Editore: La Corte Editore
Collana: Underground
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15 marzo 2018
Pagine: 356 p., Rilegato
  • EAN: 9788885516328
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Descrizione
Torna l’autore de Il buio dentro, con un nuovo intenso thriller, dove Damiano Valente, per scoprire la verità, dovrà scavare a fondo e tornare al 1950, nel suo Sud segnato dalla guerra e dal regime fascista.

È ancora notte quando Damiano Valente viene svegliato da una telefonata e in pochi minuti si ritrova sulla scena di un crimine atroce e inspiegabile: davanti ai suoi occhi un uomo con la gola tagliata, riverso in un'auto su una spiaggia vicino Castellacelo. Sporco di sangue e conficcato nella ferita, un biglietto con un messaggio contenente solo due parole: Lui vede. Damiano, lo Sciacallo, uno scrittore diventato famoso ricostruendo i casi di cronaca nera nei suoi libri, aveva promesso di non farsi più coinvolgere, di non scrivere più. Per dimenticare. Per sfuggire a un passato di morte e sangue che invece continua a tormentarlo. Ma gli incubi non sono finiti e lui non può tirarsi indietro. Anche perché il suo amico Flavio viene inghiottito dal buio, mentre cerca di aiutare una paziente della clinica psichiatrica in cui lavora. Quale può essere il collegamento? Per scoprire la verità Damiano dovrà tornare indietro fino al 1950, nel suo Sud profondamente segnato dalla guerra e dal regime fascista. Sono gli anni del giovane Mimì e del suo amore per Teresa. Gli anni del piccolo Tommaso e del pomeriggio in cui ritrova il corpo martoriato di un bambino sulla riva di un fiume. Gli anni in cui tutto ebbe inizio.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Jessica

    19/09/2018 12:24:08

    lavio e Damiano "lo Sciacallo" non hanno sconfitto l'incubo che domina Castellaccio. Il serial killer soprannominato "L'uomo del salice" è solamente la punta di un icerberg perché il male affonda le radici in un passato remoto e si diffonde per mezzo di un libro misterioso, il De Fauci Inferni, fino a esplodere in quegli anni che vedono un Mimì giovane e innamorato. Il male sa aspettare nell'ombra, nascosto dietro una cascata. Il male terrorizza di nuovo e può generare figli. Se avete apprezzato "Il buio dentro" non potete abbandonare Lo Sciacallo ora che ha più bisogno di aiuto. Chi incontra i personaggi di Antonio Lanzetta finisce per affezionarvisi e leggere "I figli del male" significa tornare al paese e incontrare i vecchi amici. Amici diventati adulti, con più cicatrici, ma forse non più soli perché ora hanno noi lettori che li amiamo.

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    cami

    07/09/2018 13:54:06

    Bellissimo seguito de "Il buio dentro". Finalmente si svelano alcune storie rimaste incompiute. Complimenti.

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    federica m

    02/09/2018 07:56:20

    thriller mozzafiato,assolutamente imperdibile!ricco di colpi di scena e di personaggi semplicemente straordinari,te ne innamori dalla prima all'ultima parola:magnetico!Una grande scoperta,una grande lettura.

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    Andrea Giuliano Ion Scotta

    30/08/2018 16:03:52

    Il passato non si dimentica. Mai. Antonio Lanzetta ci guida ancora nel buio, sconfinando la ragione, dove un fiume di morte dà nutrimento alle radici del male, dove prende vita il suo libro, I Figli del Male. Attraverso le trame de Il Buio Dentro l’ipnotica danza temporale di Lanzetta conduce il lettore davanti al portone della verità, facendolo infrangere contro l’iride del male. Con il suo seguito, l'autore ci spinge verso gli orrori che animano i sogni dello Sciacallo, nonostante abbia deciso di non rimanere più coinvolto dalle scene del crimine, lontano dalla falce della Morte. Ma il suo telefono squilla e dall'altra parte è ancora il Commissario De Vivo, colui che lo aveva avvisato del ritrovamento del salice, trentuno anni dopo l’omicidio di Claudia. La telefonata lo porta sul litorale marino, noto a chi ricerca amore a pagamento: Castellaccio, un paese dalle tinte scure, un quadro di fantasia che racchiude nella sua terra il male. L'impatto con la morte sconvolge l’animo di Damiano, il buio bussa ai suoi pensieri, recidendo la sua apparente quiete. Irrefrenabile è il desiderio di tornare a casa sua, scappare dall'auto in cui viene ritrovato il corpo di un impiegato di banca, ma il foglio infilato nella gola della vittima lo trattiene, mani invisibili che lo afferrano per le caviglie, strattonandogli la mente. Lui vede è la firma lasciata dall’omicida. L'autore persevera uno stile accattivante e per niente scontato, riportando realtà feroci che violano la psiche, lontane dallo sguardo cieco della giustizia. Ogni tassello della narrazione prendere il suo posto, dando concretezza ad una storia ricca di colpi di scena, costantemente in bilico tra la ragione e la follia, tra la vita e la morte. I molti riferimenti a Il Buio Dentro presenti ne I Figli del Male, conferiscono una lettura approfondita delle tetre vicende di Castellaccio, senza però discriminare i neo lettori dell'autore salernitano. Recensione comparsa inizialmente sul magazine Discorsivo.

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    Rob

    29/07/2018 13:28:19

    La storia di una vita. L'infanzia che segna l'adolescenza e il male che permea il tessuto quotidiano di un gruppo di ragazzi. Ideale seguito de Il Buio Dentro, si riprende subito a ritmo serrato con la storia del Salice e dei miti che sembrano usciti dalla penna del miglior Lovecraft (giochi di ruolo?). Scrittura intensa e senza fronzoli, migliorata dai precedenti libri. Climax inseriti in maniera chirurgica e una trama che lascia spiragli a innumerevoli storie. Chi come me è cresciuto a pane e 80s apprezzerà i numerosi omaggi; gli altri, si appassioneranno a un mondo fantasmagorico e cruento. Tra King prima maniera e Lovecraft (scusate la ripetizione ma è d'obbligo) credo che Antonio ci abbia consegnato al momento il suo miglior libro.

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    Suggestivo e accogliente

    25/07/2018 19:53:52

    La scrittura di Antonio è suggestiva e accogliente, nel senso che ti fa sentire a casa; ti trasmette un senso indiretto di familiarità, quando parla dei personaggi (o, meglio, quando parlano i personaggi). Finale al cardiopalma, con una serie di rivelazioni orchestrate bene e gestite con cura. Vari nuclei narrativi, collocati in ambiti spazio-temporali differenti, che si ricompongono in una scultura definitiva e armonica. Applauso.

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    Mg Zidora

    07/07/2018 10:47:48

    Un gran bel libro. Il secondo volume che vede protagonisti Flavio e Damiano, li porta di nuovo nel buio. Damiano viene contattato dalla polizia per fare il profilo di un assassino seriale che uccide lasciando un biglietto con un,unica frase: “lui vede”, frase che lo catapulta di nuovo nell’incubo. Flavio invece sta seguendo una paziente traumatizzata che quando riesce di nuovo a parlare, dice solo due parole: “lui vede”. Ma chi è questo Lui? La storia viene raccontata saltando dal 1950 agli anni 80 fino ai giorni nostri, ma non ci si perde, non ci si confonde. Anzi, Antonio Lanzetta riesce a creare quel crescendo che porta a non smettere di leggere. Una scrittura davvero molto coinvolgente. Bravissimo!

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    Annalisa Guida

    06/07/2018 16:15:47

    Annalisa Guida ha condiviso una foto. 1 min · Il male esiste, ne sono convinta ora più che mai. Ho scoperto persone malvage apparentemente angeliche, in grado di creare architetture di menzogne e azioni lesive. E allora ho pensato a I figli del male di Antonio Lanzetta Il male è una corruzione, e soprattutto espande i propri tentacoli infetti. Anche se si è legati da amicizia apparentemente pura e si è intrisi di sentimenti nobili e leali, si può essere punti dal male e farne tanto. Basta un piccolo grande inceppamento nell’ingranaggio di routine e possono venir fuori le peggiori brutture. E allora si comprende che tutto il buonismo, l’affetto e le buone abitudini erano solo un tappetto sotto il quale si nascondeva il peggiore rifiuto chimico velenoso. Ci sia guarda allo specchio e si guardano anche gli occhi del male, e si può scegliere tra istinto e aspirazione. Le debolezze ci mettono davanti ad una scelta: scegliamo la nefandezza o ci armiamo e la combattiamo? Con una narrazione cinica, elegante, Antonio Lanzetta mi ha fornito uno strumento ulteriore per indagare ancora più a fondo nei miei sentimenti e in quelli delle persone malvagie che purtroppo ho incontrato. Il male bisogna conoscerlo, riconoscerlo e combatterlo, in qualunque forma si presenti; camorra, strumentalizzazione, omicidi, menzogne, ingiurie, vendetta e così via. Consiglio vivamente.

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    C-Side Writer - Marco Ischia

    06/07/2018 14:51:21

    La trama è articolata nella maniera dei migliori thriller, con salti temporali che rendono tutto più complesso ma interessante. Cercare di capire cosa collega le due vicende, in un unica vicenda, com’è nata e come s’è evoluta. È un percorso che passa attraverso delle morti efferate, ma che passa anche attraverso i pensieri dei personaggi. Antonio Lanzetta porta i brividi dal cuore nero della terra alla mente dei personaggi, da un libro maledetto alla visione di un personaggio occulto. Perché “lui vede”, e vede cose che altri non vedono, vede cose che solo la follia può far vedere. E anche quando tutto sembra ricondurre a una terra, quando tutto sembra ricondurre a Castellaccio, le dinamiche si accavallano, i segreti si avvinghiano al passato prima di scoprire la scioccante verità. Intrecci che trovano una spiegazione, personaggi che nascondono verità, questo libro si gusta in particolar modo alla fine, quando tutto torna a spiegare il passato, e a noi i finali che hanno un senso sono sempre piaciuti molto.

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    Michèle

    03/07/2018 05:37:04

    il seguito di " il buio dentro "...torniamo a Castellaccio....thriller avvincente...anche in questo la storia va dal presente, al passato recente , e ad un passato più lontano...ma non è solo un thriller....è anche una storia di amicizia...molto bello...e ancora più forte del primo...consiglio di leggere prima " il buio dentro " per immergersi bene nella storia e nei personaggi...bravo Antonio...mi è piaciuto

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    Max

    28/06/2018 08:50:13

    Probabilmente il miglior thriller che ho letto quest'anno. Lanzetta si conferma un autore di talento, capace di coniugare uno stile di scrittura efficace a una storia che, in modo graduale, prende le fattezze di un vero e proprio incubo.

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    pessimo

    27/06/2018 11:58:24

    un mattone indescrivibile.... e di thriller ne leggo almeno 30 all'anno. Questo è un disastro... non trasmette nulla e di conseguenza va di volata a tenere su la mia lampada sul comodino... così serve a qualcosa

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    Jonny

    26/06/2018 13:02:16

    Ah... questo è lo Stephen King italiano? Mai sentito. Ho avuto il coraggio di leggere sia questo libro che "Il buio dentro" e li classifico al più basso livello. Stephen King italiano..? Devo dire che mi fa più paura la dottoressa Tirone....

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    Sonia

    26/06/2018 12:57:10

    ho resistito due giorni a leggerlo ma la trama ha fin da subito suscitato poco interesse... volevo comunque finirlo e dare prova di caparbietà, ma proprio non ce l'ho fatta... chi se ne frega come va a finire... è illeggibile e senza "verve". Passo ad altro, non voglio essere torppo cattiva, magari in futuro avrò di che ricredermi...

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    Frustrante

    26/06/2018 12:47:42

    Voglio dire... io volevo questo libro da almeno un paio di mesi e sono riuscito a farmelo regalare perchè avevo visto tutte queste belle recensioni..... e poi scopro che è carta da macero. Penso che chi abbia recensito questo libro non abbia capito proprio niente. Leggo thriller da trent'anni, ho lavorato nell'editoria e ho letto libri a secchiate e ora che sono in pensione posso finalmente leggere quello che voglio ma questo no. NO! NO! Lasciatemelo dire, brutta cosa quando un autore spreca il suo tempo a mettersi recensioni da solo anzichè imparare a scrivere (!!!!!!!!!!!!) per avere almeno la decenza di non far buttare via soldi inutilmente alla gente che i suoi libri li paga!

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    Disastroso

    26/06/2018 12:32:55

    Scusate ma questo è un thriller? Sono un professore di lettere e credo di avere un minimo di voce in capitolo. Il livello grammaticale è puerile, per non parlare del componimento in sé piuttosto scontato. Lo abbiamo letto in aula come esempio di letteratura italiana moderna ma, a gran voce, è stato chiesto di passare ad altro alla fine del terzo capitolo. Trenta copie acquistate e nulla di fatto. Indecente. L'editoria italiana, se propone questo, è indecente.

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    Luigi Bosco

    25/06/2018 22:53:31

    Ho terminato in questi giorni la lettura di questo affascinante quanto travolgente romanzo e che dire, lo consiglio calorosamente. La crociata contro il male continua per i nostri protagonisti, cederanno loro volta al buio? Beh non vi resta che scoprirlo e se siete rimasti indietro, vi consiglio di recuperare il preaquel di questo fantastico intreccio dal nome “il buio dentro”. Pertanto #sceglilanzetta e buona lettura ;)

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    Paolo

    25/06/2018 19:49:06

    In questo romanzo nessun personaggio è "perbene", ognuno a suo modo è "figlio del male"... naturale o adottato. Una storia che non ti illude con un lieto fine ma che ti seduce con il suo senso di giustizia impuro. Scorrendo le pagine ti ritrovi nella la testa dei personaggi, guardi con i loro occhi e indossi la loro pelle con naturalezza. Un Lanzetta che conferma di essere padrone del genere nonostante sia solo il secondo romanzo thriller che scrive. Ma di questo, personalmente, avevo pochi dubbi visto le sue opere precedenti. Antonio sa come farti condividere un'emozione, sa come mostrarti un pensiero, sa come immergerti in una situazione, sa come coinvolgerti. Tiene il ritmo perfettamente senza esagerare in descrizioni e senza lesinare in introspezione, senza abbondare in azione e senza essere carente nei dialoghi. Mostra con giusto equilibrio gli eventi della storia che si dipana su tre linee temporali diverse. Il suo stile di scrittura asciutto e dinamico è diventato il suo marchio di fabbrica. Ma con questo libro Antonio si conferma anche un ottimo autore, il plot che caratterizza la storia non solo è in perfetta continuità con il precedente romanzo del ciclo, "Il buio dentro", ma ne da una ulteriore chiave di lettura. Un romanzo da leggere... assolutamente.

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    Anna

    12/06/2018 21:38:02

    Recensione: Wow! È così che, quasi alla fine della storia, ho esordito. Semplicemente. Non è stato solo un fugace pensiero, ma una parola viva, proferita ad alta voce, per convincere tutta me stessa che questa fosse l’unica espressione adatta a definire quello che si prova leggendo questo romanzo. La merita totalmente. “I figli del male” chiude un cerchio, quello lasciato aperto dal precedente lavoro dell’autore, “Il buio dentro”. Passato e presente giocano tra loro, come la vita e la morte. Uomini e donne marchiati dal male, seguaci di un’entità maligna che tira i fili dei suoi burattini, i prescelti. Giovani vittime, a cui è facile offuscare la mente, che hanno un bisogno disperato di qualcuno vicino, come una “madre”, che li consigli e li indirizzi. Ma le sue indicazioni, portano solo verso la strada dell’annullamento e dell’oscurità. E così Damiano, detto lo Sciacallo, sarà coinvolto, apparentemente, in un nuovo caso, che porterà anche i suoi più grandi amici, Flavio e Stefano nelle fauci dell’Inferno. Rischieranno molto, la loro stessa vita, per salvare altre vite innocenti e per spezzare i brutali rituali perpetrati nel tempo. Con “I figli del male”, Antonio Lanzetta, fa un enorme salto in avanti passando facilmente sul traguardo. Con uno stile semplice e diretto carica la storia e i personaggi di un quid in più, rendendoli unici e speciali. La cosa che mi ha colpita maggiormente è la novità proposta da Lanzetta: un buono non può spezzare il male. “Solo un mostro può fermare un altro mostro”. Da leggere e custodire in attesa del prossimo romanzo di questo magnifico scrittore.

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    Letizia Turrà

    12/06/2018 09:26:32

    Non c’è dubbio, Antonio Lanzetta sa come ottenere l’attenzione del lettore e come mantenere alta l’adrenalina, dall’inizio alla fine, in un susseguirsi di eventi intrecciati e legati fra loro, dal passato, fino ad oggi. Non scrivo quasi mai particolari delle storie che leggo (non voglio che un altro lettore si senta influenzato da una sorta di “trailer” che un altro può fare), e in questo caso non riesco neppure a dire quale sia il personaggio che ho apprezzato di più, in quanto ciascuno ha avuto la sua importante funzione e la sua ragione di esistere all’interno della storia (anche se il capitolo del pedofilo che andava a ragazzine mi è piaciuta particolarmente per linguaggio e descrizione schietta e particolarmente veritiera). Ho avvertito gli odori, la puzza di marcio e del sangue, e tutta una serie di emozioni contrastanti. Unico punto debole: in alcuni casi mancava la punteggiatura, e con questo intendo che non c’era il punto di chiusura alla fine di alcuni tempi, e ci sono alcune ripetizioni (sbatté gli occhi, schiocco, nugoli di moscerini, sostenne lo sguardo), che di sicuro non inficiano la qualità dello scritto, qui si tratta meramente di una mia visione da lettrice che non ama molto le ripetizioni quando si possono usare mille altri sinonimi. Ho concluso questo libro spedita, a gran velocità, mentre ascoltavo i “Lamb”, riflettendo sulle parole dello sciacallo: “Funziona sempre così. Ti accorgi di una persona, dei suoi sentimenti, di chi è realmente, solo quando l’hai persa”. Voglio fare i miei complimenti ad Antonio, poiché sono certa che farà molta strada. Sono anche sicura che questo libro mi mancherà col passare del tempo. Fortunatamente, un libro si può sempre riaprire, e le sue pagine possono sempre garantirti nuove emozioni, diverse, per ogni nuovo giorno.

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