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Joanne Harris

Traduttore: L. Grandi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2005
Pagine: 391 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811665649

Recensioni dei clienti

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    Antonella

    28/10/2009 15.44.57

    E' sicuramente una delle opere minori della Harris. Ho faticato un pò per portarlo a termine, alla fine però son stata contenta... di poterne iniziare un'altro della stessa scrittrice, sperando in qualcosa di più avvincente!

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    elvis

    29/08/2006 10.47.58

    Lettura piacevole, resa intrigante da quell’alito di vizio e perversione, voglia di rivalsa e vendetta per una vita spesa nell’attesa di emozioni vere e intense. Dove l’umano bigotto disegno di imbrigliare lo spirito di una donna, le sue sensazioni e desideri in nome di castità, purezza e innocenza cede inesorabilmente il passo al turbinio di passione e spregiudicatezza che travolge tutto e tutti. Il libro l’ho letto qualche mese fa, e ciò che più mi ha colpito è come chi ha sete (di vita e passione) beva poi a grandi sorsate, con ingordigia e sofferenza propria e degli altri, pazzo dei desideri mai realizzati e dei sapori mai provati.

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    Bruna Gallo

    28/05/2006 12.42.43

    28 Maggio 2006 - Venexia - E' un romanzo curioso, che attrae e respinge il lettore. Scritto a più voci a volte si perde in dettagli così minuziosi che il lettore si smarrisce, quasi non ricorda più chi sta parlando. Poi un colpo di scena ci ricolloca al centro della storia. Peccato che ogni tanto scivoli nel "fumettone" perché complessivamente è un buon libro, ricco di spunti interessanti e di riflessioni sull'animo umano, che Joanne Harris dimostra di conoscere molto bene. Consiglio di leggerlo a "piccole dosi" come il laudano e il cloralio ai quali attingono invece senza parsimonia due dei tre protagonisti. E' inutile voler leggere questo libro precipitosamente, perché si rischierebbe di non capirne il senso.

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    llwellin

    13/03/2006 18.35.12

    Niente da fare. Ho sperato di riscattare il libro dai bassi voti degli altri lettori ma... raggiunta la metà del testo ho dovuto prendere atto che la struttura stava scivolando verso un baratro. L'ho comprato non tanto per il nome dell'autrice quanto per una prima impressione (la copertina) e il fatto che fosse ambientato, almeno sulla carta, tra i così detti pittori preraffaeliti. L'autrice si lascia scappare le mani la possibilità di contestualizzare il suo lavoro in questa realtà che avrebbe meritato più attenzioni. Invece, il contesto, al di là dei personaggi è asciutto. Qualche descrizione, un'ambientazione storica più completa (il poco che sappiamo ce lo dice il traduttore!) avrebbero dato lustro al libro. I personaggi stessi sono al tempo stesso aridi e incomprensibili, quasi schematci ma costruiti su uno schema che non si regge. Lo stesso accade al testo che più procede e più peggiora. E' una delle prime opere della Harris ma... resta un'occasione bruciata. Peccato!

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    Marco

    06/03/2006 23.13.17

    Mi dispiace, ma questo romanzo non mi è affatto piaciuto. Amo la Harris, ma ho veramente faticato a finirlo.. i personaggi son sempre i soliti in tutti i romanzi, fateci caso: la bella e misteriosa, il cattivo (la Harris sembra avercela in modo particolare con la Chiesa, accusata di ipocrisia e superstizione.. poi riempie i romanzi di delirii magici, tarocchi, zingari, streghe etc), e l'immancabile bello e dannato. Una ricetta (è proprio il caso di dirlo) che ha funzionato in Chocolat (sublime e meraviglioso), ma che ora stanca.. se questo libro non veniva ristampato era meglio..

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    Maristella

    04/02/2006 13.07.20

    Non convince questo nuovo romanzo inedito della Harris al profumo di laudano,cloralio e magica follia,non convince il groviglio ridondante di espedienti in qualche momento con richiami shakespeariani che l’autrice libera incautamente lungo il percorso letterario e che si fanno sempre piu’ irrazionali e metafisici fino all’astruso finale. Troppo di tutto finisce per banalizzare la trama che avrebbe potuto essere molto piu’ costruttiva anche per quanto concerne la descrizione dell’epoca prescelta e degli usi e costumi del tempo. Nonostante il racconto a “piu’ voci” utilizzato peraltro con successo anche da altri scrittori, il libro, quantunque cerchi in piu’ riprese di decollare,svolta e flette verso il basso,generando addirittura note di disaffezione nei confronti di protagonisti sempre piu’ screditati dalla piega oscura ed insensata degli avvenimenti. Sebbene l’ideazione non sia del tutto scartabile, il rendimento ultimo si traduce in un prodotto letterario decisamente insignificante e limitato.

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    Dolcenera

    09/01/2006 18.55.41

    Purtroppo non all'altezza di altri suoi lavori, bella l'ambientazione, carina l'idea del racconto secondo prospettive diverse ma purtroppo l'ho trovato spesso ingarbugliato, poco scorrevole e farraginoso, anche il finale non è speciale.

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    Francesca

    21/12/2005 15.57.30

    Zuppa in salsa gotica abbondantemente condita di alcol, laudano e cloralio. Si legge velocemente e incuriosisce soprattutto per il “come andrà a finire”. L’espediente del racconto a voci plurime dà quasi sempre buoni frutti ma in questo caso ho avuto la sensazione che l’autrice l’abbia usato per agevolare il suo lavoro di scrittura. Comunque il colpo di scena finale non è male. La storia è ambientata nella Londra vittoriana, però della Londra vittoriana c’è solo qualche accenno. Concordo con Dario sui romanzi di Sarah Waters, decisamente migliori (per tacer di Anne Perry), e su “il segreto di Lady Audley” (scritto nell’800 e di piacevolissima lettura). Insomma, passi per il gotico, ma non che con la scusa del gotico si imbastiscano trame che fanno acqua da più parti. La Harris mi sembra una scrittrice decisamente sopravvalutata.

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    Dario

    14/12/2005 08.21.17

    Buon romanzo neogotico, cupo e d'atmosfera, colmo di riferimenti pittorici e letterari. A tratti sembra forse troppo un esercizio di stile della Harris, qui al suo primo libro ristampato a furor di popolo. Se amate il genere neovittoriano, non potete perdere i romanzi di Sarah Waters pubblicati da Ponte alle Grazie e "Il segreto di Lady Audley" di Mary E. Braddon (Fazi editore), capolavoro doc del sensation novel vittoriano.

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