La festa nera - Violetta Bellocchio - ebook

La festa nera

Violetta Bellocchio

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Editore: Chiarelettere
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 665,59 KB
Pagine della versione a stampa: 176 p.
  • EAN: 9788832960952
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Nessuna vita è bella come sembra, nessuna vita è brutta come sembra: c’è una crepa in ogni singola cosa. Cercala, infilaci due dita e guarda la luce che entra. Segui quella luce fino a quando non senti di aver toccato il fondo.

«Violetta Bellocchio è un mistero, eppure non c’è nulla di artificiale nella sua letteratura. Con una frase può divertire e atterrare. La sua prima persona, nell’ipertrofia italiana dell’io, è una delle pochissime a cui credo davvero.»

Luciano Funetta

Dopo un terribile caso di shaming che li ha quasi distrutti, Misha, Nicola e Ali tornano dietro la macchina da presa per raccontare il mondo in cui sopravvivono. Sono reporter, ma soprattutto sono ragazzi. Nell’Italia del futuro, fare documentari è un lavoro socialmente utile, l’ultimo stadio di un’umanità che ha scelto il tracollo come aspirazione esistenziale.
L’unica via di fuga è la Val Trebbia, culla di nuove comunità autarchiche. Seguendo il fiume come una linea d’ombra, i protagonisti incontreranno madri che venerano il dolore, uomini convinti che la donna sia un virus invincibile, hipster eremiti che ripudiano la tecnologia, famiglie integraliste che credono in un’Apocalisse ormai passata di moda, un misterioso guaritore, “il Padre”, capace di sanare ogni malattia, a un prezzo.
Usando i colori più vividi del genere, Violetta Bellocchio sfiora i temi brucianti del presente illuminando la narrazione con una scrittura espressiva, caustica, mai arresa. Un racconto tragicomico che non ha paura di colpire dove fa più male, mostrando il lato nascosto della violenza, quello che quando le luci rosse delle telecamere si spengono non fa più notizia, la vera festa nera.

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    Wayne

    22/03/2019 16:25:44

    Sapete cos’è un “dietro le quinte”? Si?! Bene, perché LFN è più o meno quella cosa lì per un reportage sulle sètte che gravitano attorno alle sponde del Trebbia. E’ ambientato in un prossimo futuro, e questo significa che leggerete di cose che forse (?) in Italia per il momento non ci sono, ma in altri paesi - è un fatto - sì. E anche grazie a questo piccolo sfasamento dal reale, il romanzo rientra di fatto nel genere new italian weird (detto in italiano - suona ridicolo - Novo Sconcertante Italico) e tra salti temporali ed interventi a gamba tesa dell’autrice, che dice di essersi ispirata a Louis Theroux ed ai B-movie, diventa un glorioso racconto alla Richard Matheson. E non è tutto qui. Anzi, è la scrittura ad avermi maggiormente impressionato. Infatti per l’incisività di certe battute pare un romanzo scritto in inglese e poi tradotto in italiano. Per di più alcuni connettivi sembrano mancare, proprio come spesso accade su un social network in cui sei obbligato a usare i caratteri in economia, tanto che la narrazione diventa così scattante che è come legger dentro la testa dei personaggi alla velocità che nei loro cervelli gli impulsi vanno da un neurone all’altro e tu credi di prevedere quel che diranno prima che aprano bocca ma vieni puntualmente smentito. Altre volte invece non ti raccapezzi sul chi dice cosa. Questo anche perché i dialoghi sono all’americana, cioè, rientro dal paragrafo a parte, si confondono col discorso indiretto. Beh, se questa è la strada imboccata dall’odierna narrativa italiana - lo spero -, io la percorrerò a lungo, perché mi piace, e anche molto.

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    Cristina

    10/03/2019 11:04:17

    Ho cercato questo libro perchè mi aveva molto incuriosito la recensione sentita per radio, e altrettanto - e forse ancora di più - alcune interviste dell'autrice fatte in occasione della presentazione del romanzo. Mi affascinava l'idea di un racconto di "fantascienza" (tra molte virgolette, si tratta più di una bizzarra distopia ambientata in un futuro molto prossimo) che si andava svolgendo lungo una strada statale minore, in un paesaggio non molto lontano da quello in cui vivo. Devo dire che la lettura ha corrisposto alle attese e le ha anzi ampiamente superate. Il romanzo mi è piaciuto molto, sia per quanto riguarda la storia in sè, sia nella definizione dei personaggi, che sono, più che disegnati, sbozzati, quasi intagliati in un legno duro e ricchi di ombre. Non voglio spoilerare, ma devo dire che il finale è inatteso e spiazzante (almeno lo è stato per me), è "qualcos'altro", rispetto al resto del libro, ma ci sta, decisamente. Aggiungo che, per le sue qualità, vedrei benissimo questa storia tradotta in graphic novel.

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    Giulia

    08/03/2019 10:44:16

    Un libro che ti porta in un mondo nuovo post apocalittico, una scrittura che ti rimane dentro, che ti aiuta ad entrare nella psicologia dei personaggi e dalla quale emerge già dall'inizio il senso d'angoscia che prevale per tutto il romanzo. Sembra un mondo immaginario ma se ci si pensa non si discosta così tanto dall'attuale. Violetta è stata una straordinaria scoperta.

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    Valerio

    30/01/2019 16:28:15

    Essendo il mio primo libro della Bellocchio non sapevo cosa aspettarmi. Il suo modo di scrivere e' scostante, diretto, ma aiuta ad entrare ed immedesimarsi nel personaggio. L'ambientazione e' molto buona, in un clima che comunica disagio, arresa, attesa, e confusione nei riguardi di un presente (o un futuro) in cui nessuno si ritrova piu'. Ho molto apprezzato come la Bellocchio riesce a ricomporre il background dei personaggi poco per volta, con pennellate che all'inizio faticano ad aver senso, ma che durante la lettura si uniscono componendo un ritratto dettagliato. Il mio giudizio su questo libro e' cresciuto man mano che ho continuato la lettura, e ancora un po' anche dopo la sua fine.

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    Francesco

    06/12/2018 16:13:20

    Per piacere, comprate questo libro. Forse non diventerà il vostro preferito ma leggere letteratura di genere di buon livello, in Italia, è praticamente impossibile e questa è letteratura di genere, nell'accezione più nobile del termine. La Bellocchio scrive bene, la storia forse scricchiola un po' in certi punti ma, io che conosco bene quelle zone ho avuto proprio la sensazione di addentrarmi sempre più nella valle, sempre più su e, mentre la stessa si chiudeva alle mie spalle. Ripeto, non sarà il capolavoro, ma abbiamo bisogno come l'aria di storie così nella nostra letteratura.

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    Sara

    20/09/2018 18:45:06

    Una scrittura feroce, asciutta, diretta. Non sbaglia un colpo, ogni frase una stoccata che mira precisa al cuore. Distopia ambientata in Val Trebbia, la festa nera ci racconta un futuro che è già presente; una desolazione dell'anima, la perdita d'identità, non il solito mondo andato in pezzi per una catastrofe naturale. Personaggi, stile, storia: si gioca tutto la Bellocchio e lo fa al meglio. Lettura capace di coinvolgere tutti, dai quarantenni che trovano nel testo piccole chicche e citazioni, ai ventenni che si riconoscono nel mondo dei social network e delle loro leggi. Breve ma intenso.

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    Elena

    30/07/2018 08:07:20

    Violetta Bellocchio ha fatto centro, rivelandoci un'apocalisse contemporanea che certamente deriva dall'attuale comportamento degli esseri umani. Indizio dopo indizio non si tarderà a scoprire che le epidemie di malattie un tempo debellate, hanno distrutto mezza umanità. Il resto l'ha fatto la rabbia, quella che vediamo ogni giorno in rete, quella che ormai ci viene propinata ogni giorno e ci appare insormontabile. In questo mondo distrutto, si muovono i protagonisti, in viaggio per girare un documentario tra comunità e sette. Con una scrittura feroce, trasparente ma dolorosa, la Bellocchio ci conduce fino a Satana. La festa nera è un distopico gotico che merita d'essere definito, senza esagerare, capolavoro.

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  • Violetta Bellocchio Cover

    Violetta Bellocchio ha lavorato per «Rolling Stone», Radio 2, «Grazia» e la Mostra del Cinema di Venezia.Ha scritto per diverse riviste, tra cui «Marie Claire», «Wired» e «Link» e ha collaborato a una traduzione critica dei testi di Eminem.Ha scritto racconti, gli ultimi compresi nelle antologie Ho visto cose… (Rizzoli 2008), I confini della realtà (Mondadori 2008) e Voi non ci sarete – Cronache dalla fine del mondo (Agenzia X 2009). Ha scritto anche la voce “alligatore” per il Dizionario affettivo della lingua italiana (Fandango 2008).Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo con Mondadori, Sono io che me ne vado. Del 2014 invece il romanzo autobiografico Il corpo non dimentica (Mondadori).Ha... Approfondisci
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