uscito postumo per Bollati Boringhieri (2015). Per lo stesso editore è uscito l'inedito La fuga di Benjamin Lerner (2015). Approfondisci
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