Fare bambini. Esiste un diritto ad avere figli?

Mary Warnock

Traduttore: S. Pollo
Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 16 marzo 2004
Pagine: XXI-102 p., Brossura
  • EAN: 9788806168186
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Descrizione
Lo sviluppo di nuove tecnologie di riproduzione ha sollevato questioni e discussioni sul come e chi debba esercitare il controllo sulla somministrazione di certi tipi di cure. Molte persone reclamano come un diritto l'accesso alla procreazione assistita: non solo coppie eterosessuali sterili, ma anche donne single, coppie omosessuali e donne in menopausa. Altri sostengono che il desiderio di maternità o paternità non è di per sé un diritto civile e che non tutti sono, per l'età avanzata, per le scelte sessuali o lo stile di vita, in diritto di essere aiutati ad avere un figlio. L'autrice analizza il significato del reclamare qualcosa come un "diritto", esaminando le implicazioni etiche delle tecniche di riproduzione assistita.

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    Francesco

    13/05/2004 15:39:34

    Un testo non particolarmente illuminato, ma abbastanza esaustivo sull'argomento; sicuramente in grado di soddisfare le esigenze di chi voglia farsi un'idea complessiva sulla fecondazione assistita, sulle tecnicehe e sulle rivendicazioni avanzate dalle opposte fazioni. L'ottica è quella di una scrittrice avvezza ai sistemi di Common Law, che preferisce il silenzio della legge anzichè la tecnica del divieto: non ha tutti i torti. Tuttavia non tiene in dovuta considerazione i "diritti" del nascituro e liquida con troppa facilità obiezioni di carattere generale, affermando che non abbiamo dati per stabilire quale sia il bene del bambino o della società, in casi che forse meritavano maggiore attenzione. A differenza dell'amica Elena che ha recensito prima di me il medesimo testo, ho trovato faziosa e banale la prefazione.

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    Elena

    03/05/2004 12:17:28

    Una lettura indispensabile per chi è interessato al dibattito sulla fecondazione assistita e a capire perchè la recente legge approvata in Italia è tanto discussa e osteggiata dall'opposizione, dal mondo scientifico, dalla pubblica opinione . Un punto di vista finalmente laico, aperto, veramente bioetico da parte della maggiore eticista britannica. La prefazione, da sola, merita l'acquisto !

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