Il fascismo degli antifascisti - Pier Paolo Pasolini - copertina

Il fascismo degli antifascisti

Pier Paolo Pasolini

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Editore: Garzanti
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 settembre 2018
Pagine: 96 p., Brossura
  • EAN: 9788811603696

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La riflessione sul fascismo e sulla sua evoluzione storica attraversa tutta l'opera di Pasolini: questo volume raccoglie alcuni dei suoi testi più significativi scritti sull'argomento tra il settembre 1962 e il febbraio 1975. Prendendo coraggiosamente posizione contro un antifascismo di maniera ormai fuori tempo massimo, Pasolini mette in guardia da una nuova forma di fascismo, più subdola e insidiosa, intesa «come normalità, come codificazione del fondo brutalmente egoista di una società». È il sistema dei consumi, che a partire dagli anni Sessanta si è reso responsabile dell'omologazione culturale del paese: un potere senza volto, senza camicia nera e senza fez, ma capace di plasmare le vite e le coscienze. A distanza di oltre quarant'anni, questi interventi mantengono intatta la loro forza critica, permettendo di cogliere alcuni dei tratti più profondi dell'Italia di oggi.
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    Lorenzo

    24/09/2019 20:28:39

    Interessante riflessione sull'evoluzione del fascismo nel senso più ampio e variabile, in questo caso, del termine. Una critica ben salda al consumismo e l'indifferenza, chiavi principali del fascismo di cui parla Pasolini di nuova generazione.

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    Gilles Gambier

    19/09/2019 22:05:28

    Spesso mal interpretato da coloro che si fermano solo al titolo, il Fascismo degli Antifascisti è un manifesto contro l'antifascismo borghese e utile al sistema, che non fa altro che nascondere ciò che la moltitudine non desidera senza rivoluzionare assolutamente niente. Pasolini dall'alto del suo genio non fa altro che ribadire che il vero "fascismo" da combattere è quello del conformismo, che si stava sviluppando sempre più nella società dell'epoca, ormai consumista e non più del bisogno. In una parola: geniale.

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    n.d.

    31/05/2019 12:51:46

    Il pensiero di Pasolini diventa ogni giorno più attuale

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    Oriana

    10/03/2019 08:43:17

    Che cos’è un intellettuale? Un individuo che sia in grado di leggere il suo presente, senza dover ricorrere a schematizzazioni semplicistiche. Non so se abbiamo o se avremo mai di nuovo voci chiare, oneste e limpide come quella di Pasolini, so solo che “Il fascismo degli antifascisti” e gli articoli che raccoglie sopravvive nel 2019 a darci una stilettata nel cuore, per il fallimento di questa società e per il modo in cui quarant’anni fa Pasolini riusciva a identificarci il nuovo fascismo e a dirci che inevitabilmente sarebbe nato dalla società capitalista e consumistica.

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    DISH

    08/03/2019 22:06:02

    "Il fascismo degli antifascisti" è già geniale dal nome e descrive pienamente l'intento dell'autore per l'anticonformismo a tutti i costi. Da tempo e per dire anche da sempre lui era in lotta contro i fascisti, ma ha notato che questo andarci contro a tutti i costi (non solo al fascismo) ha trasformato pian piano la società e le singole persone in una forma diversa e forse più pericolosa di compattamento e pensiero contro gli altri che è forse ancora più pericolo del fascismo, perché subdola, indiretta e molto insinuante. In questo libro possiamo capire le sue intenzioni e secondo me ha perfettamente ragione, è esattamente come il nostro "razzismo radicato" ma indiretto che possiamo riscontrare sugli immigrati attualmente. Un libro che dovrebbe far pensare a prescindere se si è d'accordo o meno con i contenuti.

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    alida airaghi

    21/01/2019 08:57:17

    Garzanti ha qui raccolto otto interventi che Pier Paolo Pasolini scrisse tra il 1962 e il 1975 sulla storia del fascismo, e sulla sua sopravvivenza culturale e politica nell’Italia del dopoguerra. Fascismo inteso come potere massificante e subdolo, capace di modellare i comportamenti delle masse, manipolandone le idee e livellandone aspirazioni e desideri. Un fascismo rappresentato “come normalità, come codificazione allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società”. Nei saggi inclusi successivamente in Scritti Corsari, gli strali pasoliniani prendono di mira soprattutto l’ideologia edonistica del consumo e la produzione di beni superflui (“che rendono superflua la vita”), così come è stata imposta negli anni 60-70 dalla stampa e dalla televisione, entrambe portavoce in primis degli interessi industriali, capaci di ammorbare con miraggi di ricchezza milioni di persone. Un’Italia non più contadina, forse nemmeno operaia e certamente non più cattolica, ma espressione di una borghesia miope, attratta da valori ormai distanti da quelli espressi dalla triade Chiesa-Patria-Famiglia. In questo nostro paese omologato culturalmente, non esisteva una reale differenza tra fascisti e antifascisti, simili ormai sia nell’estrazione sociale, sia nella psicologia, nel linguaggio, nell’abbigliamento. La diversità tra il fascismo storico, espressione di una destra caricaturale, rozza, provinciale, e il nuovo fascismo, camaleontico e illiberale, “americanamente pragmatico”, viene a più riprese illustrata nei vari articoli qui presenti, insieme alla definizione ironica delle caratteristiche dell’antifascismo postbellico: un antifascismo di maniera, asservito a un Potere non ben definibile, che non è più quello politico-ecclesiastico-militare, ma solo quello celebrativo del mercato. Un antifascismo sostanzialmente antidemocratico, modaiolo, salottiero, parolaio, incapace di prese di posizione realmente di sinistra.

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  • Pier Paolo Pasolini Cover

    (Bologna 1922 - Roma 1975) scrittore, saggista, regista cinematografico italiano. Trascorse l’infanzia in varie cittadine tra Veneto, Lombardia ed Emilia (al seguito del padre, ufficiale dell’esercito) e compì gli studi liceali e universitari a Bologna. Il forte legame con la madre, friulana d’origine contadina (parallelo alla lontananza di una immagine paterna, pur rimpianta), e gli studi di filologia romanza lo spinsero a cercare nel dialetto materno un mezzo col quale esprimere un delicato e fantastico mondo poetico: nacquero così le Poesie a Casarsa (1942), poi raccolte con altri versi in La meglio gioventù (1954). La guerra costrinse P. e la madre a riparare a Casarsa, nell’estate del ’43. Qui organizzò un periodico di letteratura... Approfondisci
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