Il farmacista di Auschwitz

Dieter Schlesak

Traduttore: T. Cavallo
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 24 settembre 2009
Pagine: 443 p., Rilegato
  • EAN: 9788811683490
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Descrizione

"Victor Capesius era farmacista a Sighisoara, buon vicino di casa della famiglia Schlesak. Una fotografia del 1929 lo mostra sorridente in uno stabilimento balneare della cittadina, con alcuni conoscenti. Anni dopo, Capesius si trova ad Auschwitz, a inviare tanti di questi suoi vicini nella camera a gas, selezionandoli personalmente e dicendo loro di spogliarsi per andare a prendere un bagno. Dalla farmacia del Lager distribuisce le dosi dello Zyklon B, il gas letale. L'idillio di provincia diviene il più atroce e fetido mattatoio della storia, i commensali di liete tavolate domenicali nelle colline transilvane si dividono in assassini e assassinati, il familiare nido di provincia cova le uova di mostri. Capesius, condannato a nove anni di carcere, è poi vissuto e morto serenamente. Il possente libro di Schlesak - in cui c'è un unico personaggio immaginario, il deportato Adam, che tuttavia riferisce fatti oggettivi e parole realmente dette da vittime e da boia e in cui il narratore è solo un impersonale protocollo di eventi, deposizioni e dichiarazioni raccolte - è un indimenticabile affresco del male, degno del "L'istruttoria" di Peter Weiss e, nella sua secca sobrietà epica, altrettanto intenso." (dalla Prefazione di Claudio Magris)

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Recensioni dei clienti

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    Ragnetto

    14/12/2011 11:41:00

    Non so che voto dare perché non ho finito di leggere il libro....e non l'ho finito perché mi faceva star male. Non è la prima volta che leggo suulle atrocità della Shoah, eppure le prime 60 pagine di questo libro-testimonianza mi hanno piegato....Spero un giorno di poterlo riprendere, ma ci vuole davvero una grande tranquillità d'animo per sopportare quello che viene descritto nei particolari.E' un qualcosa che scava nella coscienza di tutti, perché come diceva M.L.King: "Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste".

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    miki

    16/09/2010 20:18:11

    ho appena finito di leggere questo libro..beh..sinceramente mi ha un pò deluso,mi aspettavo qualcosa di più! ed è anche un pò "noiosetto" la parte del processo!! per carità,l'autore è stato molto sensibile a riportare in memoria una pagina "nera"della nostra storia...però...non mi è tanto piaciuto...sicuramente c'è di meglio!!!

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    M.T.

    04/05/2010 14:56:02

    Seppur meritevole di rinnovare la memoria dei crimini commessi nei lager, il testo è confusionario, salta da un personaggio all'altro, senza una linea precisa di racconto.

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    Brunella

    09/04/2010 12:13:01

    Sconcertante, disumano e questo libro testimonia per l'ennesima volta il genocidio degli ebrei. Quanto arrivi alla fine del libro ti resta dentro un'immensa amarezza sapendo che alcuni "esseri umani"(che di umano non avevano nulla) non provavano nessun rimorso nell'uccidere in maniera atroce i propri simili. Allucinante.

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    Umberto75

    29/11/2009 10:49:46

    Perchè? La domanda leggendo su Oswicem è sempre quella? Perchè? Come è stato possibile tale indicidibile barbarie? Se questo è un uomo diceva Levi ed aveva dannatamente ragione. Qui c'è un'ulteriore testimonianza della discesa agli inferi del genere umano. Da leggere per non dimenticare in quanto non è possibile capire perchè tutto questo è stato possibile!

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    Fabio Ponzana

    22/11/2009 12:55:25

    Libro molto bello. Indimenticabile.

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