Fare gli ebrei italiani. Autorappresentazione di una minoranza (1861-1918)

Carlotta Ferrara Degli Uberti

Editore: Il Mulino
Collana: Studi e ricerche
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 12 gennaio 2012
Pagine: 268 p., Brossura
  • EAN: 9788815234520
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Descrizione
Fatta l'Italia, bisognava "fare gli ebrei italiani", ovvero cercare di capire cosa potesse significare essere ebrei e italiani dopo l'emancipazione e l'Unità, che avevano alterato in maniera sostanziale gli orizzonti politici e giuridici, ma anche simbolici ed emotivi entro i quali le due identità, l'ebraica e l'italiana, erano vissute per secoli. Protagonisti del libro sono testi prodotti da rabbini, maestri di scuola, dirigenti delle comunità, avvocati e intellettuali ebrei alle prese con queste nuove sfide. Temi come integrazione, famiglia, nazione, religione, sionismo si intrecciano con le diverse (e in genere non positive) rappresentazioni dell'ebreo circolanti nella cultura dell'epoca. Il volume propone una storia culturale del discorso nazionale ebraico-italiano fra l'Unità e l'avvento del fascismo. Un libro originale e innovativo, non solo per la storia dell'ebraismo italiano, ma anche per quella delle idee di nazione, cittadinanza e appartenenza italiane.

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    Marco Caprio

    06/02/2012 19:52:30

    "La formazione della coscienza nazionale italiana degli Ebrei è parallela alla formazione nazionale nei Piemontesi o nei Napoletani o nei Siciliani:è un momento dello stesso processo e vale a caratterizzarlo.Come[...]i Piemontesi o i Napoletani, così nel medesimo tempo gli Ebrei abitanti in Italia si sono fatti Italiani".Questa osservazione dello storico A.Momigliano, ripresa,tra gli altri,da Gramsci nei suoi "Quaderni",sembra sintetizzare posizione e ruolo degli ebrei italiani alla fine dell'800: una minoranza pienamente coinvolta nella nascita dello stato unitario. Con lo statuto albertino gli ebrei acquisiscono infatti i diritti civili, diventano a pieno titolo protagonisti di un complesso processo storico e culturale.Chi sono, o meglio chi vogliono essere, in questo passaggio epocale, gli ebrei italiani?Qual'è la loro identità religiosa e culturale, e come questa viene cambiata dalle nuove responsabilità nei confronti della patria? E' questo l'oggetto dell'indagine di Carlotta Ferrara degli Uberti, giovane ricercatrice formatasi alla Normale Superiore di Pisa.Attraverso una ricerca sulla produzione culturale ebraica dell'epoca, l'autrice fa sì che siano gli stessi protagonisti a rispondere alle domande:tra testate giornalistiche e sermoni rabbinici, saggistica e letteratura, gli ebrei italiani cercano una sintesi tra spinte contrapposte.Da una parte l'ansia di dimostrare di meritare l'emancipazione, l'ambizione di raggiungere un'integrazione non solo giuridica.Dall'altra l'esigenza di mantenere una precisa identità religiosa e culturale.I dibattiti sulla partecipazione agli eventi bellici dell'epoca vedranno la cultura ebraica ostentare un patriottismo esemplare, arrivando addirittura a interpretare e rielaborare in chiave retorico-patriottica passi di testi sacri e relativa mitologia;il timore di una fagocitante assimilazione porterà i capi delle comunità a combattere aspramente i matrimoni misti.E' solo una delle numerose,inevitabili e irrisolte contraddizioni

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