La festa del caprone

Mario Vargas Llosa

Traduttore: G. Felici
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 467 p., Brossura
  • EAN: 9788806207793
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Recensioni dei clienti

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    n.d.

    16/10/2017 10:41:16

    Romanzo che narra le vicende sanguinarie e feroci di Trujillo, dittatore che imperversò a Santo Domingo durante gli anni '60. Un libro solido e documentato.

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    stefano

    31/08/2017 15:10:50

    Un romanzo sulla malvagità e la ferocia di Trujillo, un dittatore spietato che ha distrutto la società civile di Santo Domingo, in piena Guerra Fredda. Un romanzo angosciante sulla meschinità vergognosa, sulla mediocrità assoluta, sull'ambiguità viscida ed opportunista di cui è capace l'uomo; ma, anche una denuncia sulla violenza criminale perpetrata sulle donne, sulle bambine. Un 'opera che tocca il cuore della natura umana, quando tutto diventa oblio e la speranza sembra polverizzarsi sotto i colpi micidiali ed efferati della sopraffazione, dell'ignoranza, della crudeltà.

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    manus78

    14/10/2015 21:15:28

    Da leggere,assolutamente! Ti coinvolge dalla prima all'ultima pagina. Offre una realtà ,a volte,cruda ma dalla quale non sono riuscita a staccarmi. Romanzo indispensabile per chi ama la letteratura latino-americana (ma non solo) e per chi voglia comprendere la Storia. Capolavoro.

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    migliettaser

    14/06/2013 14:54:24

    Mi viene da pensare che Vargas sia il miglior scrittore contemporaneo e questo romanzo rafforza la mia convinzione. La storia è terribile , ma educativa e non priva di quella speranza che dovrebbe sempre nutrire i nostri pensieri. Con i quaderni di Don Rigoberto e il Sogno del Celta è tra le sue opere Migliori, mirabile la costruzione dei personaggi , perfetti i tempi del racconto, esemplare nello spiegare la perversione del potere e di come certi personaggi sia in dittatura che in democrazia abbiano inquietanti somiglianze

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    nanni

    17/03/2013 13:02:28

    Un libro bello sulla storia di Trujillo dittatore crudele della Repubblica Dominicana, storia vera, inquadrata correttamente, ma intrecciata con una storia romanzata. Lascia un pò di perplessità l'indefinito ed ambiguo confine tra romanzo e verità storica; purtroppo, tale linea di demarcazione sottile ed incerta, non risulta tracciata. Non convince a me, l'attribuzione al protagonista, oltre ai molti crimini ed assassini, anche di episodi e comportamenti intimi, probabilmente completamente inventati dall'autore del libro. In particolare l'incontro sessuale a contenuto peraltro pedofilo, che pur essendo ben concatenato nella trama del libro ne svilisce la realtà storica. Ovvero il ritratto di Trujillo, viene caratterizzato anche da comportamenti per i quali non è dato di sapere la corrispondenza alla verità. Questo dubbio poi rimane anche su altri aspetti, meno romanzati del libro. In altri termini, a me non è riuscito sapere quale grado di aderenza storica abbia il libro, né l'autore - nell'edizione del libro che ho letto - dice niente in proposito (è invalso da parte di altri autori, specificare le fonti e gli studi fatti e quali fatti siano storici e quali creati per la finzione letteraria). Allora sorgono dubbi, non tanto sulle atrocità compiute ed attribuite al dittatore, quanto piuttosto su altre figure come quella del Presidente pagliaccio (così definito nel libro) Joaquín Balaguer, che nel libro viene presentato come uomo mite alieno alla violenza e abile statista, ma alcune fonti storiche lo accusano del compimento di grandi crimini ed atrocità. Resta nel libro una importante ed interessante ricostruzione ed ambientazione di quelle che appaiono le condizioni di esistenza nel Paese e anche nelle dittature analoghe e vicine (anche se magari contrarie per riferimento e colore politico) e, per altri versi, a tratti emerge l'affascinante ritmo e calore dei lidi sudamericani.

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    tenca 46

    22/02/2013 10:15:20

    Gran bel libro, scritto magnificamente da un grande autore che ha ricevuto, a mio modesto avviso meritatamente, il premio Nobel per la letteratura. Storia certamente romanzata ma che è anche un significativo documento sulla vita che si conduceva sotto una dittatura spietata, con la paura incombente di essere condannati per qualsiasi atto o comportamento che potesse essere anche solo frainteso, e la degradazione progressiva della dignità umana che nei caratteri meno risoluti conduce a comportamenti impensabili in un contesto normale di esistenza.

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    Tenca 46

    13/09/2012 10:59:30

    Considero questo autore uno dei migliori della letteratura della seconda metà del secolo scorso e ritengo pienamente meritato il riconoscimento che gli è stato attribuito del premio Nobel. Questo libro è senz'altro uno dei migliori e più riusciti della sua opera. Pur se descritta in forma romanzata la dittatura si tocca con mano e la forma del romanzo è splendida. Un libro che deve essere letto.

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    Umberto Mottola

    04/03/2012 17:53:44

    Un grande romanzo. Uno spaccato straordinario nelle pieghe più nascoste e subdole di una dittatura. Mentre lo leggevo, in Siria, un ennesimo tiranno, Assad, assassinava impunemente famiglie intere e bambini e mi domandavo: come si potrebbe fare per togliere potere al potere? A pagina 232 leggiamo: "Insomma, la politica è questo, aprirsi la strada tra i cadaveri". E' una storia costruita mirabilmente e penso che se ne potrebbe trarre un ottimo film. Vargas Llosa alterna con abilità l'azione, la descrizione e i dialoghi. Ci sono molti dialoghi ma tutti funzionali alla storia. Tutti i personaggi sono rappresentati in modo eccellente e forse quelli che più rimarranno nella memoria dei lettori sono il Generalissimo Rafael Leònidas Trujillo e l'abietto capo dei servizi di sicurezza Johnny Abbes Garcìa.

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    Christian

    03/10/2008 11:43:45

    Una sola parola Favoloso! Per chi adora la repubblica Dominicana come il sotoscritto è il top! Chi vuole capire cosa significa veramente vivere una ditattura lo può capire molto bene da qui!

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    antonio ciliberti

    08/06/2007 17:34:51

    il primo libro di vargas llosa che ho letto,lo consiglio a tutti, semplicemente stupendo, un'immersione "profonda" nell'anima umana e nella dittatura dominicana, senza fiato... leggetelo

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    Fausto Fiscina

    05/03/2004 11:44:55

    Un libro fondamentale per capire il rapporto tra potere e libertà dei cittadini nell'America Latina degli ultimi 50-60 anni attraverso l'esperienza paradigmatica della Repubblica Dominicana.

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    Andrea

    26/05/2002 20:01:35

    Lo stile e l'impostazione narrativa ricordano molto quello di "Pantalèon e le visitatrici", ma qui è molto più raffinato, quasi didascalico e, soprattutto, molto ben inserito nel contesto di un periodo storico di cui i più giovani hanno scarsa memoria. Molto ben descritte le atmosfere cupe e angoscianti della dittatura di Trujillo, e i fatti salienti che portatono alla sua caduta. Un mix ben congegnato tra cronaca, storia, analisi politica e drammi personali. Un libro che ti spinge a voler saperne di più ed a cercare approfondimenti. Sarebbe ora che il "romanzo storico" potesse avvalersi anche di questo genere di contributi, presi dalla storia, recente,degli ultimi settanta/100 anni, senza peraltro essere definito "cronaca" o "attualità"

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    Francesco

    10/07/2001 12:35:33

    Sempre piu' meccanico, Vargas Llosa e' l'ombra di se stesso (e probabilmente e' stato sempre sopravvalutato). La sua produzione piu' recente va dal banale "Lituma sulle Ande" allo sforzato "Lettere di Don Rigoberto", e questo "caprone" non migliora molto le cose.

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    paolo

    13/12/2000 11:51:08

    Vargas Llosa ritorna allo splendore della "Guerra della fine del mondo". Con una struttura molto ben congegnata, ci racconta di una realta' centro-americana di quarant'anni fa, ma molto probabilmente adattabile anche ai nostri giorni, seppur con modalita' differenti. La scorrevolezza del testo non influisce sulla capacita' descrittiva degli aspetti psicologici della protagonista (il dialogo con il padre e' di una raffinatezza unica), e degli altri personaggi siano essi positivi o negativi. Sicuramente da non perdere.

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