Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi

Antonio Pennacchi

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804619994
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Recensioni dei clienti

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    Claudio S.

    13/06/2017 16:55:42

    Per uno nato nei primi anni "50 è un po' scorrere un album di famiglia, per fortuna al netto di molti eccessi. Alcuni squarci sulla famiglia sono urticanti, ma autentici. Le pagine dedicate a Milano sono pagine d'amore verso la città. Certo lo stile "parlato" in prima persona come voce narrante alla lunga può risultare ripetitivo e fastidioso, ma è anche la forza di Pennacchi.

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    Simone F

    27/10/2014 15:20:02

    Che grande Penacchi! Un libro davvero bello... Il protagonista riesce a conquistare pagina dopo pagina la simpatia del lettore, ed al termine della storia sei quasi triste... Il romanzo parte piano piano, forse a tratti è anche noiosetto, ma quando arrivano gli eventi politici è un piacere leggerlo. Stima infinita per Penacchi, per quello che dice, che pensa, che rappresenta, un personaggio autentico e genuino, anche nei suoi errori e nelle sue peripezie.

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    Eugenio

    22/03/2013 13:07:31

    In generale, che sia laureato lo si vede più nei saggi tecnici sulle città del fascismo. Questo libro, invece, sembra più un enorme diario blog, non un romanzo, perché scrive come parla. Le prime 100 pagine sono inutile spazzatura: una sbrodolata di microaneddoti senza un filo logico. Poi, finalmente comincia la storia del militante politico, tra alti e bassi, momenti più scorrevoli altri invece in cui il ritmo si fa molto più pesante. Allora, anche se non c'è uno stile, perché potrebbe essere un comunissimo racconto di qualsiasi altra persona, quantomeno si intravede una trama, una storia lineare. Carini gli accenni all'ideologia politica e ai personaggi di rilievo nazionale conosciuti, ma sarebbe stato meglio approfondirli. Per come la racconta lui, mi sembra una persona a cui piace soprattutto menare e ideologicamente un po' confusa: cambia idea da un giorno all'altro, si vende un po' anche alla DC.

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    monteiro rossi

    12/01/2013 18:47:18

    Pregevole opera, racconto accattivante che illumina il lettore su un arco temporale della nostra storia recente.

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    AironeBlu

    02/01/2012 11:56:59

    Dopo "Canale Mussolini" ho deciso di leggere tutto di Pennacchi e questo è il secondo romanzo che ho scelto e che sto tuttora leggendo. Accio è fantastico, un momento lo ami e un momento lo vorresti strozzare. Tipica la prosa di Pennacchi, con i periodi lunghi che si rincorrono uno sull'altro, proprio come fossero pensieri. Bello?..e dopo leggerò Palude, sperando di ritrovare la magia di Canale Mussolini e di conoscere ancora qualche pagina di storia italiana.

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    Pino Chisari

    22/09/2011 19:34:30

    Dato il carattere decisamente autobiografico della storia raccontata, viene da chiedersi quali siano i valori ideologici reali nelle scelte polititiche dell'autore. Lo stile sanguigno e, almeno all'apparenza, sincero è comunque un valore che rende un po' più digeribile questa storia che, per alcuni versi, sarebbe altrimenti noiosa e banale. Di certo c'è molto di una certa generazione (alla quale appartengo anche io); vorrei tuttavia pensare che i dolori, i drammi, i lutti ed il successivo sfacelo sociale che quella generazione ha portato non siano solo frutto della voglia di 'menare' che caratterizza il protagonista.

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    Guido-Maria

    02/10/2009 15:24:47

    Bel libro, fortemente evocativo di un epoca e di luoghi particolari. Divertente e scorrevole da leggere, ironico quanto basta.

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    Consuelo

    30/08/2009 16:54:29

    Alcune critiche mi sembrano ingenerose.COncordo con Francesco,è vero l'autore manca di stile letterario, non siamo davanti ad un capolavoro, lo scrittore viene dalle fabbriche e non dal bello scrivere ma resta una lettura fresca, simpatica e una bella ricostruzione di anni importanti della nostra storia. Credo che la sufficienza se la merita tutta

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    Elsa

    25/08/2009 17:38:21

    Un autore che ha tutti i limiti del parvenu culturale, di chi scopre tardi e male cose che tutti sanno. Con una punta di fastidiosissimo provincialismo. In questo saggio c'è anche tantissima noia aggiuntiva. Qua e là la butta sulla simpatia e la confidenza. Ma è troppo poco.

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    Gabriella

    24/08/2009 18:08:20

    Sono perplessa. Perché sì va bene, questo è un libro che una lettura la merita. C'è di peggio. Ma un capolavoro no, per piacere. Lo stile è volutamente basso, colloquiale, "neorealista". Diciamocela tutta: lo stile è sciatto, tenuto su da un continuo ammiccare al lettore, dando di gomito con battutine da bar e parolacce. La struttura narrativa è esile, tutta prevedibile, dilettantistica, da metà libro in poi persino stanca e ripetitiva, non sarà un caso che nella trasposizione cinematografica soggetto e sceneggiatura siano stati firmati da altri. Modesto e retorico, infine, il contenuto. Un'operetta che si può leggere.Ma bisogna essere chiari e onesti: se ne può fare tranquillamente a meno.

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    Alessandro Colia

    10/03/2009 10:28:26

    Partenza fulminante, la prima metà del libro è avvincente e originale ma poi si perde nella ripetitività dei pensieri e delle situazioni.

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    francesco

    10/09/2008 12:35:56

    Pennacchi pur mancando manca di stile letterario lo si può definire, tutto al più un tardo realista, è efficace nel ricostruire la storia di quegli anni difficili, dove i giovani corrosi dalla dissoluzione passavano dalla destra alla sinistra con molta disinvoltura.

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    manu

    26/05/2008 21:20:22

    Stupendo. Da leggere tutto d'un fiato...

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    lalli

    07/11/2007 11:29:00

    PENNACCHI HA VERAMENTE RICEVUTO IL DONO DELLA SCRITTURA ED ALCUNI SUOI PERSONAGGI SONO INCANTEVOLI.PERO' NEL LIBRO C'E' QUALCOSA CHE NON SI COMPIE PERCHE' LA STORIA AD UN CERTO PUNTO SCORRE POCO FLUIDAMENTE...FORSE E' QUESTA LA RAGIONE PERCUI NEL FILM DAL LIBRO ISPIRATO TUTTO VIENE STRAVOLTO!

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    Gabriele

    13/10/2007 01:37:44

    Un opera neorealista ambientata negli anni '60, un pezzo di storia della nostra nazione, un protagonista che ti trascina nelle sue storie, facendoti ridere, commuovere, riflettere. Una perla.

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    janie jones

    09/10/2007 17:13:50

    Dice: "C'era bisogno di un libro così?" E la risposta non può che essere positiva. Accio Benassi è un personaggio unico a cui è impossibile non affezionarsi. Non si può rimanere indifferenti al suo interminabile interrogarsi su tutto ciò che lo circonda e sulle vicissitudini che gli capitano nel corso della sua "vita scriteriata". Pennacchi ci ha regalato una vera chicca con questo suo romanzo che, tra i tanti pregi, ha anche quello di mostrare in modo vivace e avvincente uno spaccato della storia del nostro Paese. Lo consiglio a tutti... leggetelo e avrete fatto "metà del vostro dovere"!

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    luca

    28/08/2007 11:50:55

    Come spesso accade film e romanzi non vanno molto d'accordo, e il vantaggio delle immagini che si riescono a creare leggendo certe storie non hanno paragoni con quelle impresse sulla pellicola. Mio fratello e' figlio unico ha in comune con questo libro solo il nome del personaggio principale. Un film discreto, simpatico primo tempo, meno convincente il secondo, ma un libro decisamente interessante. Un autore che non conoscevo, e che deve essere scoperto. Un libro da leggere.

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    Alessandra

    29/05/2007 22:20:58

    Il libro è ben scritto ed è scorrevole nella lettura! Il protagonista è un personaggio originale e fuori dagli schemi, ma allo stesso tempo molto tenero e sensibile! L'unica pecca è che si parla troppo di politica... anche se visto il titolo era prevedibile!

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    Gianca

    06/05/2007 11:32:00

    Ottimo romanzo. Pennacchi ha fatto metà del suo dovere scrivendolo, aspetto l'altra metà.

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    Luca

    16/04/2007 00:34:55

    Un capolavoro della letteratura italiana. Un vero maestro. Consigliato a chi ha voglia di iniziare un libro con la speranza che non finisca mai. Scanzonato e drammatico, Pennacchi rende queste pagine indimenticabili.

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