Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2017
Pagine: 191 p., Brossura
  • EAN: 9788893250924
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    n.d.

    16/10/2017 15:03:23

    Candidato al Premio Strega 2017, la Figlia Femmina rappresenta l’esordio della catanese Anna Giurickovic Dato. Il libro racconta della vita di Maria, prima bambina e poi adolescente del rapporto con i suoi genitori, Silvia e Giorgio. Il punto di vista narrativo è quello di Silvia che ci racconta la storia dal di dentro, quasi come una spettatrice della macabra e oscura vicenda. I luoghi della narrazione sono due: Rabat, in Marocco e poi Roma. Le cose che mi sono piaciute del romanzo? La scelta di racconta una storia dalla trama scomoda, il presentare di corredo le tradizioni islamiche che si incastrano con la vicenda, gli elementi artistici e floreali che danno colore e tono alla vicenda. La cose che non mi sono piaciute del romanzo? Come è stata sviluppata l’idea, sembra quasi che questa bambinetta – la figlia femmina che dà il titolo al libro – sia in accordo con i pensieri perversi e incestuosi del padre. Lo stile che non ti fa sussultare, che non racconta e non scava per niente nel dolore, nella sofferenza, negli spasmi di questa bambina. La Giurickovic costruisce una cornice, ma non indugia, non osa, sembra solo raccontare, troppo tranquillamente quella che è una vicenda infelice. L’amore perverso di un padre verso sua figlia. La madre sorda e accecata come una folle spettatrice. Paragonato alla forza conturbante di Lolita, questo libro ne è solo la falsa copia, per non dire brutta. Meglio direi tiepida. Come una minestra riscaldata, che si mangia perché è stata cucinata ma non ha niente a che vedere con quella del giorno prima. Un esordio per me troppo contenuto, quasi abbottonato. Vedremo, magari nelle sue prossime pubblicazioni trova coraggio, che scegliendo temi del genere, devi per forza avere. Se non te li prendi il risultato è questo: La figlia femmina, Fazi, operazione bella e buona di marketing. «[…] E lo sai, Maria, perché il tamburo è lo strumento più antico del mondo? Lei lo guardò incerta. Perché il ritmo nasce prima della musica. Tam tam tam, è molto più di una semplice musica. Non è un passatempo, un divertimento, un’arte. Il ritmo è una necessità. Una necessità? Ogni essere umano cerca un ritmo in ogni cosa, la routine è un ritmo, la tradizione è un ritmo. L’impellenza di ogni uomo, anche di quello più antico…l’uomo di Neanderthal! ..di dare una regolarità alle cose, per avere così una sicurezza. La ripetizione, la ciclicità, tam tam. D’altronde il tam tam è uno dei primi suoni che sente un bambino sin da quando è embrione, interviene, Adele, con la solita aria di chi partecipa ai discorsi solo per metà. Il cuore materno, indovinai. Tam tam, ripeté Maria divertita».

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    silvia carpena

    14/07/2017 14:18:12

    Penso sia uno dei libri più belli e profondi che siano mai stati scritti. Leggendolo non troverete delle risposte a determinati tipi di violenza, scoprirete solo il lato umano di tutto ciò che vi spaventerà oltre ogni cosa. Merita di essere letto da chiunque.

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    francesco

    26/02/2017 17:51:23

    Il romanzo appare privo di originalità per il tema trattato e mediocre per lo stile.Il tema è, ormai, superato e la storia presenta forzature in più punti.Deludente rispetto alle recensioni, senz'altro opinabili, il romanzo non è per nulla paragonabile alla Lolita di Nabokov. Si è voluto insistere su un tema che, di certo, avrebbe fatto presa sui lettori, ma l'autrice è priva di quelle qualità che un valido scrittore dovrebbe possedere.

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    Pietro Marsi

    20/02/2017 13:29:05

    Tutto si può dire tranne che Anna Giurickovic Dato abbia una scrittura che t’incolla alla pagina, come insinuano le note di copertina. Al contrario, la narrazione risulta letargica e sonnolenta. Si arranca leggendo di pastasciutta, cuscus, bottiglie di vino, fiori e descritti minuziosamente, fontane (de Roma), canzoni dei Pooh (proprio loro), mesti ricordi esotici, capricci e bizze della ragazzina con le turbe, spaesamenti della madre indecisa e un po’ tonta, e mille altre quisquillie messe lì a inchiostrare le pagine in attesa del fattaccio. Per quanto riguarda ‘l’abilità psicologica’ dell’autore, sbandierata anche quella nella sinossi di copertina, si ha la ben nota sensazione di aver già letto e riletto tutto altrove. Un romanzo acerbo e noioso. Pietro Marsi

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    Giovanni

    01/02/2017 19:47:09

    Un gioiellino. Spiazza, toglie certezze, ma punta un faro dove difficilmente si ha il coraggio di guardare. Esordio brillantissimo

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