Traduttore: M. Rossari
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788865591215
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    Carol

    10/12/2016 08:50:08

    Questo scrittore ha la capacità di farti immergere completamente nei luoghi e nelle storie che racconta: dopo poche pagine sei lì nel ranch del Wyoming con il protagonista, in mezzo al nulla, conducendo una vita scandita dai ritmi del lavoro, dal clima spesso impietoso, dai lunghi percorsi in auto per raggiungere il primo centro abitato, circondato da paesaggi mozzafiato. In più questa volta c'è una tensione che monta pagina dopo pagina e che culmina nel finale, temuto ma quasi inevitabile. Ma Percival Everett non sa solo raccontare storie avvincenti, sa anche scandagliare l'animo umano: qui affronta il tema dei pregiudizi, del razzismo, della paura del diverso, scavando nei pensieri più reconditi delle persone, quelli che spesso abbiamo paura di scovare o ascoltare, anche in noi stessi.

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    valter57

    16/08/2016 12:49:58

    Primo libro di Everett, e penso che ne leggerò altri. Echi di McCarthy (Trilogia della pianura) e anche di J.R. Lansdale (il finale..), ma con uno stile minimalista che lascia stupiti, profondo più di quanto possa apparire. Il personaggio di John Hunt resterà nella memoria, così come il mulo e il cucciolo di coyote.

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    Umberto Mottola

    20/02/2014 16:46:04

    Romanzo molto piacevole. Indimenticabile il personaggio del cowboy John Hunt. L'autore usa molti dialoghi e questo sta a dimostrare che un buon romanzo può essere costruito anche usando spesso i dialoghi.

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    Federica

    13/03/2013 11:01:24

    Everett, autore spesso sopravvalutato, in questo romanzo riesce a toccare vertici letterari che lo avvicinano a Cormac McCarthy.

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    pennuto

    01/09/2012 00:36:30

    Bellissimo quanto un romanzo del miglior McCarthy. Consigliatissimo!!!

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    oncecaldas

    09/03/2011 19:02:55

    il tema toccato , l'ambiente , i personaggi. il mix che ne esce è di altissimo livello. uno dei migliori libri che abbia mai letto. complimenti!

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    Orlando Swinton

    11/10/2009 19:01:39

    Ho conosciuto Percival Everett grazie a questo romanzo, scoperto per caso tra i suggerimenti di una guida Lonely Planet. Sono contento, per una volta, di aver dato retta alla guida! Ho scoperto un narratore autentico, in grado di entrare in contatto con profondità e raffinatezza con il contenuto della sua opera. Una scrittura rigorosa, asciutta e al tempo stesso partecipe, che ti porta nell'America ancora oggi schiava del pregiudizio. Grazie a 'Ferito' ho conosciuto un autore che sto esplorando, ed è come trovare un nuovo amico. Mi auguro che le piccole case editrici che ce lo hanno fatto conoscere in Italia persistano nella loro missione.

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    logiovane@gmail.com

    01/08/2009 11:26:16

    everett percival si rilassa in questo libro abbandona la scrittura "originale" de il glifo per tornare ad una scrittura più scorrevole, meno raffinata, meno "colta". lo stile ricorda vagamente mccarthy ma solo nelle pagine finali del libro, per il resto everett mette a confronto la società ultra conservatrice e reazionaria del far west americano con una cultura più metropolitana come qualla gay e il mai sopito scontro tra bianchi e neri. everett percival in questo libro è partecipe ed evidentemente schierato quasi come un racconto autobiografico.

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