La famiglia Karnowski

Israel J. Singer

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Traduttore: Anna Linda Callow
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 9 gennaio 2015
Pagine: 498 p.
  • EAN: 9788845929632

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La famiglia Karnowski

Israel J. Singer

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«... un capolavoro, al quale auguro un grande successo. "La famiglia Karnowski" è un grandioso romanzo che racconta la storia di tre generazioni ebraiche, dal 1860 al 1940. Gli eventi trascorrono: i personaggi crescono, maturano, si avvicinano alla morte; tutto è corposo e robusto, mentre dall'alto Israel Singer guarda le cose con uno sguardo sovrano e imperturbabile». (Pietro Citati)

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    Maria Rita

    23/08/2019 08:28:55

    Libro eccezionale, lo sto rileggendo con grandissimo piacere. La scrittura é eccellente, la trama costruita benissimo, i personaggi vivissimi. Anche i libri del fratello, premio Nobel, mi sono piaciuti molto, ma il piacere vero di questa lettura é sicuramente superiore.

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    Marco

    25/06/2019 08:03:20

    Un libro interessantissimo che raccoglie le vicende familiari, lungo il corso di 80 anni, di una famiglia ebrea polacca emigrata alla fine dell'800 in Germania e poi con l'avvento del nazionalsocialismo emigrata negli Stati Uniti. Il racconto ripercorre la storia e la intreccia con questa saga familiare ben scritta. A mio avviso la terza parte del libro (che narra in primis le vicende di Jegor) è sicuramente quella più mi ha preso. Un libro da raccomandare!

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    serafini lino pasqualino

    06/05/2019 08:39:00

    una grande saga famigliare,converitiere.ottimo ottimi riferimenti storici e descriioni del periodo

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    n.d.

    25/04/2019 10:04:38

    Una saga familiare di tre generazioni descritta con consueta maestria da Singer

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    Carlotta

    11/03/2019 05:35:36

    Questo libro mi ha colpita da subito per la prosa minimale ma allo stesso tempo ricca di particolari. La storia di una famiglia di origine ebraica e delle tre generazioni che la compongono. Bello, intenso, uno di quei libri che ti lascia dentro qualcosa. È diventato il mio libro “da regalo” :D

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    Pietro

    07/03/2019 21:54:39

    I romanzi familiari hanno sempre quel qualcosa in più, forse perché ti fanno comprendere quanto certe dinamiche siano presenti, in un modo o nell'altro, in tutte le famiglie. In più, abbiamo qui un grande affresco del mondo ebraico e della Germania dei primi decenni del 900, quando la tragedia dell'olocausto era all'orizzonte e possiamo vederne i primi sintomi. Vediamo come affrontano l’immigrazione, l’ascesa del nazionalsocialismo, tre generazioni di ebrei, e la religione, il rapporto padre-figlio e il rapporto con donne saranno i temi portanti del romanzo. E’ assolutamente da leggere.

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    MARISA

    07/03/2019 18:20:08

    «La famiglia Karnowski» è un classico moderno difficile da dimenticare. Diviso in tre blocchi narrativi (rispettivamente dedicati a nonno, figlio e nipote) racconta le vicende di una famiglia ebrea a Berlino, nel complicato periodo che va dall'inizio del novecento alla seconda guerra mondiale. E così conosciamo la grande ambizione del capostipite, David, che lo porterà a lasciare la provincia per diventare parte integrante dell'élite culturale berlinese. Siamo vicini al figlio Georg nei suoi amori impossibili e nel suo essere così diverso dal padre, ma anche nella sua brillante carriera e nel suo sommesso matrimonio. Ma sarà il figlio Jegor, il personaggio che ho in assoluto preferito, a strapparci il cuore: un ragazzo costretto a rinnegare se stesso e le sue origini per salvarsi dalla follia nazista. Un libro che parla di problemi in famiglia, grandi, spesso apparentemente insuperabili, ma che ne fornisce anche l'antidoto migliore, quello invincibile: l'amore.

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    Annamaria

    16/12/2018 08:25:04

    La vita degli uomini di tre generazioni di Karnowski (David, Georg e Jegor), ebrei emigrati dalla Polonia in Germania e poi in America per sfuggire agli orrori del nazismo. Mi è piaciuta la storia, con un finale un po' troppo aperto forse, ma che io ho interpretato come una speranza. Mi sono piaciuti i personaggi, più di tutti i "vecchi" David e Lea. Anche la scrittura di Singer mi è piaciuta. Insomma, un signor romanzo.

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    Lisa

    11/12/2018 08:28:36

    Sublime libro di Israel Singer che racconta la saga di una famiglia ebrea. La capacità dell'autore di trasportare in un mondo fatto usanze e costumi giudaici e di creare personaggi sfaccettati e affascinanti non delude neppure in questa opera.

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    Chiara

    14/10/2018 16:01:27

    Un libro da divorare, toccante e davvero particolare. Singer, che meravigliosa scoperta!

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    alice

    06/10/2018 14:47:56

    Letto tutto d'un fiato. Una narrazione densa ricca di dettagli al punto giusto, senza mai annoiare

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    Manuela

    19/09/2018 18:39:17

    "La famiglia Karnowski" è un classico della letteratura del Novecento. Singer racconta la storia di una famiglia ebrea attraverso tre generazioni, passando per gli anni dell'emanazione delle leggi razziali. Il libro è diviso in tre parti che prendono, appunto, i nomi dei rappresentanti delle tre generazioni della famiglia: David, Georg, Jegor. Mentre nelle prime due la narrazione sembra svolgersi in maniera apparentemente lineare e tranquilla, nella terza ed ultima parte la drammaticità esplode, mostrando gli effetti della propaganda nazista su un giovane ragazzo.

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    Antonella

    19/09/2018 11:40:42

    Questo è un libro particolare. È un libro che racconta le vicende delle generazioni di una famiglia, 3 generazioni per la precisione, ma poi diventa un dramma psicologico; passa dai toni briosi, frizzanti così vari della moltitudine di personaggi vividi prima della Grande Guerra a un’atmosfera di disperazione e sgomento. Passa dalla famiglia allargata e unita europea alla solitudine di un nuovo mondo estraneo, vasto, troppo veloce. Però - a mio avviso - la pecca di questo libro è proprio quella di uscire dalla dimensione familiare, di assumere questi connotati moderni, passaggio che forse non è stato del tutto ben gestito. Perché Singer qui scrive soprattutto con tempi lampo. E infatti mi chiedevo come avesse fatto, talvolta, a rendere tanto vivide descrizioni che avevano poco spazio e che facevano parte di eventi velocissimi, che si susseguivano con foga. Questo è un romanzo che per me avrebbe potuto essere molto altro ancora, ma purtroppo ha fatto qualcosa che non andava, probabilmente nella direzione dell’individualismo, chi può dirlo?

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    Enrica

    17/09/2018 21:18:59

    Uno dei migliori libri mai letti ! Singer è un autore fantastico , con una straordinaria abilità racconta la storia di una famiglia ebraica attraverso tre generazioni , descrivendo dettagliatamente ogni personaggio non ne trascura neanche uno , alla fine sembra di conoscere tutti come nella vita reale senza risultare mai pesante o ripetitivo . Ho letto questo libro in 5 giorni , divorando pagina per pagina , una storia importante questa, da non dimenticare , il miglior libro mai letto che riguardi la terribile storia degli ebrei durante la seconda guerra mondiale . LEGGETELO!

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    taty

    18/07/2018 07:03:39

    bel libro, fatica a partire ma poi coinvolge il lettore. Peccato per il finale che ho trovato un po' affrettato e per i personaggi che potevano essere delineati meglio ed approfondite.

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    MD

    19/04/2018 08:08:09

    Guardando in faccia la realtà quotidiana con il suo ritmo e le sue cadenze – vorrei premettere –, oggi la parola ‘velocità’, che si traduce in un vivere freneticamente, e ciò che ne deriva: ansia, disattenzione cui si somma una certa ebrezza, definisce una droga sovranamente efficace sul sistema nervoso, assumendo una forza di legge. Quando poi in questa parabola qualcosa si spezza, inaugurando un periodo di tempo stagnante con i suoi dedali di noia, raccogliersi e riflettere diventa il bisogno più urgente, opponendosi all’abitudine di sfuggire ogni meditazione e contemplazione che riconduca l’uomo a chiedersi le ragioni del proprio destino. Per uscire da un momento di disagio personale e di dubbio, all’inizio del 2014, mi sono dedicato alla lettura de “La famiglia Karnowski” di I.J. Singer. Poche pagine al giorno, come un farmaco; permettendo alla realtà del romanzo di diventare doviziosamente un sostegno; coinvolgendomi un po’ come se fosse la mia stessa esistenza e il suo segreto. Per me, la visione del mondo di Singer, la sua maniera di fare ordine in sé per raccontarsi, sono state una panacea, entrando nel mio essere come una gran folata di vento. E il finale drammatico, una chiarificazione liberatoria. La vita del giovane Karnowski, grazie alla maestria di Singer, è una di quelle immagini che rimangono attaccate come un profumo, e penetrano indelebilmente nel campo della memoria involontaria proustiana. Resilienza talismano, insomma.

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    LEOPOLDO ROMAN

    09/04/2018 17:30:26

    E’ la storia di tre generazioni di ebrei, dal 1860 al 1940, ambientata prima nella bigotta Polonia, poi nella laica Berlino e infine nella libera New York. Scritta magistralmente da Israel J. Singer, fratello di Isaac, premio Nobel per la letteratura del 1978 (che famiglia, visto che anche la sorella Esther, ha scritto un paio di capolavori!), la vicenda scorre avvincente immedesimandoti in quegli ambienti ricchi di tradizioni, contraddizioni e sofferenze, quest’ultime soprattutto dopo l’ascesa del nazismo e l’istituzione delle leggi razziali. I personaggi protagonisti, David, Georg e Jegor, rispettivamente nonno, padre e nipote, personificano tre generazioni in conflitto fra loro. La prima, tradizionalista al massimo è rigida nel rispetto di una certa etica ebrea ed è poco disponibile all’integrazione con i “gentili” pur ricercandoli per ricavarne tutti i vantaggi immaginabili in termini economici e di elevazione di ceto. La generazione intermedia è invece disponibile al compromesso tanto che Georg, divenuto un chirurgo affermato, sposerà, contro il parere del padre, una tedesca. C’è poi l’ultima, quella che più soffrirà per la segregazione razziale e che sarà costretta a emigrare in America. E’ però nella descrizione dei tormenti di Jegor, che fino alle ultime pagine rifiuta di accettare la sua condizione di mezzosangue, lui che vorrebbe tanto essere biondo e con gli occhi azzurri, che il romanzo tocca dei momenti che sono struggenti, con descrizioni di situazioni che ti lasciano veramente esterrefatto. Capisci veramente quale cancro sia stata la shoa, specialmente per i più giovani.

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    Dario A.

    10/03/2018 21:16:56

    Una famiglia, tre generazioni, le proprie radici, il proprio sangue. Un romanzo di ampio respiro, un'opera elegante e grandiosa accompagnata da una prosa corposa e magistrale. Israel Singer disegna un affresco che cresce ad ogni parola, come un quadro su una tela.

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    luciano

    04/07/2017 10:30:16

    Un grande libro, una storia possente che racconta le vicende di tre generazioni di ebrei, rappresentate da David, Georg, Jegor Karnowski. La storia copre circa ottant'anni, dal 1860 al 1940, quando l'Europa era dominata dalla "belva nazista". Il giovane Jegor resta soggiogato dall'ideologia nazista e lo troviamo in mezzo alla folla eccitata ed esaltata, nei pressi del Reichstag, che grida e leva in alto il braccio. Lui ripudia le sue origini, si sente tedesco, venera i giovani nazisti " biondi e dagli occhi azzurri" e teme che qualcuno possa "scoprire il marchio di infamia, il suo sangue paterno ebraico, e svergognarlo di fronte a tutti." Si sente come se fosse affetto da una deformità vergognosa ed è in collera con il padre Georg causa, come ebreo, di tutte le sue sofferenze. Eppure Jegor al Liceo Goethe aveva subito una violenza orribile. Nell'auditorium , alla presenza di tutti gli studenti e alti funzionari del ministero dell'Istruzione, era stato esposto completamente nudo per mostrare a tutti " il marchio ebraico", la degenerazione di una "razza che portava in se il sangue negro-semitico, contaminando, in caso di matrimonio misto, il sangue nordico." E Jeogor, che aveva enormemente sofferto per quella tremenda umiliazione, rifiuta la sua origine ebraica, ritenendo più che giusto il comportamento dei ragazzi " biondi e con gli occhi azzurri" e odia il padre, ma dal padre viene salvato. Un padre che tutto perdona. "Aggrappati al mio collo tesoro, ci sono io qui con te, piccolo" e allora Jegor prende la mano del padre e la bacia e chiede perdono. L'autore ci dice che "Jegor è in grave pericolo, ma, allo stesso modo è guarito." Con lui si vorrebbe che l'intera umanità guarisse, costruendo, come dice Papa Francesco, non muri ma ponti.

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    costanza

    14/05/2017 16:05:10

    Bellissimo. I personaggi sembrano vivi e si muovono perfettamente nelle vicende storiche interessantissime. Al contrario di altri lettori, ho amato anche il finale, così moderno e reale che quasi si può toccare. E anche confortante. Un capolavoro da non perdere

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Israel J. Singer è un maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d'ombra del più celebre fratello minore Isaac B., Premio Nobel per la letteratura. La pubblicazione di questo libro ha quindi il sapore di un evento, e di un risarcimento: finalmente, il lettore potrà immergersi nell'affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi - Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski. Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna "essere ebrei in casa e uomini in strada". Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski - percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l'intera storia familiare.

  • Israel J. Singer Cover

    Israel Joshua Singer, polacco, fratello maggiore del premio Nobel Isaac Bashevis, esordì nel 1922 con i racconti Perle, in yiddish, e continuò a scrivere in quella lingua anche dopo che si fu trasferito a New York (1933). I fratelli Ashkenazi, ritenuto unanimemente il suo capolavoro, è del 1936. La raccolta postuma di sue corrispondenze per il quotidiano «Jewish Daily Forward», Da un mondo che non c’è più (1946), costituisce una sorta di autobiografia. In traduzione italiana è uscito il romanzo che nel 1932 gli diede il successo, Yoshe Kalb e le tentazioni (1973); nonché A oriente del giardino dell'Eden, uscito postumo per Bollati Boringhieri (2015). Per lo stesso editore è uscito l'inedito La fuga di Benjamin Lerner (2015). Approfondisci
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