Editore: Il Mulino
Edizione: 3
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 gennaio 2013
Pagine: 226 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788815241771
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 7,56
Descrizione
Poche cose come il treno hanno cambiato la realtà e l'immaginario dell'Italia negli ultimi 150 anni. Durante il Risorgimento e subito dopo il 1860 l'arrivo della strada ferrata e l'inaugurazione delle stazioni assursero a simbolo dell'unità nazionale: non solo si scambiavano merci e idee, ma soprattutto le diverse genti della penisola potevano entrare in contatto tra di loro, dando così inizio alla formazione di un popolo nuovo. Una funzione che il treno ha continuato a svolgere a lungo, con le tradotte dei fanti della Prima guerra mondiale, con i "treni popolari" dell'epoca fascista, con i tanti "treni del sole" che nel dopoguerra rovesciarono, a centinaia di migliaia, le genti del sud nelle periferie industriali di Torino e di Milano. Le ferrovie simboleggiarono anche nuovi ambiti di conoscenza e di presa di coscienza: dal carducciano fischio della vaporiera annunciante il trionfo della scienza e della ragione laica, alla scoperta geografica del territorio, alla bonifica delle plaghe malariche. Il libro, ora in versione aggiornata, ricostruisce fino ai giorni nostri questa pagina così significativa della nostra identità, non trascurando l'importanza economica che gli investimenti ferroviari ebbero con l'inevitabile intreccio tra politica e affari.

€ 7,56

€ 14,00

8 punti Premium

€ 11,90

€ 14,00

Risparmi € 2,10 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    maurizio .mau. codogno

    08/10/2013 12:06:55

    Una decina di anni fa avevo letto la prima edizione di questo libro, e il mio unico cruccio era che il testo era tirato via piuttosto in fretta per quanto riguardava la storia a partire dal secondo dopoguerra. Beh, in questa terza edizione sono stato accontentato :-), probabilmente perché non ero il solo a essere rimasto un po' deluso. Ora che quanche cartina in più c'è - ma è anche vero che per le linee ferroviarie Wikipedia è la vostra amica - è più chiaro notare come la scelta di sussidiare il trasporto su gomma in sostituzione, e non in completamento, di quello su ferro sia stata deleteria; e che la "liberalizzazione" ferroviaria dell'ultimo decennio è stata sostanzialmente un fallimento perché il costo del materiale rotabile è troppo elevato per fare entrare nuovi partner in un mercato in perdita strutturale (altra cosa sono le linee ad alta velocità). Tornando al passato, la parte relativa alle ferrovie preunitarie è pure importante, perché fa capire come certi percorsi fossero nati per caso (e male, vedi la Porrettana: d'accordo che passare gli Appennini non era banale, ma una ferrovia a quote troppo elevate era preoccupante. Maggi continua ad amare il treno: forse fin troppo, perché ha un po' glissato sui costi dell'Alta velocità. Però ha la capacità di mostrare le cose in modo non standard, permettendo di vedere le ferrovie nel più ampio quadro della storia italiana; la lettura è caldamente consigliata, insomma.

Scrivi una recensione