Editore: Mondadori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 23 gennaio 2018
Pagine: 352 p., Rilegato
  • EAN: 9788804685555
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Recensioni dei clienti

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    Sergio

    22/09/2018 15:05:32

    Questo libro mi ha sorpreso e mi è piaciuto moltissimo. Racconta la storia di Christian, affetto da sindrome bipolare, e di tre personaggi che gli ruotano intorno, con cui intrattiene contemporaneamente delle relazioni sentimentali: Dafne, Davide e Dante. Le vicende sono ambientate a Milano nel periodo dell’allestimento dell’Expo. Abbiamo quindi un’autrice giovane che riesce a ritrarre le esperienze e i sentimenti di una generazione, quella della crisi e dell’instabilità. Credo che la Caruso abbia trattato con intelligenza e sensibilità il tema della malattia mentale. Ho apprezzato anche la semplicità e l’onestà con cui ha ritratto personaggi omosessuali e bisessuali. Il protagonista ha un comportamento distruttivo nei confronti di se stesso e del prossimo. Ciò non lo rende un personaggio facile da amare. Ci rendiamo conto dei suoi errori e del suo atteggiamento manipolatore nei confronti delle persone che lo circondano. Assistiamo però anche ad una sua lenta evoluzione, attraverso le sedute psichiatriche e le persone che ha accanto. Una ventata d’aria fresca nella narrativa italiana!

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    Manuela

    22/09/2018 08:23:36

    In una Milano caotica, che funge da cornice ma anche da punto cardine del romanzo, si intrecciano inestricabilmente le vite di diversi personaggi, tutti tratteggiati con maestria nella complessità della loro personalità: sono esseri umani veri, persone che incontro nella mia città, che è proprio Milano. Una scrittura frenetica e indagatrice che svela gli aspetti più oscuri dell'animo umano, un libro che ti ruba l'anima e la butta a pezzi nella storia.

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    Sarah

    20/09/2018 13:44:37

    Avevo grandi aspettative per questo libro ma ne sono rimasta delusa. Forse non faccio parte del target adatto o forse non è semplicemente il libro adatto a me o forse sono io a non averlo capito. Vi è un buon approfondimento psicologico dei personaggi ma ho avuto l'impressione che siano prese in considerazione troppe problematiche. È pur vero che ciascuno ha i propri piccoli o grandi problemi ma a mio avviso non sono analizzati a sufficienza e/o nel modo corretto. Vi è una descrizione in parte fuorviante della psicoterapia. La sessualità è un tema centrale - a tratti anche volgare - cosa che non mi aspettavo e che personalmente non ho apprezzato. Non è un libro noioso ma l'ho trovato abbastanza prevedibile e non mi ha suscitato emozioni.

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    Alessio

    19/09/2018 11:56:43

    "Le Ferite Originali" non è un romanzo che si legge facilmente, e soprattutto "Seconda parte dell'autunno" mi ha scavato dentro. Ho dovuto chiudere il libro e aspettare un po'. Metabolizzare la storia prima di poter ricominciare. Poi da lì non sono più riuscito a staccarmi dalla storia, e questa mattina, preso dall'insonnia e dall'amore, ho letto le ultime 150 pagine alla luce prima della torcia del mio cellulare e poi quella tardiva del sole che fatica sempre a sbucare tra i palazzi. E così si è concluso - ma poi non credo, almeno non ancora - un viaggio che aspettavo di intraprendere dalla fine di quella seconda lettura di "Comunque vada non importa" (che, se possibile, mi ha dato ancor di più della prima) (immagino sarà così anche con "Le Ferite Originali", chissà). Questo viaggio mi ha lasciato dentro quel bellissimo appagamento del lettore, una storia che completa il cerchio, arriva al più truce racconto per poi ristabilire l'ordine (catarsi). Provo soddisfazione, completezza, m'innamoro della bellezza di un realismo che però non è crudele. C'è ancora la possibilità di cambiare rotta e di costruire, non è tutto perduto e distrutto. C'è ancora un equilibrio da ritrovare, ci sono ancora ferite da medicare. Questo romanzo sarebbe potuto finire con la nozione - in parte veritiera - che questa esistenza è una cosa informe e triste, ma poi c'è forse un discorso ancora più vero, che tutto ha il senso e il peso che diamo noi alle cose, e che va benissimo così, fin quando riusciamo a perdonarci e farci bene. E amare.

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    Inizio col dire che il libro mi è arrivato rovinatissimo, copertina strappata e mezzo piegato. Ho però chiesto la sostituzione e non ci sono stati problemi sia con l'invio della nuova copia che con il ritiro di quella rovinata. Detto questo inizierei col dire che più un libro ci tocca, più è difficile parlarne. Direi che questo è uno di quei casi, perché Le ferite originali ha colpito qualcosa dentro di me e da un certo punto di vista non so neanche spiegare cosa e in che modo. Posso sicuramente dirvi che non potrete non innamorarvi dei suoi protagonisti. Non parlo solo di Christian, il protagonista e motore (concedetemi il termine) della storia, ma anche degli altri personaggi anche se forse all'inizio non vi staranno molto simpatici (scusa, Dante ma è così, ho impiegato tutto il libro per amarti). Sono personaggi complessi, ci possiamo identificare con i loro sentimenti ed emozioni, anzi direi che ci identifichiamo così tanto con loro che avvertiamo con molta forza anche dolore, gioia, paura che provano e questa dimostra una grandissima abilità da parte dell'autrice, perché non è facile trovare romanzi che ti colpiscano così tanto. E' una storia non proprio classica e posso capire che su alcuni punti molti potrebbero storcere il naso ma si tratta di storie di persone comuni, che si incontrano e scontrano come succede nella vita di tutti giorni; c'è una grande attenzione al reale e alla psicologia che mi hanno colpito fin da subito e mi hanno fatto apprezzare il libro ad ogni pagina. Non posso non consigliarvi la lettura e sperare di poter leggere altro di questi personaggi che mi sono entrati nel cuore (sopratutto la mia ship <3)

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    Erica

    18/05/2018 08:08:24

    Ho letto e riletto questo romanzo per tre volte. Non perchè la prima volta non lo avessi compreso, ma perchè la prima volta mi ha lasciato talmente tanto, che speravo di ritrovare quella sensazione anche a seguenti riletture: ha funzionato. Da allora me lo tengo sul comodino, in modo tale da poterne rileggere alcune parti sottolineate, alcune frasi che mi hanno colpita particolarmente e che conservo come consigli da seguire. Eleonora è riuscita, in questo romanzo, ad essere assieme poetica e crudele; delicata e rude. Le Ferite Originali è un romanzo che lascia il segno, che fa riflettere, che fa desiderare di comprendere i meccanismi che muovono il protagonista, il perchè di determinate sue scelte e decisioni. Christian si lascia accompagnare dalla prima all'ultima pagina, svelandosi poco a poco attraverso i suoi atteggiamenti, ma soprattutto attraverso il suo rapporto con Milano (che diventa anch'essa personaggio vivo e pulsante) e con gli altri personaggi. Per essere così giovane, Eleonora ha osato molto con questo libro nudo e onesto, ne consiglio la lettura a chi desidera una sferzata di novità e leggere una storia diversa dal solito.

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    zocca giuliano

    16/05/2018 17:29:44

    Complimenti a chi ha scritto la nota di presentazione sul risvolto di copertina, è la cosa migliore di tutto il libro. Sin dalle prime pagine ti accorgi di quanto sia noioso. dall'inizio alla fine, una scrittura pesante, lo stesso concetto ripetuto più volte, l'ossessione delle parole fine a se stesse. A un certo punto diventa completamente illeggibile, da saltare interi paragrafi. Quando poi ti accorgi che menziona Vicenza come una cittadina medioevale ti rendi conto che: o non si è documentata a sufficienza o non ha alcun rispetto per il lettore, e se alcuni luoghi dovevano essere di fantasia che lo siano del tutto. Peccato che i libri non si possano restituire come gli elettrodomestici difettosi.

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È nel momento in cui il terapista prova a richiamare la sua attenzione, che Christian si accorge di non sapere cosa sta facendo. Non da minuti, né da ore, ma da giorni. A un certo punto le cose hanno semplicemente iniziato a succedere fuori da lui, e quello che ha fatto, se ha fatto qualcosa, è andato via come vanno le canzoni in sottofondo, pure quelle fighe, cioè indistintamente.
È giugno e ha in mano un globo di neve. Dentro c'è il Duomo staccato dal fondo, riverso su un lato e coperto di neve brillante, un gigante marino un tempo maestoso che ora muore sul selciato. Il suo respiro di agonia rende opaca la plastica.
Christian è convinto che in quell'oggetto si celi un messaggio per lui, magari il codice mancante nella sua programmazione, o il presagio del momento sublime in cui la sua testa, già gonfia al massimo sotto la scorza, esploderà in chicchi come una melagrana. In fondo chi altri comprerebbe un globo di neve in estate, se non lui?