Un fante in Russia. La tragedia della divisione «Vicenza» 1942-1943 - Giuseppe Sorgente - copertina

Un fante in Russia. La tragedia della divisione «Vicenza» 1942-1943

Giuseppe Sorgente

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Anno edizione: 2014
In commercio dal: 23 luglio 2014
Pagine: 176 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788842551959
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Luglio 1942: Giuseppe Sorgente, vent'anni, parte con la divisione di Fanteria "Vicenza" per il fronte russo, dove rimarrà fino alla primavera del '43 partecipando a tutte le azioni più drammatiche di questa campagna, da Stalingrado a Nikolajewka. La tragedia della Ritirata dell'ARMIR lo segna profondamente e per sempre, ma riesce a sopravvivere e a tornare in patria dove, dopo l'Armistizio, affronta un lungo viaggio a piedi e in treno attraverso la penisola italiana. Durante il cammino verso casa si trova coinvolto in una serie di disavventure che supera con coraggio e astuzia, riuscendo a prendersi gioco di una cinquantina di tedeschi con un fucile scarico e fornendo agli Alleati informazioni militari importanti. A settant'anni di distanza, nel suo racconto spontaneo e diretto, dal punto di vista di soldato semplice di un corpo di Fanteria, denuncia la disorganizzazione con cui la campagna di Russia fu affrontata, senza armamento ed equipaggiamento adeguati, il comportamento degli ufficiali che lasciarono i loro reparti pensando solo a salvarsi, l'estenuante marcia di migliaia di giovani soldati come lui che, nella neve e nel buio, avevano come punto di riferimento solo il proprio compagno davanti.
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    Luigi

    10/01/2019 10:14:50

    La Storia con la “S” maiuscola,raccontata e appresa nei libri , non da’ la stessa vivida rappresentazione della realtà raccontata, in presa diretta, da un superstite della drammatica “ritirata “della campagna di Russia.L’autore ha vissuto in prima persona inenarrabili vicissitudini e ce le racconta non in maniera asettica come un reporter di guerra, ma con rinnovata sofferenza,risvegliata dalla memoria confinata per tanti anni. Con semplici parole riesce a trasmettere al lettore tutto il dramma vissuto da una intera generazione di giovani sacrificati. E con la memoria mai sopita si risveglia il “J’accuse”contro la responsabilità dei capi politici e militari. È una testimonianza da leggere e apprezzare per non dimenticare le nefandezze della guerra e degli uomini.

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    Loredana D'Auria

    24/01/2015 11:06:45

    Quanti autori sono in grado di farci rivivere la quotidianità di una delle più grandi tragedie militari della Seconda guerra mondiale? Ecco, in questo libro il lettore potrà ripercorrere alcune fasi degli eventi bellici, con gli occhi di un soldato. Molto facile da leggere, il libro offre alcuni spunti di riflessione, da approfondire storicamente. Ne consiglio la lettura a tutti.

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