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I figli del male - Antonio Lanzetta - copertina

I figli del male

Antonio Lanzetta

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Editore: La Corte Editore
Collana: Underground
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15 marzo 2018
Pagine: 356 p., Rilegato
  • EAN: 9788885516328

91° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Thriller e suspence - Thriller

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Torna l’autore de Il buio dentro, con un nuovo intenso thriller, dove Damiano Valente, per scoprire la verità, dovrà scavare a fondo e tornare al 1950, nel suo Sud segnato dalla guerra e dal regime fascista.

È ancora notte quando Damiano Valente viene svegliato da una telefonata e in pochi minuti si ritrova sulla scena di un crimine atroce e inspiegabile: davanti ai suoi occhi un uomo con la gola tagliata, riverso in un'auto su una spiaggia vicino Castellacelo. Sporco di sangue e conficcato nella ferita, un biglietto con un messaggio contenente solo due parole: Lui vede. Damiano, lo Sciacallo, uno scrittore diventato famoso ricostruendo i casi di cronaca nera nei suoi libri, aveva promesso di non farsi più coinvolgere, di non scrivere più. Per dimenticare. Per sfuggire a un passato di morte e sangue che invece continua a tormentarlo. Ma gli incubi non sono finiti e lui non può tirarsi indietro. Anche perché il suo amico Flavio viene inghiottito dal buio, mentre cerca di aiutare una paziente della clinica psichiatrica in cui lavora. Quale può essere il collegamento? Per scoprire la verità Damiano dovrà tornare indietro fino al 1950, nel suo Sud profondamente segnato dalla guerra e dal regime fascista. Sono gli anni del giovane Mimì e del suo amore per Teresa. Gli anni del piccolo Tommaso e del pomeriggio in cui ritrova il corpo martoriato di un bambino sulla riva di un fiume. Gli anni in cui tutto ebbe inizio.
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    paola

    04/04/2019 05:47:21

    Non capisco come faccia ad avere così tante recensioni positive! Il libro è noioso, senza verve, senza suspense, non è un thriller e si inizia a capire qualcosa da pagina 250 in poi, per poi tornare a non capire niente nel finale. I personaggi sono veramente difficili e per la prima metà sembra che sia solo uno sbrodolata di nomi e di vicende personali, ma che non centra niente con il resto. Insomma non lo consiglio per niente, non lo rileggerei e non lo ricomprerei.

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    Valter

    11/03/2019 09:24:24

    Si torna a viaggiare tra passato e presente, in due trame che piano piano vanno a confluire in un unico gran finale. Le ambientazioni sono rese al meglio, merito anche di uno studio accurato dei periodi e i luoghi trattati. Lo stile, seppur con una buona dose di accostamenti metaforici, si presenta scorrevole e ad alto impatto. Quanto più si avanza nella lettura, tanto più sono percepite le sensazioni dei protagonisti; si respira l'aria della natura infida che attornia Castellaccio e l'afa di Salerno, si rende ogni evento narrato vivo e come se anche noi ne facessimo parte. La trama, mai banale nonostante semplice da comprendere, riesce a ingabbiare il lettore in una sfera da cui non si può uscire se non si ha raggiunto la fine del viaggio de "I Figli del Male".

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    Tony

    11/03/2019 09:22:26

    Con questo nuovo romanzo, Lanzetta diventa sinonimo di garanzia per tutti coloro che sono alla ricerca di una storia che sappia coinvolgere e tenere col fiato sospeso dalla prima all'ultima riga. Personaggi caratterizzati al meglio e che vediamo maturare dopo gli eventi de "Il Buio Dentro", in cui prevale la lotta tra bene e male. Interessanti sono gli spunti che l'autore ci lascia a riguardo: ogni protagonista è consapevole di essere in qualche modo macchiato nell'animo dall'oscurità, e ognuno combatte per affrontarla, nonostante delle volte ne restino succubi. Lontana da ogni stereotipo, la figura che Lanzetta associa a ogni personaggio assume valenza unica nel panorama del thriller.

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    Thomas

    11/03/2019 09:20:34

    Mentre la maggior parte dei libri di questo genere tentano in tutti i modi di essere americani, Lanzetta propone un'opera italiana, ambientata in un contesto italiano e per questo più credibile. I personaggi poi sono delineati descritti e inseriti nella storia in modo tale che ci rimangano ben impressi nella memoria, anche qui Lanzetta dimostra di essere uno scrittore con la S maiuscola. In poche righe riesce non solo a tratteggiare i mali che affliggono i vari protagonisti ma addirittura a far fare al lettore un lavoro di introspezione per tentare di capire persino il male e da dove esso derivi. Persino il personaggio più esecrabile diventa agli del lettore più umano. Anche qui Lanzetta si discosta dalla solita solfa del genere che raffigura il malvagio come il male assoluto. Tenta cioè di rendere più umano è più realistico anche ciò che ai nostri occhi è inspiegabile. In questo lo scrittore è superlativo. I figli del male è un libro destinato a rimanere dentro al lettore. Io non posso fare altro che consigliarlo. Assolutamente.

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    Stefano

    11/03/2019 09:16:27

    Con "I figli del male" Lanzetta ci riporta a Castellaccio e non potremmo esserne più felici. Perché se avete letto "Il buio dentro" (ovvero il primo thriller della serie) vi saranno di sicuro mancati i personaggi, i luoghi e perché no anche gli omicidi descritti in maniera così magistrale. Pochi scrittori riescono a farti respirare l'aria che respirano i personaggi dei suoi romanzi. Pochi riescono a farti venire voglia di visitare i luoghi descritti, o farti venir voglia di riscoprirli se li conosci già. Lanzetta non solo riesce a fare tutto questo ma anche di più. Questo secondo romanzo, sempre autoconclusivo ma con gli stessi personaggi, riesce a trasportarti e quasi ti imprigiona finché non hai finito di leggerlo. Torniamo ad una Castellaccio più indietro nel tempo, sempre con le solite due linee temporali distinte e alternate ma legate tra loro, conosciamo nuovi personaggi e rincontriamo quelli che già conoscevamo anche se li troviamo diciamo sotto una luce diversa. Mentre nella Castellaccio del presente abbiamo di nuovo a che fare con Flavio e Damiano, che si ritrovano faccia a faccia con il Male, sia quello dentro di loro, sia quello che vedono ogni giorno, nel loro lavoro e nelle persone che incontrano. Anche stavolta lo scrittore riesce a tenerci con il fiato sospeso e non lesina in colpi di scena che stravolgono il lettore e che fanno venire voglia di continuare a leggere fino alla fine, senza fermarsi un secondo. Se avete amato "Il buio dentro" questo secondo romanzo non vi deluderà affatto, forse lo amerete anche più del primo. Io personalmente sono ancora indecisa su quale sia il mio preferito tra i due, ma non credo riuscirò mai a sceglierne uno, sono entrambi straordinari!!!

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    Cremo

    21/02/2019 10:00:18

    La maggior parte dei commenti sono positivi ed il mio anche. Ci sono commenti negativi davvero pesanti che non condivido, a me sembra un thriller vero e proprio . Secondo me, poi paragonare gli scrittori italiani a King , con il passato che ha ma anche con il presente (un pò meno) è pericoloso e azzardato, un pò come nel mondo del calcio paragonare qualcuno a Maradona o Pelè . Restando alla lettura di questo libro, da parte mia è consigliata.

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    Jessica

    19/09/2018 12:24:08

    lavio e Damiano "lo Sciacallo" non hanno sconfitto l'incubo che domina Castellaccio. Il serial killer soprannominato "L'uomo del salice" è solamente la punta di un icerberg perché il male affonda le radici in un passato remoto e si diffonde per mezzo di un libro misterioso, il De Fauci Inferni, fino a esplodere in quegli anni che vedono un Mimì giovane e innamorato. Il male sa aspettare nell'ombra, nascosto dietro una cascata. Il male terrorizza di nuovo e può generare figli. Se avete apprezzato "Il buio dentro" non potete abbandonare Lo Sciacallo ora che ha più bisogno di aiuto. Chi incontra i personaggi di Antonio Lanzetta finisce per affezionarvisi e leggere "I figli del male" significa tornare al paese e incontrare i vecchi amici. Amici diventati adulti, con più cicatrici, ma forse non più soli perché ora hanno noi lettori che li amiamo.

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    cami

    07/09/2018 13:54:06

    Bellissimo seguito de "Il buio dentro". Finalmente si svelano alcune storie rimaste incompiute. Complimenti.

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    federica m

    02/09/2018 07:56:20

    thriller mozzafiato,assolutamente imperdibile!ricco di colpi di scena e di personaggi semplicemente straordinari,te ne innamori dalla prima all'ultima parola:magnetico!Una grande scoperta,una grande lettura.

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    Andrea Giuliano Ion Scotta

    30/08/2018 16:03:52

    Il passato non si dimentica. Mai. Antonio Lanzetta ci guida ancora nel buio, sconfinando la ragione, dove un fiume di morte dà nutrimento alle radici del male, dove prende vita il suo libro, I Figli del Male. Attraverso le trame de Il Buio Dentro l’ipnotica danza temporale di Lanzetta conduce il lettore davanti al portone della verità, facendolo infrangere contro l’iride del male. Con il suo seguito, l'autore ci spinge verso gli orrori che animano i sogni dello Sciacallo, nonostante abbia deciso di non rimanere più coinvolto dalle scene del crimine, lontano dalla falce della Morte. Ma il suo telefono squilla e dall'altra parte è ancora il Commissario De Vivo, colui che lo aveva avvisato del ritrovamento del salice, trentuno anni dopo l’omicidio di Claudia. La telefonata lo porta sul litorale marino, noto a chi ricerca amore a pagamento: Castellaccio, un paese dalle tinte scure, un quadro di fantasia che racchiude nella sua terra il male. L'impatto con la morte sconvolge l’animo di Damiano, il buio bussa ai suoi pensieri, recidendo la sua apparente quiete. Irrefrenabile è il desiderio di tornare a casa sua, scappare dall'auto in cui viene ritrovato il corpo di un impiegato di banca, ma il foglio infilato nella gola della vittima lo trattiene, mani invisibili che lo afferrano per le caviglie, strattonandogli la mente. Lui vede è la firma lasciata dall’omicida. L'autore persevera uno stile accattivante e per niente scontato, riportando realtà feroci che violano la psiche, lontane dallo sguardo cieco della giustizia. Ogni tassello della narrazione prendere il suo posto, dando concretezza ad una storia ricca di colpi di scena, costantemente in bilico tra la ragione e la follia, tra la vita e la morte. I molti riferimenti a Il Buio Dentro presenti ne I Figli del Male, conferiscono una lettura approfondita delle tetre vicende di Castellaccio, senza però discriminare i neo lettori dell'autore salernitano. Recensione comparsa inizialmente sul magazine Discorsivo.

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    Rob

    29/07/2018 13:28:19

    La storia di una vita. L'infanzia che segna l'adolescenza e il male che permea il tessuto quotidiano di un gruppo di ragazzi. Ideale seguito de Il Buio Dentro, si riprende subito a ritmo serrato con la storia del Salice e dei miti che sembrano usciti dalla penna del miglior Lovecraft (giochi di ruolo?). Scrittura intensa e senza fronzoli, migliorata dai precedenti libri. Climax inseriti in maniera chirurgica e una trama che lascia spiragli a innumerevoli storie. Chi come me è cresciuto a pane e 80s apprezzerà i numerosi omaggi; gli altri, si appassioneranno a un mondo fantasmagorico e cruento. Tra King prima maniera e Lovecraft (scusate la ripetizione ma è d'obbligo) credo che Antonio ci abbia consegnato al momento il suo miglior libro.

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    Suggestivo e accogliente

    25/07/2018 19:53:52

    La scrittura di Antonio è suggestiva e accogliente, nel senso che ti fa sentire a casa; ti trasmette un senso indiretto di familiarità, quando parla dei personaggi (o, meglio, quando parlano i personaggi). Finale al cardiopalma, con una serie di rivelazioni orchestrate bene e gestite con cura. Vari nuclei narrativi, collocati in ambiti spazio-temporali differenti, che si ricompongono in una scultura definitiva e armonica. Applauso.

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    Mg Zidora

    07/07/2018 10:47:48

    Un gran bel libro. Il secondo volume che vede protagonisti Flavio e Damiano, li porta di nuovo nel buio. Damiano viene contattato dalla polizia per fare il profilo di un assassino seriale che uccide lasciando un biglietto con un,unica frase: “lui vede”, frase che lo catapulta di nuovo nell’incubo. Flavio invece sta seguendo una paziente traumatizzata che quando riesce di nuovo a parlare, dice solo due parole: “lui vede”. Ma chi è questo Lui? La storia viene raccontata saltando dal 1950 agli anni 80 fino ai giorni nostri, ma non ci si perde, non ci si confonde. Anzi, Antonio Lanzetta riesce a creare quel crescendo che porta a non smettere di leggere. Una scrittura davvero molto coinvolgente. Bravissimo!

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    Annalisa Guida

    06/07/2018 16:15:47

    Annalisa Guida ha condiviso una foto. 1 min · Il male esiste, ne sono convinta ora più che mai. Ho scoperto persone malvage apparentemente angeliche, in grado di creare architetture di menzogne e azioni lesive. E allora ho pensato a I figli del male di Antonio Lanzetta Il male è una corruzione, e soprattutto espande i propri tentacoli infetti. Anche se si è legati da amicizia apparentemente pura e si è intrisi di sentimenti nobili e leali, si può essere punti dal male e farne tanto. Basta un piccolo grande inceppamento nell’ingranaggio di routine e possono venir fuori le peggiori brutture. E allora si comprende che tutto il buonismo, l’affetto e le buone abitudini erano solo un tappetto sotto il quale si nascondeva il peggiore rifiuto chimico velenoso. Ci sia guarda allo specchio e si guardano anche gli occhi del male, e si può scegliere tra istinto e aspirazione. Le debolezze ci mettono davanti ad una scelta: scegliamo la nefandezza o ci armiamo e la combattiamo? Con una narrazione cinica, elegante, Antonio Lanzetta mi ha fornito uno strumento ulteriore per indagare ancora più a fondo nei miei sentimenti e in quelli delle persone malvagie che purtroppo ho incontrato. Il male bisogna conoscerlo, riconoscerlo e combatterlo, in qualunque forma si presenti; camorra, strumentalizzazione, omicidi, menzogne, ingiurie, vendetta e così via. Consiglio vivamente.

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    C-Side Writer - Marco Ischia

    06/07/2018 14:51:21

    La trama è articolata nella maniera dei migliori thriller, con salti temporali che rendono tutto più complesso ma interessante. Cercare di capire cosa collega le due vicende, in un unica vicenda, com’è nata e come s’è evoluta. È un percorso che passa attraverso delle morti efferate, ma che passa anche attraverso i pensieri dei personaggi. Antonio Lanzetta porta i brividi dal cuore nero della terra alla mente dei personaggi, da un libro maledetto alla visione di un personaggio occulto. Perché “lui vede”, e vede cose che altri non vedono, vede cose che solo la follia può far vedere. E anche quando tutto sembra ricondurre a una terra, quando tutto sembra ricondurre a Castellaccio, le dinamiche si accavallano, i segreti si avvinghiano al passato prima di scoprire la scioccante verità. Intrecci che trovano una spiegazione, personaggi che nascondono verità, questo libro si gusta in particolar modo alla fine, quando tutto torna a spiegare il passato, e a noi i finali che hanno un senso sono sempre piaciuti molto.

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    Michèle

    03/07/2018 05:37:04

    il seguito di " il buio dentro "...torniamo a Castellaccio....thriller avvincente...anche in questo la storia va dal presente, al passato recente , e ad un passato più lontano...ma non è solo un thriller....è anche una storia di amicizia...molto bello...e ancora più forte del primo...consiglio di leggere prima " il buio dentro " per immergersi bene nella storia e nei personaggi...bravo Antonio...mi è piaciuto

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    Max

    28/06/2018 08:50:13

    Probabilmente il miglior thriller che ho letto quest'anno. Lanzetta si conferma un autore di talento, capace di coniugare uno stile di scrittura efficace a una storia che, in modo graduale, prende le fattezze di un vero e proprio incubo.

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    pessimo

    27/06/2018 11:58:24

    un mattone indescrivibile.... e di thriller ne leggo almeno 30 all'anno. Questo è un disastro... non trasmette nulla e di conseguenza va di volata a tenere su la mia lampada sul comodino... così serve a qualcosa

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    Jonny

    26/06/2018 13:02:16

    Ah... questo è lo Stephen King italiano? Mai sentito. Ho avuto il coraggio di leggere sia questo libro che "Il buio dentro" e li classifico al più basso livello. Stephen King italiano..? Devo dire che mi fa più paura la dottoressa Tirone....

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    Sonia

    26/06/2018 12:57:10

    ho resistito due giorni a leggerlo ma la trama ha fin da subito suscitato poco interesse... volevo comunque finirlo e dare prova di caparbietà, ma proprio non ce l'ho fatta... chi se ne frega come va a finire... è illeggibile e senza "verve". Passo ad altro, non voglio essere torppo cattiva, magari in futuro avrò di che ricredermi...

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